Le più belle foto di gatti

Per tutti coloro che li amano (e che amano gli animali in genere) abbiamo alcune foto e curiosità dedicate ai "re" delle nostre case: i gatti. Altre curiosità e informzioni (perché sono schizzinosi, amano stare nelle scatole, fanno le fusa o perché i cani sono meglio dei gatti) leggi il nostro speciale.

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Tranquillo e sicuro di sé questo micio non sembra preoccupato del baratro che si apre sotto alle sue zampe. Il gatto sta camminando in equilibrio precario sulla ringhiera di un grattacielo di Santiago, Cile, per la precisione al 17esimo piano. Il suo padrone ha fatto in tempo a fargli una foto prima che il felino rientrasse in casa. I gatti sono dotati di un organo vestibolare particolarmente ben sviluppato che permette loro di rigirarsi durante una caduta voltando prima la testa, quindi le zampe anteriori, poi quelle superiori, fino ad atterrare in piedi. Ciò nonostante, un volo da una simile altezza - ma anche da un'altezza minore - sarebbe rovinoso anche per un equilibrista nato.

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Cosa c’è di peggio di un gatto nero il giorno 17? Superstiziosi? Questa foto del giorno è dedicata proprio a voi! Oggi è infatti il "Gatto nero day" indetto dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) a difesa della dignità del gatto nero.
Per i piccoli felini però non è solo una questione di decoro, secondo l’associazione ogni anno 60 mila gatti neri vengono uccisi a causa di una sciocca credenza. La diceria che il gatto nero porti sfortuna ha origine nel Medioevo quando i gatti in genere erano considerati i diabolici compagni delle streghe, per la loro abitudine a uscire di notte. Quelli di colore nero inoltre, non molto visibili nell'oscurità, facevano imbizzarrire i cavalli e i cavallieri cadevano di sella. Da qui l’idea che portino sfortuna quando ci attraversano la strada. In realtà gli unici a rischiare sono i mici, che facilmente possono finire sotto le ruote di qualche automobilista poco attento.

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Un gatto che gioca sulla neve, strano ma vero. Il micio della foto però è "preparato". E' un siberiano che con il suo pelo lungo e idroreppellente, i peli lunghi sulle zampe e la corporatura robusta può sopportare anche le basse temperature, la neve e il ghiaccio. Discendente del gatto selvatico che abitava una volta la Siberia, si narra che i coloni russi lo usassero come gatto da guardia, data la sua mole (il maschio può arrivare a pesare anche 12 chili).

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Zampetta tranquillo e silenzioso, eppure in molti ancora oggi, se incrociassero la sua strada farebbero gli scongiuri. Vittime della superstizione dai tempi del Medioevo, i gatti neri soffrono tuttora una forma di discriminazione dovuta al colore del loro pelo.
Il 17 novembre è la Giornata del Gatto Nero, istituita da AIDAA, l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, per proteggere questi mici da uno sterminio silenzioso che si consuma ogni anno dalla festa di Halloween in poi. Secondo l'organizzazione, ancora nel 2011, 15 milioni di italiani fanno gesti scaramantici alla vista di un gatto nero.
Gatti, quante ne sai? Mettiti alla prova con un nuovo test!

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Gli antichi Egizi pensavano che i gatti trattenessero negli occhi la luce del giorno per utilizzarla al buio. In realtà questi felini hanno occhi adatti per vedere con poca luce. La retina, infatti, è più ricca di bastoncelli (i recettori della luce adatti alla visione notturna). Ai gatti basta un sesto della luce che serve all'uomo per vederci. Ma il loro vero segreto è il tapetum lucidum, uno strato di cellule riflettenti posto dietro la retina. Amplifica la luce quando penetra nell'occhio, "fornendo" più informazioni ai bastoncelli e dà all'occhio il tipico colore verde-oro fosforescente. Al crepuscolo o all'alba, quando di solito i gatti cacciano, la pupilla può dilatarsi fino al 90% della superficie dell'occhio per far passare più luce possibile.

