23
feb 2010

Tutti nello spazio: le nuove frontiere del turismo

Chi gi&agrave; pregustava di assistere all'allunaggio del 21esimo secolo dovr&agrave; darsi pace. Finch&eacute; sulla Terra - e in particolare negli Stati Uniti - tirer&agrave; aria di crisi, le casse della Nasa rimarranno vuote. Per la gioia di chi da qualche anno cerca di ritagliarsi un posticino nella corsa all'esplorazione celeste: le compagnie private, che oltre a collaborare con l'agenzia aerospaziale americana, stanno progettando viaggetti niente male per gli aspiranti turisti cosmici. Soggiorni sulla ISS, voli parabolici nella termosfera, alberghi "galattici" gonfiabili... se avete sempre sognato di liberarvi dalla gravit&agrave; fatevi sotto. &Egrave; il momento di una vacanza spaziale! <br />
Come ci si sente nei panni di un astronauta? Non dovranno aspettare a lungo per scoprirlo i fortunati passeggeri dello <em>SpaceShipTwo</em>, la navicella per voli suborbitali recentemente presentata dalla compagnia britannica <strong>Virgin Galactic</strong>. Al pi&ugrave; tardi nel 2011, sei viaggiatori e due piloti dovrebbero infatti "salpare" per lo spazio, raggiungendo i 110 chilometri di quota. Ad attenderli qui, 5 minuti di "galleggiamento" nella cabina, in una condizione di assenza di gravit&agrave; simulata da una manovra parabolica. Provare il brivido del volo suborbitale, chiamato cos&igrave; perch&eacute; il veicolo spaziale non riesce a contrastare la forza di gravit&agrave; e "precipita" sulla Terra prima di aver compiuto un'orbita completa, verr&agrave; a costare 200 mila dollari, 145 mila euro circa...<br />
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<em>Aggiornamento: il 22 marzo 2010 la</em> Virgin&nbsp;Galactic <em>ha inaugurato&nbsp;una navicella della classe degli </em>SpaceShipTwo<em>, la</em> VSS Enterprise<em>. Il veicolo spaziale decollato dal Mojave Air and Spaceport, in California, &egrave; stato portato fino a oltre 13 mila metri di quota da un velivolo madre, dal quale in questa prima fase del collaudo, non si &egrave; mai staccato. Il 4 maggio 2011 la navicella ha effettuato il suo primo volo in totale autonomia.<br />
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<strong><span style="color: #ff9900;">Missione: voli suborbitali per turisti spaziali<br />
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<strong>Vuoi vivere un viaggio virtuale sullo SpaceShipTwo? Guarda il video</strong><br />
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<embed width="425" height="344" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/MmMxvr5Rzsc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0"></embed><br />
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</em>Per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare a una "puntatina" tra le stelle, l'ideale è salire su <em>Lynx</em>, l'ultima arrivata della compagnia aerospaziale californiana <strong>Xcor Aerospace</strong>.<br />
Simile a un piccolo jet biposto l'astronave dovrebbe riuscire in breve tempo (forse addirittura dal 2010) a trasportare un pilota e un turista in volo suborbitale, fino a oltre 60 chilometri d'altezza. Un viaggetto della durata "record" di 25 minuti: c'è chi ci mette più tempo per andare al lavoro. <br />
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<strong><span style="color: #ff9900">Missione: voli suborbitali per turisti spaziali</span></strong><br />
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Una simulazione del volo della "lince": <br />
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<embed height="277" type="application/x-shockwave-flash" width="450" src="http://www.youtube.com/v/3a-l1tb1rPg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /><br />
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<em>Foto e video: © </em><a href="http://www.xcor.com/" target="_blank"><em>XCOR Aerospace</em></a> 
