Raccoglie energia solare e rilascia calore a comando

Arriva dal MIT una pellicola trasparente che immagazzina l'energia solare e la rilascia a comando sotto forma di calore.

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Non è un panorama alieno ma l'immagine ingrandita della pellicola sviluppata dal Mit: lo spessore dei tre strati è di 4-5 micron (millesimi di millimetro) ciascuno.|Mit

Al MIT hanno sviluppato un materiale in grado di immagazzinare a lungo l'energia solare e di rilasciarla su richiesta sotto forma di calore: è una pellicola (film) polimerica trasparente può essere applicata su diverse superfici, dal vetro ai tessuti, prestandosi a molteplici applicazioni, dal parabrezza che si sbrina da solo al maglione che scalda di più quando fa particolarmente freddo. I dettagli dello studio sono pubblicati su Advanced Energy Materials.

 

Due in uno. Le soluzioni più comuni prevedono la conversione dell'energia solare in elettricità e il suo utilizzo immediato, oppure l'immagazzinamento in batteria. La soluzione del MIT è invece di tipo chimico: le molecole che compongono la pellicola possono infatti assumere due conformazioni (ovvero due geometrie diverse), ad alta o a bassa energia.

 

 

Se colpito dalla luce solare, il polimero assume una forma molecolare stabile che trattiene l'energia per un tempo indeterminato, rilasciandola soltanto su sollecitazione di uno stimolo esterno (ad esempio corrente elettrica). Quando il materiale si scarica, torna allo conformazione di partenza, generando così una vampata di calore.

 

Vecchia idea, nuovo approccio. In precedenza lo stesso principio era stato applicato a combustibili liquidi detti solar thermal fuels (STF), già oggetto di studio nei laboratori del MIT. La differenza è rappresentata dal fatto che il nuovo materiale si presenta allo stato solido, offrendo così dei vantaggi per utilizzi pratici.

 

I ricercatori stanno lavorando per ottimizzare le proprietà del polimero: l'obiettivo è di sprigionare abbastanza calore per innalzare la temperatura di 20 °C, contro i 10 °C attuali, e di arrivare alla perfetta trasparenza.

 

11 Gennaio 2016 | Davide Decaroli