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I segnali odorosi per i gatti hanno un'importante funzione sociale, quando un gatto segna il suo territorio con l'urina, quello che passerà successivamente sarà in grado di "leggere" in quell'odore tutta una serie di informazioni che non potrebbe trovare in altro modo. I gatti hanno un olfatto due volte superiore a quello dell'uomo. Ma non solo l'urina è veicolo di informazioni: sul mento, sulla coda e sulla fronte ci sono ghiandole che producono sostanze odorose con cui di solito "firmano" alcuni oggetti. Mamma gatta si struscia sui piccoli per lasciare su di loro il suo odore e spesso i gatti di casa lo fanno con gli uomini in segno di affetto e amicizia.

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Se un antico egizio guardasse questa foto oggi, forse penserebbe che i gatti nei secoli si sono "rammolliti". Questo gattone ritratto in un giardino a Wuhan, in Cina, infatti, invece di essere aggressivo appare tranquillo e anzi incuriosito dal topo.
Per gli egizi il gatto era sacro perché liberava le case e i granai dai piccoli roditori.
Ma purtroppo non la pensavano così nel Medioevo, quando furono uccisi milioni di gatti perché considerati diabolici. E secondo alcuni studiosi, non fu neppure una brillante idea. La diminuizione dei gatti fece moltiplicare i topi, i maggiori diffusori della peste, aumentando così le epidemie fra il 1000 e il 1700.
E proprio contro le superstizioni sui gatti il 17 novembre si celebra il Gatto Nero Day. Secondo le associazioni animaliste ancora oggi in Italia ogni anno - anche quest’anno purtroppo - vengono uccise decine di migliaia di gatti neri per colpa della stupida credenza che portino sfortuna.

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"Ma chi me l'ha fatto fare", starà pensando Nicolasa, la gatta appollaiata sulla tavola del suo proprietario, il surfista peruviano Domingo Pianezzi.  Qui cavalcano insieme le onde davanti alla spiaggia di San Bartolo, a Lima, in Perù. 
L'atleta è convinto che la micina abbia un'innata passione per il surf. Basta vedere come riesce a mantenere perfettamente l'equilibrio, senza mai cadere in acqua. Anche se un'altra spiegazione possibile potrebbe essere che la micia abbia talmente paura di bagnarsi che si aggrappa con gli artigli alla tavola, unico posto asciutto nei dintorni.

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Un bagno per gatti? Sembra più che altro una crudele imposizione per i nostri amici a quattro zampe. Il sistema è stato inventato proprio dalla proprietaria di questo burmese, l'australiana Jo Lapidge.
Ugualmente faticoso è il tentativo di educare gli esseri umani a usare i sanitari: secondo Jack Sim, presidente della World Toilet Organisation (organizzazione mondiale per le toilette), 2 miliardi e mezzo di persone (il 40 per cento della popolazione mondiale) non ha accesso a strutture sanitarie adeguate. E per sensibilizzare le persone si è istituito da 4 anni il giorno mondiale del bagno, con data ufficiale 19 novembre!

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Stanco di starsene sugli spalti a guardare anche questo gattino ha potuto gustarsi una corsetta sul campo di gioco. Il set non è quello di uno stadio del Sudafrica ma di un match amichevole in vista dei mondiali, svoltosi tra Francia e Tunisia a Rades (in Tunisia) il 30 maggio scorso. Il clima disteso della partita ha consentito a un giocatore tunisino, il centrocampista Yassine Mikari, di riportare in salvo il micio prima che qualcuno potesse travolgerlo nella corsa. E nonostante il piccolo fuoriprogramma l'incontro è continuato regolarmente, terminando con un salomonico 1-1.

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Per quanto ci sforziamo di capirli, i gatti rimangono alcuni tra gli animali più misteriosi. Non dal punto di vista genetico, però: il Dna dei mici, da tempo sotto la lente degli scienziati, si è rivelato una preziosa fonte d’informazioni, che mette un po’ d’ordine nel calderone di ipotesi sulle origini del felino. Dall’analisi genetica condotta su 979 specie di gatti moderni è emerso che il “nonno” di tutti i mici abitava 130 mila anni fa nella “Mezzaluna fertile”, un’area che comprendeva Antico Egitto, Levante e Mesopotamia. La scoperta mette d’accordo coloro che pensano che i primi ad addomesticare i gatti siano stati gli Egizi, e chi invece sostiene che i felini siano stati domati per la prima volta a Cipro.
Nella foto un gatto selvatico (Felis silvestris).