Una vacanza che si rispetti deve prevedere possibilmente anche un luogo di sosta. A questo provvederà la <strong>Bigelow Aerospace</strong>, una compagnia privata statunitense che sta progettando un "albergo" gonfiabile, da lanciare in orbita con un piccolo razzo. Il modulo spaziale - i cui prototipi, <em>Genesis I</em> e <em>Genesis II</em>, gravitano sopra alle nostre teste da più di tre anni - è realizzato con materiali flessibili ma ultraresistenti, tra cui una speciale fibra tessile chiamata Vectran. Una volta in orbita, questo tessuto si gonfierà trasformandosi in un gigantesco "palloncino" (il prototipo Genesis I, grande un terzo dell’originale, è lungo 4 metri e mezzo) non facilmente perforabile: eventuali micrometeoriti assicura l’azienda, rimbalzerebbero sulla sua superficie senza creare danni. <br />
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<strong><span style="color: #ff9900">Missione: lanciare il primo "hotel" gonfiabile nello spazio</span></strong><br />
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<em>Foto: © </em><a href="http://www.bigelowaerospace.com/" target="_blank"><em>Bigelow Aerospace, LLC</em></a><br />
Prima di lanciarsi in un'avventura celeste ogni dettaglio, dalla misura della tuta a quella del sedile, deve essere rifinito a puntino. Quello che vedete è <a href="http://www.focus.it/Scienza/fotodelgiorno/13102009-1231-224-un-clown-nello-spazio.aspx" target="_blank"><span style="color: #3333ff">Guy Laliberté</span></a>, un clown miliardario di origine francese immerso nel gesso che farà da "calco" al suo equipaggiamento spaziale. Per realizzare il sogno di trascorrere una decina di giorni sulla ISS, Laliberté si è affidato alla Space Adventures, un' "agenzia viaggi" per turisti spaziali che dal 2001 ad oggi ha già spedito nel cosmo 7 persone. La società, che sta cercando di organizzare anche voli circumlunari, è attualmente l'unica a offrire l'ebbrezza di una passeggiata tra le stelle: accompagnati da un vero cosmonauta, i clienti possono sgambettare per 90 minuti nel buio dell'Universo.<br />
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<span style="color: #ff6600"><strong><span style="color: #ff9900">Missione: trasporto dei turisti spaziali più allenati sulla ISS</span><br />
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Guarda anche il video del clown nello spazio:<br />
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<embed src="http://www.youtube.com/v/zsuM4X6lS3Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" width="450" height="277" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /><br />
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<em>Foto: © </em><a href="http://www.spaceadventures.com/" target="_blank"><em>Space Adventures, Ltd</em></a><br />
Fareste mai affidamento su una compagnia spaziale che si fa chiamare "Armadillo"? E che, per giunta, dichiara di aver scelto quel nome proprio per non prendersi troppo sul serio? Niente paura la società texana <strong>Armadillo Aerospace,</strong> per altro più che referenziata, per ora non si occupa di turismo spaziale. Piuttosto, di attività di supporto che guardano a un possibile ritorno sul nostro satellite. Con il suo razzo <em>Mod</em> (nella foto) per esempio, la compagnia si è aggiudicata nel settembre 2009 il secondo posto nella <em>Northrop Grumman Lunar Lander Challenge</em>, una competizione rivolta a privati che sappiano realizzare un razzo in grado di muoversi con disinvoltura sulla superficie lunare. <br />
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<strong><span style="color: #ff9900">Missione: costruire vettori in grado di muoversi nell'orbita e sulla superficie lunare</span></strong><br />
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Guarda Mod in azione:<br />
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<embed height="277" type="application/x-shockwave-flash" width="450" src="http://www.youtube.com/v/NuJ_jASXMVY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /><br />
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<em>Foto: courtesy of <a href="http://www.armadilloaerospace.com/n.x/Armadillo/Home" target="_blank">Armadillo Aerospace</a></em> <br />
