Quando i videogame fanno (fisicamente) male

Un’azienda coreana presenta un dispositivo in grado di far provare a chi gioca caldo, freddo e anche dolore.

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Un modulo TEGway, capace di trasmettere caldo, freddo e dolore ai videogiocatori.|TEGway

Chi ha iniziato con le console del secolo scorso un aggeggio così non se lo è mai sognato: al massimo, poteva aspirare al "force feedback" dei più avanzati e costosi joystick. Il TEGway è proprio un'altra cosa: "regala" ai videogiocatori vere sensazioni di caldo e di freddo, e anche di dolore.

 

Sviluppato da uno spin-off del Korea Advanced Institute of Science and Technology, il TEGway è, in buona sostanza, un foglio di plastica flessibile che incorpora una serie di semiconduttori che possono molto rapidamente scaldarsi fino a 40 °C e raffreddarsi fino a 4 °C.

 

Realtà virtuale, dolore reale. Nelle intenzioni dei suoi "geniali" inventori, il materiale è destinato a rivestire le impugnature di joystick e gamepad e a foderare guanti, caschi e altri dispositivi indossabili per la realtà virtuale, nei giochi o in qualunque altra cosa.

 

Il funzionamento è tutto sommato semplice: applicando l'opportuna quantità di corrente ai semiconduttori, i due strati del materiale si scaldano o si raffreddano.

 

Caldo-freddo-caldo. I volontari che si sono fin qui prestati ai test assicurano che l’effetto è iper realistico, con giochi o altri contenuti ad hoc: alle immagini di un incendio, per esempio, l'impugnatura del TEGway si scalda progressivamente, mentre una missione in Antartide lo rende sempre più gelido.

 

 

Il dispositivo può alternare zone molto calde ad altre molto fredde e trasmettere in questo modo anche una sensazione di dolore, definita "contenuta ma realistica". Il tutto sembra insomma perfettamente misurato rispetto ai nuovi sviluppi di realtà virtuale, realtà aumentata e via dicendo: si tratta solo di vedere se i produttori di hardware e software si lasceranno convincere da un dispositivo di gioco tanto realistico. E se poi i giocatori vorranno alzare la posta pagando di persona gli errori di gioco.

06 Luglio 2017 | Rebecca Mantovani