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Gatti belli, astuti e di tutte le razze. Ma è soprattutto sempre più facile vederli extra large, come questo gatto americano di nome Zippy che sulla bilancia della sua proprietaria fa segnare 18 chilogrammi. Perfino più del gattone Leo (15,8 chilogrammi) che detiene invece il record di gatto più lungo del mondo, ottenuto coi suoi 121,9 centimetri dal naso alla punta della coda. Pensate, in proporzione, è come se questo super gatto (americano pure lui) fosse alto due metri e mezzo.

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Nell'antico Egitto nessun gatto era vittima di "razzismo" e tutti erano considerati esseri superiori, incarnazione della dea Bastet, protrettrice del focolare domestico. Trattati con tutti gli onori non solo da vivi ma anche da morti: venivano lavati, profumati, imbalsamati e portati in dono al tempio della dea o venduti ai pellegrini durante le festività religiose. Ma qui la truffa era all’ordine del giorno: spesso capitava che sotto le bende non si nascondesse un gatto ma qualche animale meno "prezioso", se non addirittura un blocco di fango.

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Un gatto di razza Sphynx mentre attende il suo turno per mettersi in mostra all'esibizione felina tenutasi a Sofia (Bulgaria) domenica scorsa. Completamente privo di peli, questo esemplare necessita di cure speciali: ogni giorno deve essere passato con una pelle di daino poiché i follicoli vuoti del suo mantello hanno ghiandole che secernono un grasso che non può essere assorbito dai peli. Nonostante innumerevoli siano le razze riconosciute, i gatti con pedigree sono meno del 10 per cento della popolazione felina mondiale. L'allevamento selettivo è stato incoraggiato proprio dal successo delle prime mostre feline alla fine del XIX secolo che hanno lanciato la moda dei gatti "puri".
Tutti i segreti del migliore amico dell'uomo che fa le fusa nello speciale sui gatti.

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Un pitone ingoia un gattino di due mesi. Succede in Australia. E non è una leggenda metropolitana. Per dimostrare che è tutto vero i McLaren, proprietari del povero micio, hanno presentato alla stampa la radiografia del serpente ancora impegnato nella digestione del malcapitato.

La macabra immagine mostra lo scheletro intero del gatto Kohl nello stomaco del pitone tappeto (Morelia spilota). Una specie decisamente ingorda: basti pensare che la testa del gatto era grande tre volte quella del rettile.
Per acciuffare l’intruso i McLaren hanno dovuto chiamare una persona specializzata. L’”acchiappaserpenti” ha spiegato che quando si avvicina la stagione degli amori, capita spesso che i pitoni più intraprendenti nel loro girovagare si intrufolino in qualche giardino privato.

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Tranquillo e sicuro di sé questo micio non sembra preoccupato del baratro che si apre sotto alle sue zampe. Il gatto sta camminando in equilibrio precario sulla ringhiera di un grattacielo di Santiago, Cile, per la precisione al 17esimo piano. Il suo padrone ha fatto in tempo a fargli una foto prima che il felino rientrasse in casa. I gatti sono dotati di un organo vestibolare particolarmente ben sviluppato che permette loro di rigirarsi durante una caduta voltando prima la testa, quindi le zampe anteriori, poi quelle superiori, fino ad atterrare in piedi. Ciò nonostante, un volo da una simile altezza - ma anche da un'altezza minore - sarebbe rovinoso anche per un equilibrista nato.
Tutti i segreti del migliore amico dell'uomo che fa le fusa nello speciale sui gatti.

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Il caratteristico “brontolio” che il gatto è in grado di produrre per ore e ore, anche con la bocca chiusa o mentre succhia il latte, è un suono gutturale doppio, risultato sia dell’inspirazione sia dell’espirazione. Le fusa sono infatti un segnale per comunicare alla madre che l’operazione di allattamento sta procedendo al meglio.
Di solito vengono fatte quando il gatto è contento, per esprimere una sensazione di amicizia, ma possono anche essere emesse quando è malato, ferito o moribondo. Anche in questi casi vuole infatti mandare un messaggio.
Tutti i segreti del migliore amico dell'uomo che fa le fusa nello speciale sui gatti.

