10
ago 2010

Una speranza per l'ictus e per le malattie neurologiche

magics, stimolazione magnetica intracerebrale
magics, stimolazione magnetica intracerebrale

La stimolazione magnetica del cervello può ridurre i danni dell'ictus? Curare l'emicrania? Moderare alcuni sintomi di malattie degenerative come l'Alzheimer e la sclerosi multipla? All'Istituto di neurologia sperimentale della Fondazione S. Raffaele ne sono convinti e hanno avviato un programma sperimentale. (Raymond Zreick, 10 agosto 2010)
 
Il sistema si chiama MAGICS, parola evocativa che sta per MAGnetic IntraCerebral Stimulation e, nella sostanza, indica un casco "foderato" di cavi che, attraversati da impulsi elettrici, generano un campo magnetico che viene indirizzato su ampie aree cerebrali, superficiali o profonde, del paziente che lo indossa. Lo scopo dell'apparecchio è di stimolare l'attività funzionale del tessuto nervoso per indurlo a liberare sostanze chimiche utili a risolvere o a ridurre i danni di alcune gravi malattie neurologiche.

COME FUNZIONA  La stimolazione magnetica cerebrale non è di per sé una novità (vedi un esempio sulle nostre pagine). MAGICS è però una vera innovazione tecnologica rispetto agli strumenti utilizzati finora perché in base ai bisogni del paziente le spire di cavi nel casco vengono disposte in modo da modulare l'intensità e la direzione del campo magnetico. «Questo sistema», racconta a Focus.it il professor Giancarlo Comi, direttore dell'Istituto di neurologia sperimentale del San Raffaele, «ci permetterà di passare da una terapia esclusivamente farmacologica a una terapia frutto dell'interazione tra farmaco e stimolazione magnetica.»
 
LA SPERIMENTAZIONE  È dunque più che una promessa la possibilità di un concreto miglioramento nella qualità della vita di chi deve convivere con queste patologie, ma i tempi non sono certi. «Perché MAGICS non è ancora una pratica terapeutica», prosegue Comi, «ma un programma sperimentale: per il momento vi possono accedere solamente pazienti già in cura presso i centri in cui viene fatta la sperimentazione, e sempre secondo modalità predefinite.» Lo studio durerà circa 1 anno, poi bisognerà analizzare i dati ottenuti e, in base ai risultati, decidere se chiudere la fase di sperimentazione o proseguire per approfondire ulteriori aspetti.
 
Adesso il programma, coordinato dalla dottoressa Letizia Leocani (del laboratorio di neurofisiologia sperimentale del S. Raffaele), viene infatti proposto, gratuitamente, a soggetti che presentano caratteristiche adeguate, e l'adesione è su base volontaria. Entro breve il programma sarà promosso anche sul sito internet dell'ospedale milanese e attraverso varie associazioni, «per allargare la casistica» aggiunge Comi: chiunque potrà richiedere l'ammissione, ma anche attraverso questi canali la modalità di accesso al programma sarà condizionata dalla rispondenza delle caratteristiche del paziente a quelle previste dai protocolli specifici per ogni patologia.
 
PER INFORMAZIONI  Hsr Magics Center, 02/26436166, www.sanraffaele.org

10
0
Contenuti collegati
Commenti (0)
commento-focus

Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sottostanti.

commento-focus
Non sei connesso. Accedi utilizzando gli strumenti sovrastanti.
Oppure registrati.
Non sono presenti commenti.
  • Vota!

  • Carattere

    - +
  • Stampa

    stampa
  • Commenti

    0
  • Contenuti correlati

    6
  • Social

    10
    0