Portaerei del futuro

La guerra si fa sempre più hi-tech. Ecco i primi disegni della futuristica portaerei robotizzata della Royal Navy: invisibile e carica di robot da combattimento.

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Sembra uscita dall'ultimo Star Wars o da qualche invenzione dello SHIELD, ma in realtà potrebbe solcare i mari del nostro pianeta entro una trentina d'anni. È Dreadnought 2050, la portaerei del futuro in fase di studio da parte di Startpoint, azienda britannica specializzata nella realizzazione di sistemi militari.

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Interamente costruita in materiale sintetico semitrasparente, la grande nave dovrebbe risultare praticamente invisibile a occhio nudo. E le forme spigolose tipiche del design "stealth" dovrebbero metterla al riparo anche dai radar e da altri sistemi di rilevamento.

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Una grande rimessa a poppa contiene una squadriglia di droni pronti ad alzarsi in volo senza bisogno di pilota per missioni di sorveglianza o di combattimento. La stessa nave potrebbe essere governata da soli 5 uomini al lavoro nell'avveniristica sala di controllo.

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Sul ponte di comando la strumentazione fisica è stata interamente sostituita da comandi digitali con i quali si interagisce attraverso un grande touch screen: da qui si controllano la rotta, gli armamenti e ogni funzione della nave. E al posto del tradizionale schermo radar, per tenere sotto controllo la zona delle operazioni si usa un grande proiettore oleografico che visualizza tutti gli elementi in 3D: dal profilo della costa alle navi nemiche.

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In caso di necessità l'equipaggio della Dreadnought 2050 può essere aiutato da remoto da operatori a terra, anche a migliaia di km di distanza.

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Secondo i progettisti un equipaggio di 50 persone potrebbe essere sufficiente a far funzionare questo vascello: poche, se paragonate alle 200 necessarie oggi per far funzionare una nave militare della stessa classe.

Sembra uscita dall'ultimo Star Wars o da qualche invenzione dello SHIELD, ma in realtà potrebbe solcare i mari del nostro pianeta entro una trentina d'anni. È Dreadnought 2050, la portaerei del futuro in fase di studio da parte di Startpoint, azienda britannica specializzata nella realizzazione di sistemi militari.