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Il gatto in natura è un grande predatore di piccoli mammiferi: uccellini, topi e talpe. Gran parte dei suoi organi sensoriali sono quindi predisposti per questo tipo di attività.
Gli occhi possono cogliere veloci e piccolissimi movimenti, e le orecchie, che se necessario ruotano anche indipendentemente una dall'altra, arrivano a percepire suoni molto acuti, come lo squittio di un topo, con una frequenza tre volte superiore a quella percepita da noi. Per questo non amano i toni di voce o la musica troppo alti.
Con le vibrisse cioè i peli grossi che si trovano sopra la bocca (i baffi), sugli occhi (le sopracciglia) e sulle zampe anteriori, avvertono le vibrazioni di un topo che si muove anche a distanza.

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Vi è mai capitato in un attimo di distrazione, di inciampare nel vostro amico a quattro zampe? Agli americani a quanto pare, accade spesso: in base a una ricerca pubblicata un paio di mesi fa sul Journal of Safety Research, soltanto nel 2006 86 mila statunitensi hanno subito slogature, fratture o contusioni a causa di gatti e cani. Mentre qualcuno ha raccontato di essersi fatto strattonare da Fido al guinzaglio, la maggior parte degli intervistati ha riferito di essere semplicemente incespicato nel proprio animale domestico. E chissà se questo micio dall'aria sorniona fotografato a una mostra felina a Lubiana (Slovenia) ha mai fatto lo "sgambetto" alla sua padroncina...
Tutti i segreti del migliore amico dell'uomo che fa le fusa nello speciale sui gatti.

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Non sarà la Befana ma è comunque una vecchina generosa Ding Shiyang, la donna cinese che ha accolto in casa questo micio abbandonato (e molto assonnato). Oltre a lui, la signora ospita nel suo piccolo appartamento di Pechino altri 200 cani e gatti senza padrone.
Il micetto ha rischiato di essere catturato dalle autorità pechinesi, che poco prima delle Olimpiadi del 2008 hanno deciso di "ripulire" le strade dai randagi.
Con metodi decisamente spartani, secondo le associazioni animaliste che nel febbraio dell’anno scorso hanno denunciato la situazione al sito Timesonline. Sembra che migliaia di animali siano stati ammassati in gabbie minuscole, trasportati con dei camion in canili fatiscenti e qui lasciati morire di stenti.

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Riservati e imprescrutabili, tanto affascinanti quanto misteriosi: puoi passare un'intera vita a osservarli e studiarne i comportamenti senza riuscire a comprenderli fino in fondo. Parola di John Bradshaw, biologo inglese che ha dedicato oltre 30 anni ai gatti e che recentemente ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Cat Sense" (Allen Lane/Basic Books). Direttore dell’Istituto di Antrozoologia della Scuola di Scienza Clinica Veterinaria dell’Università di Bristol, in un articolo pubblicato sulla rivista New Scientist l'autore svela le ragioni del successo dell'animale domestico più diffuso al mondo - il rapporto con il cane è di 3 a 1 - che risiederebbero nella sua autosufficienza e nell'affettuosità nei confronti dell'uomo. Che tuttavia non viene mai considerato dalla piccola tigre di casa come un padrone o un capobranco, ma semmai come un felino più grosso che sostituisce la madre.

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Il gatto sembra progettato apposta per muoversi nell'ambiente riuscendo quasi sempre a non farsi male. Anche durante le operazioni più pericolose, come quando cade da vari metri di altezza. Paradossalmente però qualche volta sono i voli brevi ad essergli fatali: cadendo in velocità da pochi metri, infatti, ha poco tempo per raddrizzarsi correttamente. Mentre cadendo da un'altezza molto elevata può comodamente ruotare, anche di 180° se necessario, e rilassare tutti i muscoli del corpo per ridurre l'impatto.
L'equilibrio nell'atterraggio è dato dalla coda, mentre le zampe anteriori indipendenti dalla spalla fungono da ammortizzatori.

