15 pesci (più uno!) con talenti inaspettati

Si arrampicano sugli alberi, fabbricano sabbia, intonano canti d'amore e sfoderano armi inaspettate: le  doti sorprendenti di queste creature acquatiche.

Avete mai visto un pesce capace di arrampicarsi su un albero? I saltafango (sottofam. Oxudercinae), abituati a vivere in ambienti salmastri tra terra e mare, lo possono fare grazie a particolari adattamenti che consentono loro di vivere fuori dall'acqua. Tra questi, una capacità di respirare all'aria simile a quella degli anfibi e pinne pettorali che usano per sollevare il corpo e avanzare. In questo modo trovano cibo e fuggono dai nemici.

C'è pure pure lui, il pesce pagliaccio (sottofam. Amphiprioninae) reso famoso dal film d'animazione "Alla ricerca di Nemo". È in grado di cambiare sesso a piacimento una volta nella vita. Nascono tutti maschi e mutano genere per trasformarsi in femmina alpha, quando il pesce femmina che guida le loro comunità muore. Il cambiamento è, però, irreversibile.

Dal Pacifico, il salmone rosso (Oncorhynchus nerka) risale la corrente dei fiumi arrivando al corso d'acqua dove è nato: qui avverrà la riproduzione e qui morirà, dopo aver deposto e vegliato sulle uova. In assenza di un GPS, il pesce ritrova la strada percependo le lievi variazioni del campo magnetico terrestre.

La passera pianuzza pavone (Bothus mancus), un pesce piatto comune nel Mediterraneo, può cambiare colore in pochi secondi, per mimetizzarsi con il fondale. In confronto, un camaleonte impiega diversi minuti soltanto per modificare una lieve sfumatura.
Il pasto in slow motion di un camaleonte

Il Botia pagliaccio (Chromobotia macracanthus) un pesce indonesiano nero e arancione spesso tenuto in acquario, ha una spina erettile posizionata proprio sotto l'occhio: quando un altro pesce tenta di mangiarlo, il boccone risulta pertanto particolarmente indigesto e difficile da ingoiare.

I pesci pappagallo (fam. Scaridae) sono tra i più attivi costruttori delle spiagge tropicali di sabbia bianca tanto gradite ai turisti. Questi animali si nutrono dei piccoli organismi che vivono sui reef corallini, ingerendo inevitabilmente piccoli pezzi di barriera. I coralli passano attraverso il loro sistema digerente, e vengono espulsi sotto forma di sabbia.

Ai pesci arcieri (fam. Toxotidae) il cibo piace fresco, e non hanno problemi a procurarselo. Come infallibili cecchini spruzzano getti d'acqua mirati verso le loro prede, piccoli insetti che si sporgono su rami o fili d'erba vicini all'acqua. Quando l'animale, colpito, cade in acqua, sono lì sotto ad attenderlo con le fauci spalancate.

Gli elettrorecettori presenti sul rostro del pesce sega (fam. Pristidae) percepiscono i campi magnetici emessi dal battito cardiaco delle prede. Ed è una fortuna, visto che granchi, gamberi e piccoli pesci, i loro piatti preferiti, si nascondono spesso nella sabbia.

I ghiozzi delle Hawaii (Sicyopterus stimpsoni) riescono a spostarsi dall'acqua salata ai corsi d'acqua dolce, risalendo le correnti attraverso le cascate, prima che la loro anatomia interna cambi rendendo il plancton un alimento indigesto. Gli avannotti di questi pesci riescono ad arrampicarsi sulle rocce usando la bocca, fortissima, e una sorta di ventosa situata sotto al loro ventre.

L'abitudine di addentare pezzi perfettamente cilindrici delle carni di altri pesci o mammiferi marini ha fatto guadagnare allo squalo stampo da biscotti (Isistius brasiliensis) detto anche sigaro o tagliatore, il suo sinistro soprannome: esso imprime sul corpo delle sue vittime cicatrici alla "Giotto", utilizzando le labbra a ventosa e denti inferiori a forma di seghetto.

Muto come un pesce, si dice, eppure i maschi di pesci cadetto (Porichthys notatus) nei periodi dell'accoppiamento emettono un verso simile a un cupo ronzio per attrarre le potenziali partner; in presenza di un avversario, si cimentano anche in rabbiosi borbottii, ben percepibili dall'orecchio umano.

Le missine (Ord. Myxiniformes), un tipo di pesci anguilliformi dalla forma piuttosto primitiva, se minacciate rilasciano una sostanza viscida che ostruisce le mascelle e le branchie dell'aggressore, il quale probabilmente non ripeterà l'attacco.

Il pesce tigre africano o pesce tigre golia (Hydrocynus goliath) è uno dei più voraci pesci d'acqua dolce, ed è capace di saltare fuori dall'acqua per afferrare un uccello che si fosse spinto, incautamente, a volare troppo vicino al suo rifugio.

Nuotare a temperature inferiori allo zero può rivelarsi un gioco da ragazzi, se nel tuo sangue scorre un antigelo naturale: e il merluzzo dell'antartico (Dissostichus mawsoni) produce speciali proteine che consentono di sopravvivere anche sotto le acque delle banchise polari.

L'inghiottitore nero (Chiasmodon niger) è capace di inghiottire pesci di taglia molto più grande della propria. Il pesce tropicale, lungo circa 25 cm, può inglobare altri pesci lunghi il doppio o di massa 10 volte maggiore alla sua. Ci riesce grazie a uno stomaco ultraflessibile che si allarga a dismisura.

Il pesce trasparente (Macropinna microstoma) fu avvistato la prima volta nel 1939. Abita nel mare al largo della California e con il suo cranio trasparente è rimasto un mistero a lungo. Vivendo nei fondali marini, fino a 800 metri di profondità, ha sviluppato una vista speciale: proprio la trasparenza del cranio gli consente di "captare" più facilmente la luce necessaria per individuare le prede e catturarle. (Grazie alla nostra lettrice Anita per la segnalazione!)

Avete mai visto un pesce capace di arrampicarsi su un albero? I saltafango (sottofam. Oxudercinae), abituati a vivere in ambienti salmastri tra terra e mare, lo possono fare grazie a particolari adattamenti che consentono loro di vivere fuori dall'acqua. Tra questi, una capacità di respirare all'aria simile a quella degli anfibi e pinne pettorali che usano per sollevare il corpo e avanzare. In questo modo trovano cibo e fuggono dai nemici.