30
nov 2006

Svelato il segreto degli Stradivari?

Sono tuttora considerati i migliori violini mai creati. Per secoli nessuno è mai riuscito a spiegare perché il loro suono sia così puro e inimitabile. Ora alcuni ricercatori ipotizzano che un...

Svelato il segreto degli Stradivari?
Sono tuttora considerati i migliori violini mai creati. Per secoli nessuno è mai riuscito a spiegare perché il loro suono sia così puro e inimitabile. Ora alcuni ricercatori ipotizzano che un composto chimico, di cui è impregnato il legno, renderebbe inconfondibili le loro sonorità.
Uno Stradivari del 1689 attualmente
nel museo di Baumgartner  (Svizzera).
Foto: © Geo. Heinl & Co. Toronto.
A un vero intenditore bastano poche note per riconoscerli: il loro suono perfetto e il loro timbro inconfondibile li hanno resi gli strumenti musicali più famosi del mondo. Stiamo parlando di violini, e in particolare di quelli realizzati nel diciassettesimo secolo dai liutai cremonesi Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri. Dopo oltre quattrocento anni un team di ricercatori americani è riuscito a violare il segreto dei due maestri, e scoprire cosa rende il suono di questi strumenti così puro e inimitabile.

Violino sotto esame
Joseph Nagyvary della Texas A&M University (U.S.A.) e i suoi colleghi hanno sottoposto a risonanza magnetica la segatura proveniente dalla cassa armonica di due violini Stradivari in restauro, e hanno scoperto che il materiale risulta essere impregnato da un particolare composto chimico, all’epoca largamente utilizzato nei depositi di legname lombardi per conservare al meglio tavole e tronchi. Secondo i ricercatori sarebbe proprio questa sostanza a donare agli strumenti di Stradivari e Guarneri le loro inconfondibili sonorità.

Basta un poco di sale…
La ricerca di Nagyvary ha evidenziato come la composizione chimica del legno d’acero moderno sia diversa da quella dei legni utilizzati per la realizzazione dei violini: i dorsi di questi ultimi risultano infatti impregnati con sali di rame, ferro e cromo, sostanze spesso utilizzate come veri e propri conservanti nel trattamento del legno. Tali sostanze agiscono di solito come fungicidi, e impediscono alle muffe di aggredire e rovinare le piante durante la stagionatura, ma sono anche in grado di alterare le caratteristiche meccaniche del legno, e di conseguenza le sue proprietà acustiche.

A caccia della perfezione
Il prossimo obiettivo di Nagyvary, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio degli Stradivari e al tentativo di costruirne uno, è ora quello di identificare con precisione i composti chimici e i loro dosaggi.
Non mancano comunque pareri scettici: secondo Jon Whiteley, curatore della sezione musicale dell’Ashmolean Museum di Oxford, tentare di imitare grazie alle moderne tecnologie la maestria di Stradivari è quasi un’offesa alla sua arte, e attribuire a un composto chimico e alla stagionatura le sonorità perfette dei suoi strumenti è quanto mai riduttivo.
Gli Stradivari giunti fino ai giorni nostri grazie al prezioso lavoro di appassionati e collezionisti sono circa 600, e ciascuno di loro vale diversi milioni di euro.

(Notizia aggiornata al 30 novembre 2006)
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