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Quando in gabbia ci sono gli uomini i gatti entrano in cella per aiutarli. Succede nel penitenziario di Yacolt, nello stato di Washington, dove per riabilitare i detenuti viene affidato loro un gatto. Il progetto, ancora in fase sperimentale, prevede la convivenza di alcuni gatti, provenienti da rifugi per animali abbandonati e sottratti alla soppressione, con alcuni detenuti volontari che si prendono cura di loro.
Superate le perplessità iniziali, l'iniziativa ha raccolto un gran numero di consensi, tanto che sono oltre un centinaio le richieste di adesione. Il progetto, attivo da pochi mesi, è nato con l'obiettivo di favorire la socializzazione, il lavoro di squadra e la condivisione delle responsabilità, oltre a riabituare le persone che stanno scontando una pena a prendersi cura degli altri e i primi risultati sono incoraggianti.

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Cosa ci fa un enorme gatto rosso nella celeberrima Primavera del Botticelli? Viene da San Pietroburgo, si chiama Zarathustra e, con i suoi 10 chili di stazza, della proverbiale grazia felina non gli è rimasto un granché. Ma per la sua padrona, l'artista russa Svetlana Petrova, è talmente irresistibile da volerlo rendere protagonista di alcuni dei dipinti più belli del mondo, riproducendo le opere di Botticelli, Leonardo Da Vinci, Degas, Dali, Monet, Velazquez e tanti altri con lui come protagonista.
Ll'obesità degli animali spesso è una spia di allarme anche per i bambini in quanto, se un animale domestico è in sovrappeso, vuol dire che in quella casa non si fa abbastanza movimento e manca l'abitudine a un'alimentazione sana ed equilibrata.
I chili di troppo sono molto dannosi per i cuccioli, sia di uomo che di animale, in quanto espongono al rischio di contrarre serie patologie quali osteoartrite, diabete, ipertensione, problemi respiratori e malattie renali.

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L'animale più studiato per verificare le dipendenze da sostanze inebrianti è il gatto. A partire dall'erba gatta - o gattaia - che serve per pulire l'apparato digerente, il gatto selvatico sviluppa una dipendenza verso alcune piante che poi cercherà regolarmente.
Tra queste, oltre alla già citata Nepeta Cataria (erba gatta, vedi i suoi effetti), ci sono il Teucrium Marum (camedio maro) e la Valeriana: la prima è un afrodisiaco che dà al maschio maggiore potenza prolungando l'erezione e alla femmina un comportamento voluttuoso. La valeriana invece è un potente allucinogeno.

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Questo pulcino può muovere i suoi primi passi all'aria aperta senza troppi pensieri. A vegliare sulla sua sicurezza c'è un "bodyguard" d'eccezione: un micio che si è assunto il compito delicato di proteggerlo da eventuali aggressori. I giovani esemplari di gallina Pavlovskaja (sp. Gallus Gallus), una varietà di origine russa, sono particolarmente vulnerabili all'attacco di ratti e topi, ma c'è da scommettere che con il felino a guardargli le spalle, nessun roditore oserà avvicinarsi al nuovo nato. Quella tra il gatto e il pulcino comunque non è un'amicizia esclusiva. Sembra che Mikeal, così si chiama il micio, sia particolarmente protettivo nei confronti dell'intera covata. La scena è stata fotografata a Barnaul, Russia.

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Predatore per definizione, casalingo per scelta (nostra), il felino più conosciuto al mondo e addomesticato più di 9000 anni fa, è stato inserito nella lista dei 100 più nocivi animali alieni. Cosmopolita, il gatto mancava solo in Australia e nelle vicine isole oceaniche. Ci ha pensato l'uomo a portarcelo, come cucciolo da compagnia o arma per debellare i topi presenti sulle navi. Mangiatore di lucertole, serpenti, piccoli mammiferi e uccelli di varia natura, si stima che il gatto abbia fatto fuori in poco più di 40 anni, nella sola isola pacifica di Herekopare, paradiso del birdwatching, circa 6 specie di volatili. Meglio tenerlo a croccantini e latte sul divano di casa.

