Un esopianeta potenzialmente abitabile attorno a Gliese 163

Sale a 6 il numero delle superTerre potenzialmente adatte a ospitare forme elementari di vita. È stata infatti confermata la scoperta di Gliese 163c, un...

Sale a 6 il numero delle superTerre potenzialmente adatte a ospitare forme elementari di vita. È stata infatti confermata la scoperta di Gliese 163c, un pianeta circa 7 volte più massiccio della Terra, in orbita attorno alla stella nana rossa Gliese 163, che dista da noi 50 anni luce in direzione della costellazione del Dorado. Nel caso delle nane rosse, stelle piccole e poco luminose, la cosiddetta “zona abitabile” è molto vicina alla stella e infatti il pianeta si trova ad appena 25 milioni di km circa da essa e compie una rivoluzione completa attorno ad essa in soli 26 giorni. Un altro pianeta più grande, Gliese 163b, è stato scoperto in un’orbita più stretta con un periodo di 9 giorni. Un terzo pianeta, non ancora confermato, potrebbe essere in orbita intorno alla stella molto più lontano.

A sinistra, rappresentazione artistica di Gliese 163c, probabilmente un mondo roccioso ricoperto d’acqua e da uno strato denso di nubi (a sinistra). Sembra rossastro, anziché bianco, a causa della luce riflessa dalla sua stella madre, una nana rossa. A destra, immagine in falsi colori della stella Gliese 163 ripresa dal telescopio spaziale WISE. (PHL @ UPR Arecibo, NASA/IPAC IRSA)

Secondo gli autori della scoperta (un gruppo di astronomi europei coordinato da Xavier Bonfils dell'UJF-Grenoble, Institut de Planétologie et d'Astrophysique de Grenoble), Gliese 163c dovrebbe avere una composizione rocciosa con probabile presenza di acqua, e a seconda delle relative abbondanze le dimensioni del pianeta dovrebbero essere comprese fra 1,8 e 2,4 quelle della Terra. [Video: Kepler-47 è il primo sistema planetario mai scoperto in orbita attorno a due stelle] Riceve in media il 40% di luce in più dalla sua stella di quanto la Terra ne riceve dal Sole, il che lo rende più caldo, si stima che la sua temperatura superficiale sia intorno ai 60 °C. Troppo per qualunque forma di vita evoluta come la noi la conosciamo, ma sicuramente confortevole per una gran quantità di batteri cosiddetti estremofili, che possono cioè svilupparsi e vivere in condizioni ambientali estreme. Ora restano da confermare ancora oltre una ventina di pianeti extrasolari scoperti dal telescopio spaziale Kepler, che hanno caratteristiche simili a quelle della Terra. Gli addetti ai lavori sono fiduciosi di trovare proprio in quel gruppo un pianeta adatto non solo alla vita batterica, ma anche a qualcosa di meno elementare.

I sei pianeti extrasolari potenzialmente abitabili finora conosciuti ordinati per similitudine con la Terra (Terra = 1.00). Quattro di questi oggetti sono stati rilevati nel corso dell’ultimo anno, dal settembre 2011 a oggi. Gliese 163C è qui rappresentata come un mondo roccioso con acqua di 2,4 raggi terrestri, potrebbe però essere il più piccolo, 1,8 raggi terrestri, se composta per lo più di roccia, come la Terra. (PHL @ UPR Arecibo). Clicca sull'immagine per ingrandirla

A tutt’oggi sono quindi 6 gli esopianeti scoperti all’interno della zona di abitabilità della loro stella, la maggior parte dei quali rilevati solo nell’ultimo anno. Quattro di questi corpi - Gliese 581d, Gliese 667c, Gliese 581g, e ora Gliese 163c - orbitano attorno a delle nane rosse, HD 85512b attorno ad una stella che è una via di mezzo tra le nane rosse e il Sole, soltanto la stella attorno a cui orbita Kepler-22b è simile al Sole. Tutti questi pianeti sono più grandi della Terra, ma ancora considerati potenzialmente abitabili, almeno per forme di vita semplici. Sono molti i progetti relativi alla realizzazione di osservatori spaziali che possano essere in grado di rilevare piccoli mondi, quelli più simili alla Terra. La possibilità dell’esistenza di pianeti abitabili intorno a  stelle nane rosse è stato tema di ampio dibattito. Gli effetti mareali indotti dalla stella madre su questi pianeti potrebbero provocare ulteriore riscaldamento della superficie o addirittura far sì che il pianeta rivolga sempre la stessa faccia alla stella. Inoltre, queste stelle sono in genere più attive e il loro vento stellare potrebbe erodere le atmosfere planetarie molto più velocemente. Questi fattori potrebbero precludere la possibilità di vita su pianeti più piccoli, ma non per i pianeti con atmosfere più spesse, come nel caso delle cosiddette “superterre”. Il nostro sistema planetario non ha un esempio di superterra. I suoi 8 pianeti sono per metà di tipo terrestre, e per l’altra metà giganti gassosi, come Giove. Allo studio della struttura fisica delle superterre attorno a stelle nane rosse, si aggiunge quindi la sfida di valutarne l’abitabilità. Tutto sugli esopianeti: le notizie su Focus.it e i post su questo blog
03 Settembre 2012 | Mario Di Martino

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