6 robot ispirati agli animali

Vi fareste salvare da uno struzzo robot? Affidereste la vostra sicurezza a una libellula meccanica? Ecco i nuovi bot che copiano dagli animali l'agilità, l'equilibrio, la velocità...

x3a92161cc_60826n_octobot_16x9maxresdefault2skeeter-image_100317cassie_headmarteserpeApprofondimenti
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Pleurobo: è una salamandra robot realizzata in Svizzera dai ricercatori del Politecnico di Losanna - a guardarlo bene, in effetti, è lo scheletro robot di una salamandra. I ricercatori svizzeri hanno studiato a lungo l'anfibio per creare una versione meccanica dai movimenti il più possibile simili a quelli dell'originale. Pleurobo serve a studiare protesi robotiche di nuova generazione. Comunque, non tutti i robot biomimetici somigliano agli animali (non umani): qui ce n'è uno che fa il poliziotto.

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Octobot: ispirato alle piovre, è un soft robot sviluppato ad Harvard. Si tratta del primo robot privo di qualsiasi componente rigida in grado di muoversi autonomamente. Octobot è stampato in 3D ed è dotato di circuiti elettronici integrati nel tessuto sintetico. Si muove nell'acqua grazie al gas prodotto da una reazione chimica innescata dal perossido di idrogeno che gonfia la sua camera pneumatica. Prossimo obiettivo dei ricercatori è quello renderlo capace di interagire con l'ambiente. Nel frattempo, il bot-sottomarino giallo è tornato a casa...

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SALTO: il nome è l'acronimo di Saltatorial Locomotion Terrain Obstacles, e in effetti questo robottino alto appena 15 centimetri è il campione in carica di salto in alto per robot: riesce a spiccare salti di un metro senza interrompersi mai. Altri robot sono in grado di raggiungere altezze superiori, ma dopo ogni salto devono "ricaricarsi" e prepararsi al nuovo balzo. I progettisti - ricercatori della Berkley University - si sono ispirato al galago, un piccolo primate originario dell'Africa Sub-Sahariana che può saltare ostacoli alti fino a 2 metri: potrebbe essere impiegato in missioni di ricerca in zone inaccessibili a umani e robot convenzionali. Ancora più piccoli, ecco invece i micro-bot che ripuliscono l'acqua da bere.

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Microdrone. I droni, soprattutto quelli particolarmente piccoli, sono esempi perfetti di inefficienza aerodinamica: i rotori sono rumorosi, consumano molta energia e non sono stabili in condizioni di vento forte. La startup britannica Animal Dynamics, con il supporto del Ministero della Difesa di sua Maestà, ha realizzato questa libellula robot che dovrebbe superare quei problemi, nel qual caso diventerà uno strumento di sorveglianza praticamente invisibile, perfetto per missioni di ricognizione in teatri di guerra. Ecco invece un androide femmina pacifista.

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Cassie lo struzzo è stato messo a punto nei laboratori della Oregon University: leggero e veloce, è dotato di un ottimo senso dell'equilibrio. L'assenza del torso e della testa lo rendono particolarmente stabile e adatto a muoversi su terreni scoscesi e irregolari. Potrebbe essere un ottimo compagno dei soccorritori in caso di calamità naturali. E qui c'è un altro robot che si muove come Tarzan.

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Wheeko è il serpente robot nato per lo Spazio, realizzato dai ricercatori del SINTEF e del Norwegian Space Center (NSC). La struttura a moduli motorizzati consente ai diversi segmenti di Wheeko di muoversi in maniera autonoma: questo gli permette di raggiungere e ispezionare punti inaccessibili ai robot tradizionali, anche in assenza di gravità. Tra le applicazioni possibili la manutenzione di veicoli spaziali e l'esplorazione di corpi celesti prima dello sbarco degli astronauti. Vedi: Wheeko andrà su Marte?

Pleurobo: è una salamandra robot realizzata in Svizzera dai ricercatori del Politecnico di Losanna - a guardarlo bene, in effetti, è lo scheletro robot di una salamandra. I ricercatori svizzeri hanno studiato a lungo l'anfibio per creare una versione meccanica dai movimenti il più possibile simili a quelli dell'originale. Pleurobo serve a studiare protesi robotiche di nuova generazione. Comunque, non tutti i robot biomimetici somigliano agli animali (non umani): qui ce n'è uno che fa il poliziotto.