8 cose che (forse) non sai sui siti di incontri e il dating

A quando risale il primo annuncio personale? Che c'entra lo speed date con la religione? Quali sono i posti migliori per "rimorchiare"? Cosa dice la scienza a proposito del dating?

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1700

Oggi si chiama “dating” e vive soprattutto su internet. Ma secondo alcuni storici altro non sarebbe che un’evoluzione degli annunci personali che riempiono le ultime pagine dei quotidiani dalla fine del '600. Secondo lo storico Harry Cocks dell’università di Nottingham, il primo annuncio apparve su un quotidiano inglese nel 1695 e l’autore era un uomo di 30 anni alla ricerca di “una giovane gentildonna” con un patrimonio di circa 300 mila sterline (attuali). Mica scemo…

1727

Ma il secolo degli annunci personali fu il '700: li usavano gay e lesbiche per sfuggire alla legge, visto che in paesi come Gran Bretagna e Stati Uniti i rapporti tra persone dello stesso sesso erano vietati e puniti anche con la pena di morte. Nel 1727 fece notizia la storia di Helen Morrison, prima donna a pubblicare un annuncio di ricerca di un compagno sul Manchester Weekly Journal: purtroppo lo intercettò il sindaco del paese che la fece segregare in manicomio per un mese. Il dating era visto come una cosa eccentrica...

soldati

Di annunci per cuori solitari si riempirono le pagine dei giornali del primo '900, per opera soprattutto di soldati al fronte: le guerre avevano prodotto anche molta solitudine. E le pressioni sociali per sposarsi giovani spinsero molte persone a farsi pubblicità sui giornali (oggi si chiamerebbe personal branding) e a tessere relazioni via lettera.

speeddate

Mai sentito parlare di speed date? È un sistema veloce per conoscere potenziali partner: le donne siedono ai tavoli di una stanza e gli uomini passano cinque minuti con ognuna di loro a turno, spostandosi a un altro tavolo quando suona il campanello. Alla fine della serata ognuno elenca chi vorrebbe rivedere, e gli organizzatori provvedono a combinare. Quello che non tutti sanno è che lo speed date è stato inventato dal rabbino Yaacov Deyo di Los Angeles nel 1998, per dare una chance di incontri “sorvegliati” ai giovani single ebrei.

universita

I posti migliori per fare un incontro giusto? Janis Spindel nel suo best seller “How to Date Men: Dating Secrets from America’s Top Matchmaker”, cita alcuni studi secondo cui scuole, università, caffetterie e centri commerciali sono tutti ottimi posti per flirtare, perché le persone sono più aperte a incontrare gli altri. Esattamente l’opposto di ristoranti e cinema, dove si “rimorchierebbe” meno.

mirroring

Negli Usa esistono i dating coach: esperti che insegnano ai clienti come incontrare e conquistare il/la partner al primo incontro. Tra le tecniche insegnate c’è il mirroring, che consiste nel ripetere i movimenti di qualcuno, cercando di mettersi nella sua stessa posizione: trasmetterebbe interesse per l'altra persona ed è usata anche nella vendita. Ma si dovrebbe evitare di copiare ogni movimento. Altro consiglio: se si desidera creare una sintonia immediata con qualcuno, bisogna dire il suo nome almeno due volte nella conversazione. Anche questo dimostrerebbe attenzione. Ma c'è chi liquida tali tecniche come psicologia spicciola…

manwoman

Un recente sondaggio di AOL, realizzato tra utenti americani, afferma che il 40% delle donne ritengono che l'arco di tempo opportuno prima di avere un rapporto sessuale col partner, vada da uno a tre mesi dall'inizio della frequentazione. Mentre il 35% degli uomini pensa che al terzo appuntamento vada più che bene. In media, le coppie farebbero sesso tra il quarto e sesto appuntamento.

matematica

Oggi che gli incontri online avvengono attraverso app come Tinder, chi cerca un/una partner punta molto sulla foto: perché la prima impressione è quella conta. Non la pensa così Hannah Fry, ricercatrice presso la University College London e autrice del libro La matematica dell’amore, secondo cui: “La maggior parte delle persone, quando scelgono le foto da mettere sul loro profilo online, tendono a cercare di nascondere i dettagli che le fanno sembrare meno attraenti: tra gli esempi classici, possiamo citare gli individui sovrappeso che preferiscono una foto di un solo dettaglio, o gli uomini calvi che si presentano indossando un cappello. Questo è l’esatto opposto di ciò che dovreste fare: quando scegliete una foto per il vostro profilo, dovreste mettere in risalto quello che vi rende differenti, inclusi i particolari che ad alcune persone potrebbero non piacere”. Diversi suoi studi dimostrerebbero che si ottiene più successo mostrando qualche difetto invece che nascondendolo…

Oggi si chiama “dating” e vive soprattutto su internet. Ma secondo alcuni storici altro non sarebbe che un’evoluzione degli annunci personali che riempiono le ultime pagine dei quotidiani dalla fine del '600. Secondo lo storico Harry Cocks dell’università di Nottingham, il primo annuncio apparve su un quotidiano inglese nel 1695 e l’autore era un uomo di 30 anni alla ricerca di “una giovane gentildonna” con un patrimonio di circa 300 mila sterline (attuali). Mica scemo…