La mela della Apple incontra il cavallino Ferrari

Eddie Cue, vice Presidente Senior dell'Internet Software e Service di Apple, è entrato nel cda del gruppo di Maranello. Quali conseguenze avrà questo connubio sulle auto del futuro?

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Dobbiamo prepararci a vedere stemmi come questo? Photo via Lifestylebrandsblog

Che cosa succede se due dei brand più famosi del mondo diventano soci in affari? Lo scopriremo presto: Eddie Cue, vice Presidente Senior dell'Internet Software e Service di Apple, è entrato nel cda della Ferrari.
L'ha confermato con una nota il presidente del gruppo Luca Cordero di Montezemolo lo stesso giorno in cui la casa automobilistica ha annunciato di aver ottenuto vendite record di auto per i primi nove mesi di quest'anno.
Ma quali sono i motivi di questo inedito sodalizio, e quali conseguenze tech potrebbe portare per i consumatori?

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La ricchezza di Apple in un'infografica

Cue, che lavora per Apple da 24 anni e guida una Ferrari da 5, è stato scelto per la sua grande esperienza nel mondo dell'Internet commerce: è infatti a capo della gestione della vendita di contenuti online che comprendono iTunes Store, App Store, Ibookstore ma anche Siri, Mappe, iAid e iCloud. Probabilmente è proprio questo suo bagaglio che l'ha portato a sedere nel board del gruppo di Maranello. I grandi produttori di auto stanno corteggiando giganti dell'industria tech come Microsoft e Cisco per sviluppare al meglio la connettività all'interno delle loro vetture. Apple sta già lavorando con Honda, General Motors e Toyota per portare Siri, l'assistente virtuale Apple, a interagire con noi dal cruscotto, ma sente la concorrenza di Microsoft che insieme a Ford ha rilasciato Sync, il sistema per comunicazioni integrate hand-free nel 2007.

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Tra gli obiettivi dell'azienda di Jobs ci sarebbe quello di sviluppare un nuovo sistema avanzato di controllo vocale, chiamato Siri Eyes Free, per il prossimo anno. E per la Ferrari, leader mondiale indiscusso nella produzione di meraviglie tecnologiche ma non ancora al top per quanto riguarda i sistemi informatici e di intrattenimento, questo nuovo arrivo potrebbe segnare una svolta decisiva.

Del resto le due compagnie hanno più cose in comune di quante potremmo pensare: entrambe sono specializzate nella ricerca quasi ossessiva della perfezione nel design, nella performance e nei più piccoli dettagli costruttivi dei prodotti. Entrambe puntano l'accento sull'esperienza del consumatore - basti vedere le performance in occasione del lancio dei nuovi prodotti - che contribuisce a creare intorno al brand un'assoluta ammirazione. Tutte cose che fanno ben sperare per le auto del futuro.

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08 Novembre 2012 | Elisabetta Intini