8 storiche invenzioni accolte con scetticismo

Dai cubetti di ghiaccio all'iPhone, 8 prodotti rivoluzionari che hanno incontrato un'accoglienza tiepida.

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Non tutti i grandi inventori sono acclamati come geni dai loro contemporanei, e non tutte le grandi invenzioni sono ben accolte sin da subito. Talvolta prima che una nuova idea possa trovare spazio, deve prima passare attraverso un muro di scetticismo, facili ironie e diffidenza. Ecco 8 invenzioni importanti, ognuna a modo suo rivoluzionaria, che hanno avuto un debutto difficile.

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La stampa a caratteri mobili. Anche se nei primi 50 anni dopo l'invenzione della tecnica di stampa di Gutemberg, che permetteva di allineare i singoli caratteri da inchiostrare e poi di riutilizzarli, furono stampati in Europa circa 8 milioni di libri, non tutti accolsero con entusiasmo la rivoluzione tipografica. Nel 1492 nel suo Elogio degli amanuensi, il monaco umanista Giovanni Tritemio decretava la superiorità morale della trasmissione degli scritti da parte degli amanuensi, sostenendo che la parola scritta su pergamena sarebbe durata migliaia di anni, mentre quella scritta su carta al massimo due secoli. Ironicamente, le sue parole trovarono diffusione proprio grazie alla stampa a caratteri mobili, e alcune pagine della Bibbia di Gutemberg (il primo libro stampato con la nuova tecnica) sopravvivono ancora oggi.

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I cubetti di ghiaccio. Le popolazioni dei paesi freddi si sono sempre servite del ghiaccio, ma il commercio organizzato di questo prezioso prodotto iniziò soltanto ai primi dell'800, per volontà dell'americano Frederic Tudor. Quando nel 1806 l'uomo rese pubbliche le sue intenzioni di raccogliere diverse tonnellate di ghiaccio dai laghi del Massachusetts e trasportarle via nave in alcuni Paesi caraibici, fu pubblicamente deriso dai giornali locali, che nel dare la notizia aggiungevano "Non è uno scherzo". E anche se la sua prima spedizione in Martinica fu un mezzo fiasco, con 130 tonnellate di ghiaccio che rischiavano di sciogliersi senza che la popolazione locale sapesse come usarlo, gli affari di Tudor si rafforzarono col tempo, con blocchi di ghiaccio venduti fino all'India, e usati per avere bibite fresche, gelati o a scopo medico.

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Il telefono. Prima che Graham Bell presentasse ufficialmente l'invenzione del telefono all'Esposizione centennale di Philadephia, nel 1876, il New York Times pubblicò un editoriale in cui accusava un altro dei padri del telefono, il tedesco Johann Philipp Reis (morto due anni prima) di aver voluto svuotare, con la sua invenzione, le sale da concerto (il quotidiano parlava del telefono come di uno strumento per trasmettere musica classica). Più avanti fu la Western Union, all'epoca la più importante compagnia americana per le comunicazioni al telegrafo, a non capire l'importanza dell'invenzione. Il suo presidente William Orton rifiutò la proposta del suocero di Bell, Gardiner Hubbard, di acquistare il brevetto del dispositivo.

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L'autoradio. La fedele compagna di ogni automobilista fu inizialmente accusata di essere uno strumento di distrazione, nonché l'ennesimo rumore sommato al caos cittadino. Nel 1930, nei primi anni della sua diffusione il New York Times riportava il parere di un'anonima autorità di Washington D.C., che si diceva preoccupata che gli automobilisti non sentissero più il suono delle sirene delle ambulanze o il clacson delle altre auto. Nel 1934 il 56% degli utenti dell'Automobile Club of New York era convinto che le autoradio distogliessero l'attenzione dalla guida; altri ancora ritenevano che favorissero il sonno. Uno studio condotto 5 anni dopo dimostrò che il tasso di incidenti non era aumentato, e chi aveva indetto una crociata contro la nuova invenzione depose le armi.

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Lo skateboard. Negli anni '60 lo skateboard aveva ormai conquistato i ragazzini americani, un po' meno i loro genitori. Molte autorità cittadine bollarono la tavola come uno strumento potenzialmente letale e imposero a mezzo stampa alle famiglie di non permettere ai figli di utilizzarla prima che si fossero apprese le regole base della sicurezza. Nel 1979 un'organizzazione politica di stampo liberale, chiamata Americans for Democratic Action, chiese alla Commissione per la sicurezza dei prodotti dei consumatori statunitense di bandire gli skateboard dal mercato, perché in nessun modo il loro design sarebbe cambiato e divenuto sicuro. Come sappiamo, l'iniziativa non ebbe successo.

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Il walkman. Quando il lettore di musicassette portatile creato dai giapponesi Akio Morita, Masaru Ibuka e Kozo Ohsone e prodotto dalla Sony fu messo in vendita, nel 1979, gli stessi ingegneri giapponesi e gli uomini del marketing dell'azienda temevano che nessuno l'avrebbe acquistato, perché non permetteva di registrare. Si sbagliavano: tre anni dopo il walkman sarebbe stato definito una appendice semipermanente della maggior parte delle orecchie del mondo. Furono però molte le città che decisero di multare chi attraversava la strada indossandolo.

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Il cellulare. Nell'aprile del 1973 l'inventore e imprenditore statunitense Martin Cooper effettuò la prima chiamata da un prototipo di telefono senza fili in una via di New York: la sua creatura, il Dyna-Tac, pesava 1,3 kg e aveva una batteria della durata di 30 minuti. Nemmeno Cooper pensava che avrebbe un giorno rimpiazzato i telefoni tradizionali: «Neanche immaginandolo al di là degli orizzonti temporali delle nostre vite diverrebbe abbastanza economico», diceva. Molti analisti esperti di nuove tecnologie la pensavano come lui anche diversi anni più tardi. E come lui si sbagliavano. 15 cellulari che hanno fatto la storia

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L'iPhone. Qualcuno forse ricorderà che nel 2007, quando l'iPhone fu per la prima volta presentato al mondo, quel telefono con i controlli touch così simile a un iPod incontrò la diffidenza di molti autorevoli analisti di tecnologia. C'è chi si spinse a dire che la tastiera virtuale sarebbe stata utile quanto quella "a rotella" dei vecchi telefoni; e chi lo additò come uno sfizio per ricchi. L'allora amministratore delegato di Microsoft dichiarò che non c'era alcuna possibilità che l'iPhone si guadagnasse una significativa fetta di mercato. L'incredibile storia di Steve Jobs

Non tutti i grandi inventori sono acclamati come geni dai loro contemporanei, e non tutte le grandi invenzioni sono ben accolte sin da subito. Talvolta prima che una nuova idea possa trovare spazio, deve prima passare attraverso un muro di scetticismo, facili ironie e diffidenza. Ecco 8 invenzioni importanti, ognuna a modo suo rivoluzionaria, che hanno avuto un debutto difficile.