7 oggetti d'uso comune destinati a sparire nei prossimi anni

Chiavi, specchietti retrovisori, portafogli, lavatrici: oggi ci sembrano indispensabili ma le nuove tecnologie potrebbero presto mandarli in soffitta.

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caricabatterie

Il caricabatterie.. È diventato un elemento essenziale delle nostre vite, ma presto potremo imparare a farne a meno: Energous entro la fine del 2017 progetta di rilasciare un caricabatterie wireless in grado di caricare un cellulare a una distanza di 3 metri. E i futurologi si dicono sicuri che tempo 20 anni il perfezionamento di questa tecnologia sarà tale da permettere ai dispositivi elettronici di essere sempre in carica, sfruttando le onde radio (come nel caso di Energous) e persino la luce, se si realizzerà il progetto di un’altra azienda, Wi-Charge: ricaricare i gadget elettronici usando la luce infrarossa convertita in energia elettrica mediante celle fotovoltaiche poste sui device.
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I supporti fisici. Se qualche anno fa ci avessero detto che avremmo fatto a meno di CD, DVD e chiavette Usb, probabilmente non ci avremmo creduto: e invece già oggi film, musica, videogiochi sono disponibili online sulla cosiddetta nuvola (cloud). Quindi non dovrebbe essere una sorpresa se nel giro di pochi anni, CD, DVD e Blu-ray saranno per lo più relegati alle cose che acquistiamo semplicemente perché vogliamo una copia fisica (magari da lasciare in eredita, cosa non possibile con i file digitali come App, musica e film acquistati in formato digitale).
Dai libri invece potrebbe arrivare la sorpresa: negli Stati Uniti, nel 2015, le vendite di libri digitali hanno iniziato a calare e la vendita di libri a stampa sono aumentate. Quindi il futuro dei libri sembrerebbe ancora incerto.

digital-wallet

Il portafogli. I portafogli diventeranno obsoleti, semplicemente perché, prima o poi, non ci sarà nulla da metterci dentro. Detta così la frase può prestarsi a facili battute, ma la verità è il denaro diventerà virtuale. Applicazioni come Apple Pay e Samsung Pay già lavorano ai fianchi banconote e carte di credito, puntando sul pagamento attraverso lo smartphone. E se è vero che entro il 2025 sulle nostre strade circoleranno auto senza guidatore, il portafogli non servirà neppure per la patente di guida. La buona notizia? A differenza dei portafogli, i telefoni hanno diversi sistemi di protezione e il GPS: in caso di smarrimento è più facile ritrovarli e impedirne l’uso agli estranei.

keys

Le chiavi.. È dai tempi dell'antico Egitto che siamo abituati a mettere sotto chiave i nostri beni. Ma nel corso dei prossimi 20 anni le chiavi come le conosciamo potrebbero sparire o meglio trasformarsi: principalmente saranno elettroniche e digitali, in gradi di aprire le porte usando il collegamento bluetooth o il Wi-Fi. L’uso del telefono come chiave è già una realtà in alcune catene alberghiere. Su Kickstarter sono molte le serrature virtuali, che hanno ottenuto finanziamenti grazie al crowfunding e che presto arriveranno sul mercato. Ma c'è un problema: le chiavi elettroniche e intelligenti possono essere hackerate.

lavanderia

La lavatrice. A nessuno piace davvero fare il bucato: la buona notizia è che tra 20 anni potrebbe non essere più necessario. Due distinti gruppi di ricercatori, uno in Cina nel 2012 e un altro in Australia nel 2016, hanno sviluppato un rivestimento di nanoparticelle che quando è esposto al sole reagisce come la candeggina. I ricercatori australiani hanno dimostrato che in 30 minuti di esposizione al sole si può ottenere un buon lavaggio. Come funziona? La luce eccita le nanoparticelle metalliche che sono presenti sulla superficie e questa energia è in grado di degradare la materia organica presente sui tessuti, sbarazzandosi delle macchie. Un problema potrebbero averlo i paesi dove di sole ce n’è poco: a Londra per esempio, le lavatrici potrebbero avere ancora un futuro.

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Le password. In teoria le password sono una buona idea per la nostra sicurezza. Peccato che in media ne abbiamo tra 5 e 10, che spesso dimentichiamo e dobbiamo costantemente reimpostare. Ma in meno di 10 anni potrebbero finire in soffitta. La tecnologia attualmente in fase di sviluppo già utilizza diversi dati biometrici difficili da copiare: la scansione dell'iride, il riconoscimento vocale, la scansione delle impronte digitali (che Apple, per esempio, già impiega sull’iPhone), il riconoscimento facciale (già presente su alcuni smartphone Android).
E se non bastasse, BioCatch ha già sviluppato una tecnologia basata su profili comportamentali che analizzano più di 500 parametri, da come reggiamo il nostro dispositivo e quali siti visitiamo. Risultato: se un impostore prova a utilizzare il nostro PC o smartphone, questi diventano inaccessibile.

specchietto

Specchi e specchietti. Sempre più automobili utilizzano le telecamere e da maggio 2018 gli Usa, primi al mondo, renderanno obbligatorie le telecamere per la retromarcia sulle auto. Le telecamere sono sempre meno costose e offrono una visione più ampia, anche sui punti ciechi, rendendo obsoleti gli specchietti. Senza contare che man mano che arriveranno le automobili che si guidano da sole la quantità di telecamere aumenterà e gli specchi non serviranno più.
Non solo: c’è anche chi ritiene che gli specchi inizieranno a sparire anche dalle case e dalla nostra vita di ogni giorno, sostituiti da monitor ad alta risoluzione che ci permetteranno di fare primi piani, ottenere letture biometriche, e guardare noi stessi vestiti... in abiti diversi.

Il caricabatterie.. È diventato un elemento essenziale delle nostre vite, ma presto potremo imparare a farne a meno: Energous entro la fine del 2017 progetta di rilasciare un caricabatterie wireless in grado di caricare un cellulare a una distanza di 3 metri. E i futurologi si dicono sicuri che tempo 20 anni il perfezionamento di questa tecnologia sarà tale da permettere ai dispositivi elettronici di essere sempre in carica, sfruttando le onde radio (come nel caso di Energous) e persino la luce, se si realizzerà il progetto di un’altra azienda, Wi-Charge: ricaricare i gadget elettronici usando la luce infrarossa convertita in energia elettrica mediante celle fotovoltaiche poste sui device.
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