Focus

10 cose che forse non sapevi sui cetacei

Dormono in piedi, imitano la nostra voce, storpiano le canzoni e campano fino a 200 anni: insolite curiosità su balene, capodogli e beluga, giganti misteriosi e dai tratti "umani".
Guarda anche le più belle foto di balene

Le più grandi di ogni epoca. Con le loro 180 tonnellate di peso distribuite su oltre 30 m di lunghezza, le balenottere azzurre (Balaenoptera musculus) sono, in termini di massa, i più grandi mammiferi viventi. Primato che detengono anche storicamente, se si escludono i giganteschi Amphicoelias, un genere di dinosauro sauropode estinto. Il loro cuore, grande quanto un'utilitaria e appena studiato nel dettaglio, batte così forte che sarebbe udibile da 3 km di distanza. Fino a tempi recenti si credeva che le loro arterie fossero così larghe da permettere a un essere umano di nuotarvi attraverso. Ma la recente autopsia del cuore di una balenottera spiaggiata ha smentito questa teoria.

Ai beluga piace la musica. Comunemente noti come "canarini di mare" per gli acuti e musicali vocalizzi che usano per comunicare, i beluga ( Delphinapterus leucas), grossi cetacei bianchi diffusi nei mari freddi, mostrano - in cattività - una certa predilezione per la musica e per l'interazione con l'uomo. In diverse occasioni, potendo scegliere se rintanarsi in un anfratto nascosto o avvicinarsi a un musicista intento a suonare una "serenata", hanno scelto quest'ultima opzione. Alcuni esemplari si sono persino mossi "a tempo", dimostrando di udire le note.

Possono inghiottire tanta acqua quanto il loro peso corporeo. In particolare, le balenottere possono ingerire fino a 480 mila kilocalorie in una singola boccata di krill, assumendo 90 volte l'energia impiegata per l'immersione. Per regolarsi, usano un organo riccamente innervato e grande come un pompelmo che si trova alla congiunzione tra le due parti della mandibola inferiore. L'acqua in eccesso viene poi espulsa attraverso i fanoni, le lamine presenti nella bocca di alcune balene, che trattengono il krill.

Anche le megattere hanno le "migliori amiche". Le femmine di megattera formano legami amicali talmente solidi da resistere alle distanze oceaniche, e tornare in auge a distanza di tempo: l'hanno scoperto, dopo 16 anni di osservazione, gli scienziati canadesi del Mingan Island Cetacean Study group. Le amiche - quasi tutte femmine e in genere della stessa età - si ritrovano ogni anno dopo la stagione degli accoppiamenti e delle migrazioni, riconoscendosi tra molti esemplari. Chi instaura legami amicali è facilitato nella caccia e tende ad avere più cuccioli sani. Prima della scoperta, si pensava che questi animali fossero poco socievoli.

I capodogli dormono in piedi. Fino a poco tempo fa si credeva che il capodoglio (Physeter macrocephalus) come il delfino, facesse riposare un emisfero cerebrale alla volta, rimanendo vigile con metà del corpo in caso di pericolo. Ma nel 2013, un team di ricercatori dell'Università di St Andrew (UK) si imbatté accidentalmente in un branco di capodogli immobili in posizione verticale, con la testa che ogni tanto affiorava in superficie. Stavano dormendo: la piccola barca dei ricercatori è passata a motore spento in mezzo agli animali, senza suscitare reazioni. Accidentalmente, nella ritirata gli scienziati hanno urtato contro l'animale: il gruppo si è scosso e presto dissipato. I pisolini durano in genere 12 minuti e avvengono, non si sa perché, prevalentemente tra le 18.00 e mezzanotte.

La balena artica può vivere fino a 200 anni. Nonostante la maggior parte degli esemplari viva tra i 60 e i 90 anni, la presenza di antichi frammenti di armi trovati nelle carni di alcune balene della Groenlandia (Balaena mysticetus) scampate all'attacco di balenieri fa pensare che questi esemplari possano superare ampiamente i 100 anni di vita, arrivando anche ai 200. L'analisi del tessuto oculare di alcuni esemplari morti sembra confermare questa longevità: alcuni hanno anche avanzato l'ipotesi che anche questi cetacei attraversino la menopausa, data la consistente presenza di esemplari femmina molto grandi senza cuccioli accanto.

Alcuni sanno imitare la voce umana. Emblematico è il caso di NOC, il beluga della National Marine Mammal Foundation di San Diego divenuto famoso per aver riprodotto nei suoi vocalizzi i pattern sonori tipici di una conversazione tra umani (ascoltalo qui). Il suo verso era così "fedele" che uno degli addestratori, udendolo, un giorno uscì dall'acqua, convinto che qualche collega gli stesse parlando da fuori. Alcuni studi dimostrarono che NOC, come altri beluga imitatori prima di lui, produceva quei strani suoni riempiendo le sacche aeree con una pressione inusuale, di gran lunga maggiore rispetto a quella usata per le normali vocalizzazioni.

Le canzoni delle megattere sono come hit "pop". Si diffondono, cioè, con dinamiche simili a quelle che osserviamo sui "pezzi dell'estate" che passa la radio. Studiosi dell'Università del Queensland (Australia) hanno dimostrato che, all'interno della stessa popolazione di megattere, i maschi tendono - nello stesso periodo - a produrre gli stessi suoni (una melodia assimilabile a una canzone) di accoppiamento. Con il tempo, il motivetto cambia divenendo sempre più orecchiabile: più ha successo, più è facile che si diffonda a popolazioni di megattere limitrofe, magari mixandosi a canzoni pregresse.

Moby Dick è esistita davvero. O meglio, il romanzo pubblicato nel 1851 da Herman Melville sembrerebbe essersi ispirato ai racconti dello sfortunato equipaggio della baleniera Essex che, nel 1820, fu scalzato dalla nave da un capodoglio in assetto difensivo, che rovesciò gli uomini in mare in pieno Sud Pacifico. Rimasti alla deriva per 90 giorni, per sopravvivere i marinai si diedero al cannibalismo.

Adottano altri animali (o cose). Nel 2011, un gruppo di capodogli fu osservato prendersi cura, in diverse occasioni, di un delfino tursiope con una malformazione spinale (nella foto), che ne aveva determinato l'allontanamento dal resto del gruppo. In alcuni casi, beluga in libertà sono stati osservati trattare assi di legno o carcasse di caribù alla stregua di propri cuccioli.

Le più grandi di ogni epoca. Con le loro 180 tonnellate di peso distribuite su oltre 30 m di lunghezza, le balenottere azzurre (Balaenoptera musculus) sono, in termini di massa, i più grandi mammiferi viventi. Primato che detengono anche storicamente, se si escludono i giganteschi Amphicoelias, un genere di dinosauro sauropode estinto. Il loro cuore, grande quanto un'utilitaria e appena studiato nel dettaglio, batte così forte che sarebbe udibile da 3 km di distanza. Fino a tempi recenti si credeva che le loro arterie fossero così larghe da permettere a un essere umano di nuotarvi attraverso. Ma la recente autopsia del cuore di una balenottera spiaggiata ha smentito questa teoria.