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Dagli impervi territori africani il gatto è entrato nel mondo degli umani con un bagaglio da cacciatore. Con il tempo ha imparato a essere docile e socievole, pur mantenendo molte delle sue caratteristiche selvatiche e tra devozione e pregiudizi è giunto fino a noi.
Recenti ritrovamenti archeologici sull'isola di Cipro sposterebbero l'inizio dell'incontro tra uomo e gatto al periodo neolitico. Gli Egizi adoravano i gatti e per questo molti dei loro nemici li odiavano. I Persiani pensarono addirittura di usare i gatti in battaglia come "arma" impropria: i soldati egizi, che non potevano uccidere i piccoli felini, quando li videro sul campo, rinunciarono ad attaccare e si ritirarono.

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In Italia c'è un esercito di quasi 7 milioni e mezzo di gatti che aspettano ogni sera il padrone al focolare. Una tendenza in crescita che denota come siano ormai superate maldicenze e luoghi comuni (portatori di malattie, malfidati e opportunisti). Sono state anche riconosciute le loro capacità terapeutiche: la compagnia di un gatto è utile anche dal punto di vista psicologico (pet therapy), per questo spesso sono utilizzati in comunità di anziani e disabili. Dal 1978 esiste una dichiarazione dei diritti degli animali domestici, ispiratrice in Italia di disposizioni di legge come quelle contro l'abbandono e il commercio di pellicce di gatto (per farne una ci vogliono 24 esemplari) e di cane.

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Il gatto selvatico è un animale schivo e solitario e non ama né la compagnia di quelli della sua specie né di altri animali.
Il gatto domestico invece, pur mantenendo una certa diffidenza nei confronti degli estranei, è socievole e vive in comunità anche quando si rinselvatichisce. I gatti randagi, infatti, sono portati a formare gruppi spontanei. Questo comportamento "sociale", i gatti lo hanno "appreso" in millenni di convivenza con gli uomini.
Tailandia: una gatto e una scimmia (nella foto) abbandondati entrambi dai legittimi proprietari in un tempio sono diventati inseparabili amici, un atteggiamento "inaccettabile" per un gatto selvatico.

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Nel "vocabolario" degli animali gonfiarsi vuol dire "minaccia in corso". Che sia per motivi di offesa o di difesa poco importa, l'importante è sembrare più grandi di quello che si è. La strategia della violenza minacciata serve a ottenere la vittoria (una femmina, o un territorio) evitando però la lotta nella quale entrambi i contendenti potrebbero riportare danni a volte anche mortali.
La tipica postura del gatto arrabbiato: schiena inarcata, coda sollevata e dritta, pelo rizzato, testa alta, sguardo fisso e orecchie basse. I gatti inoltre come molti altri animali emettono suoni utili a spaventare l'avversario usando l'urlo come una specie di prova di forza.

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Rovesciarsi sulla schiena con le gambe all'aria è un segno inequivocabile di fiducia. In natura, infatti, mostrare l'addome che è la parte più vulnerabile del corpo indica totale abbandono. Un giovane gatto esprime così rispetto per uno più anziano o sottomissione entrando nel territorio di un altro.
Quando un gatto è rilassato o felice spesso fa anche le fusa: un modo di far "suonare" il corpo che accompagna il contatto fisico tra madre e cuccioli e in seguito anche quello tra gatto e uomo. Le sorde vibrazioni delle fusa sono prodotte dal diaframma e dalle corde vocali e controllate direttamente dal sistema nervoso centrale.

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Chissà che cosa direbbe un gatto vissuto qualche millennio fa nella selva, di questo pigro discendente che comodamente seduto al tavolino di un ristorante per gatti in Ucraina, aspetta il suo pasto come lui una volta aspettava la talpa fuori dalla tana.
Ma per quanto viziati, impigriti e vezzeggiati i gatti di casa mantengono la loro caratteristica fondamentale: l'istinto predatorio. I gatti cacciano e uccidono a prescindere dalla fame che hanno, la risposta predatoria di fronte a piccoli animali è quasi un riflesso istintivo e automatico.
Il gatto rimane un animale terrestre, che si è sviluppato per lo più in aree asciutte e desertiche e quindi, tranne qualche eccezione, non ama l'acqua.

