Lo sciame sismico che prosegue nel centro-nord Italia ha portato alla ribalta un altro aspetto dei
terremoti, la cosiddetta liquefazione del suolo, un fenomeno strettamente connesso alla natura del terreno della zona dove si verifica il terremoto.
In pratica, succede che un sedimento sottoposto a pressione e vibrazione perda temporaneamente ma improvvisamente resistenza e si comporti come un liquido denso. Questo può accadere per terreni sabbiosi o argillosi, in zone ricche d'acqua.
Le conseguenze vanno dalle improvvise valanghe di fango - se la liquefazione interessa un versante collinare - al cedimento di edifici, che sprofondano per diversi centimetri nel terreno e possono perciò crollare o, più frequentemente, risultare poi inagibili. In genere lo spessore dello strato liquefatto varia da pochi centimetri a mezzo metro.
Nei due video qui sotto:
per capire - un esperimento di liquefazione del terreno che potete fare anche in casa;
per vedere - un fenomeno di liquefazione molto esteso, conseguenza del terremoto del 2011 in Giappone.
Come avviene la liquefazione
Immagini dal terremoto del 2011 in Giappone