12
mar 2013

Quando un drone è davvero un drone?

C’è una gran confusione sia a livello di terminologia sia di regolamentazione, ma dopo la sfiorata collisione tra un “drone” e un Boeing 777 Alitalia in fase di atterraggio all’aeroporto JFK di New York, la FAA (Federal Aviation Administration) è obbligata a fare chiarezza.

Negli Stati Uniti manca ancora una normativa seria relativa ai droni © Victor Habbick Visions/Science Photo Library/Corbis
Negli Stati Uniti manca ancora una normativa seria relativa ai droni © Victor Habbick Visions/Science Photo Library/Corbis

Lunedì 4 marzo. New York, nei pressi dell'aeroporto John Fitzgerald Kennedy. Il volo Alitalia Az60 (un Boeing 777), decollato da Roma Fiumicino sta per atterrare quando avvista qualcosa a circa cinque miglia a sud dell'aeroporto, mentre si trovava a circa 450 metri di quota, durante il final approach, la fase finale di avvicinamento all'aeroporto. Il pilota ha descritto il velivolo, incrociato come un “aereo drone”, mentre l’FBI l’ha definito un “aereo non identificato” di colore nero, largo circa tre metri con quattro eliche. Solo cinque anni fa, prima che il termine drone entrasse nel lessico comune, il pilota del Boeing 777 lo avrebbe semplicemente chiamato “aereo telecomandato”. 

Definizione non identificata

I droni ormai imperversano da tempo nei cieli di mezzo mondo, ma esiste già una definizione chiara di cosa siano e, soprattutto, regole e normative atte a rendere i cieli sicuri? La descrizione che più si avvicina a quello che potrebbe essere definito “drone”, secondo la Federal Aviation Administration (FAA) - ossia il Dipartimento dei Trasporti statunitense - è un “unmanned aircraft” recentemente aggiornato a "unmanned aircraft system" - “velivolo senza pilota” che significa tutto e niente: dal drone militare armato di tutto punto all’elicotterino telecomandato da usare al parco.

La FAA definisce, però, delle regole precise per i modellini di aerei telecomandati: tenersi a circa 120 metri dal suolo e alla larga dalle zone abitate. E si deve trattare di un velivolo in scala da non usare per scopi commerciali. 

A scopo di lucro

Ecco la prima differenza reale tra un drone e un velivolo giocattolo: scopi commerciali. Insomma, per poter far svolazzare un drone sui cieli degli Stati Uniti a scopo di lucro serve una certificazione rilasciata dalla FAA.

Se, però, l’ENAC italiana (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) italiana, come stabilito nei regolamenti europei, ha già emanato delle regole ben precise riguardo ai droni definiti “aeromobili a pilotaggio remoto” (o APR), nessuno è ancora riuscito a capire con esattezza chi li possiede e li utilizza negli States. Non a caso il Presidente Barack Obama ha firmato nel 2012 una legge che ordina alla FAA di regolarizzare l’uso commerciale e civile dei droni all’interno dello spazio aereo americano entro il 15 settembre 2015.

Scampato pericolo

Il velivolo avvistato a distanza ravvicinata dal pilota dell’Alitalia, insomma, era un aereo telecomandato amatoriale e non un drone, almeno stando alla descrizione. Questo non significa che non avrebbe potuto causare seri danni al Boeing e al suo equipaggio se si fossero malauguratamente scontrati.

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Tommi | pubblicato il 14/03/2013 alle 12.44 | Segnala un abuso
S.R.S drone

A proposito di Droni dedicati al Salvataggio, da circa 2 anni e mezzo è in sperimentazione l' S.R.S (Stemar Rescue System) si tratta di un mezzo nautico fortemente voluto da alcuni operatori balneari di Senigallia. Il mezzo che ha appena finito i vari e numerosi test nelle più disparate condizioni meteo è stato progettato e brevettato dal Sig. Marcelli Alessandro titolare della Stemar e dai suoi ingegneri. Lo stesso Marcelli è un produttore di mezzi militari come Marina Militare, Vigili del Fuoco, Polizia di Venezia, non solo capace di fornire mezzi ma capace di una tecnologia avanzata da applicarci. Il mezzo in questione fa parte insieme ai defibrillatori di un progetto pilota che vedrà il suo utilizzo a Senigallia inserito in un sistema di salvataggio innovativo, il progetto e fatto e proposto dal Consorzio Senigallia Spiagge C/o Confartigianato di Senigallia.Il coordinatore del progetto oltre al sig. Marcelli Titolare dell'azienda è il sig. Morganti valter 329 4198052