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A tutti è capitato di sentire quanto sia ruvida la lingua di un gatto e per capire perché basta dare un'occhiata a questa immagine ingrandita al microscopio. La sua superficie è rivestita di papille a uncino che fungono da spazzola per pulire il pelo del mantello o un osso dalla polpa.
I piccoli felini di casa anche se non stanno tutto il giorno a cacciare e non si sporcano molto, passano gran parte del loro tempo a leccarsi il corpo per pulirsi e per mantenere regolare la temperatura corporea. Per i gatti la pulizia ha anche una funzione sociale, ci si pulisce tra "familiari", gatti, umani, etc.

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I gatti sono capaci di passare molte ore immobili in lunghi appostamenti per catturare un topo e dopo, per allentare la tensione, fanno lunghe corse balzando di qua e di là. Una versione selvaggia di quelle scorribande che ogni tanto fanno anche in casa.
E poi finalmente il meritato riposo a cui i mici dedicano 16 ore al giorno. Ma solo un quarto di queste sono di sonno profondo. Nelle restanti ore hanno le orecchie all'erta e il cervello sempre vigile, pronti per reagire immediatamente a un pericolo.
Al risveglio si stirano con cura, per riattivare la circolazione dei muscoli, pronti per una nuova caccia.

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Il fatto di essere stati sacri per gli Egizi, pagani e politeisti, non ha reso la vita facile al gatto in terra cristiana, dove nel Medioevo fu protagonista di una vera persecuzione. Il gatto era considerato, infatti, un animale da temere perché detentore di poteri magici malefici e "parente" delle streghe. Prigioniero di maldicenze e superstizioni spesso il gatto veniva usato per scacciare la malasorte, per esempio seppellendolo in una parete di una casa in costruzione.
Il gatto nero in particolare è stato vituperato per lungo tempo e tuttora si pensa che porti sfortuna. Ma non ovunque: in Gran Bretagna farsi attraversare la strada da un gatto nero è di buon auspicio.

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Bastet, dea sacra agli Egizi, aveva le sembianze di una bella donna dalla testa di gatto… Niente a che vedere con questo monumentale gatto che il padrone ha voluto erigere a futura memoria del suo amato micio.
I gatti, come tutti gli animali, non hanno il concetto della morte e non sanno che un giorno moriranno. Quando stanno male associano il dolore all'aggressione, come se una forza oscura li stesse sfidando. Di fronte a una minaccia i gatti reagiscono sempre con l'attacco o la fuga, in questo caso l'aggressore è invisibile e quindi "inattaccabile", l'unica cosa da fare è fuggire. Ecco perché molti gatti si nascondono quando soffrono e spesso muoiono da soli.

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Per San Valentino abbiamo chiesto hai nostri lettori di inviarci alcune foto che descrivessero il sentimento. Bipap ce lo ha raccontato così… Attraverso la tenerezza che esprimevano in questo momento Aria il cane femmina e Attila il gatto maschio. Due animali che di solito siamo abituati a pensare che non si sopportino… Questo sì che è un "amore" fuori dalle regole.

Tranquillo e sicuro di sé questo micio non sembra preoccupato del baratro che si apre sotto alle sue zampe. Il gatto sta camminando in equilibrio precario sulla ringhiera di un grattacielo di Santiago, Cile, per la precisione al 17esimo piano. Il suo padrone ha fatto in tempo a fargli una foto prima che il felino rientrasse in casa. I gatti sono dotati di un organo vestibolare particolarmente ben sviluppato che permette loro di rigirarsi durante una caduta voltando prima la testa, quindi le zampe anteriori, poi quelle superiori, fino ad atterrare in piedi. Ciò nonostante, un volo da una simile altezza - ma anche da un'altezza minore - sarebbe rovinoso anche per un equilibrista nato.
Tutti i segreti del migliore amico dell'uomo che fa le fusa nello speciale sui gatti.