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Navigherà grazie alla luce del Sole <em>Lightsail-1</em>, la vela spaziale completamente ecologica creata dall'organizzazione no-profit <strong>The</strong> <strong>Planetary Society</strong>. Il gigantesco "aquilone" di 32 metri quadrati orbiterà intorno alla Terra mosso dalla spinta dei fotoni (le particelle elementari di un campo elettromagnetico), che "rimbalzeranno" contro la sua superficie riflettente. Obiettivo della missione, che prevede tre lanci già da quest'anno, dimostrare che è possibile creare una piattaforma permanente di osservazione terrestre (per ora, senza la presenza dell'uomo) evitando di inquinare lo spazio. <br />
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<span style="color: #ff9900"><strong>Missione: creare una piattaforma di osservazione terrestre completamente <br />
ecologica<br />
</strong><span style="color: #000000"><br />
<em>Foto: © <a href="http://www.planetary.org/home/" target="_blank">The Planetary Society</a></em></span></span> 
Pensare di sconfinare nel cosmo rimane per ora, un lusso da multimilionari. Prima o poi tuttavia, le cose potrebbero cambiare: «Stiamo lavorando per abbassare i costi dei voli spaziali, in modo che molte persone possano permettersi di partire» si legge sul sito della <strong>Blue Origin</strong>, la compagnia spaziale fondata dal plurimiliardario "papà" di Amazon Jeff Bezos. Insomma in cantiere potrebbe esserci una navicella low-cost. Speriamo un po' più efficiente di <em>Goddard</em>, il "cono" spaziale che lanciato da un deserto del Texas nel novembre 2006, è "ripiombato" a terra dopo soli 10 secondi dalla partenza, segnando un record negativo di permanenza in alta quota... (<a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/video/Una_velocissima_avventura_spaziale_.aspx" target="_blank"><span style="color: #3333ff">guarda il video del lancio</span></a>) <br />
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<span style="color: #ff9900"><strong>Missione: progettare lanci spaziali alla portata di tutti</strong></span><br />
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<em>Foto: © </em><a href="http://www.blueorigin.com/letter.htm" target="_blank"><em>Blue Origin</em></a> 
Le difficoltà economiche potranno forse ritardare l'appuntamento con la Luna. Ma non possono certo fermare la "staffetta" degli astronauti tra la Terra e la Stazione Spaziale Internazionale: cibo, acqua, ossigeno e carburante sulla ISS non possono mai mancare. <br />
Ci sono quindi compagnie private che, anziché investire sul turismo spaziale, preferiscono limitarsi a supportare la Nasa, dedicandosi a chi nello spazio, ci va per lavoro. Per garantire regolarità nei rifornimenti della ISS, l'agenzia aerospaziale statunitense ha recentemente siglato un accordo con la società privata <strong>SpaceX</strong>. I razzi <em>Falcon 1</em> (nella foto) e <em>Falcon 9</em> (ancora in fase di assemblaggio), dovrebbero riuscire a trasportare materiale nello spazio per il costo di 10 milioni di dollari ogni mille chili di carico, il prezzo più basso attualmente sul mercato. <br />
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<strong><span style="color: #ff9900">Missione: trasporto di rifornimenti per gli astronauti della ISS</span></strong><br />
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<em>Foto: </em><a href="http://www.spacex.com/" target="_blank"><em>SpaceX</em></a> 
A rifornire la ISS concorrerà anche la compagnia statunitense <strong>Orbital Science</strong>, che con il razzo <em>Taurus II</em>, in uscita per il 2011, potrà lanciare satelliti pesanti fino a 5 mila chili nella cosiddetta "orbita bassa" (200-2000 chilometri). Nella foto un'altra "creatura" della Orbital: il vettore <em>Launch Abort System</em>, che in caso di emergenza dovrebbe riportare sulla Terra gli astronauti della capsula <em>Orion</em> (il veicolo spaziale che in base ai calcoli della Nasa dovrebbe subentrare agli Space Shuttle nel prossimo decennio).<br />
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<strong><span style="color: #ff9900">Missione: rifornire la ISS/vettore di sicurezza per la capsula della Nasa Orion</span></strong><br />
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<em>Foto: © Courtesy of <a href="http://www.orbital.com/" target="_blank"><em>Orbital Sciences Corporation</em></a></em> 
Su Marte in un tiro di schioppo (o quasi): sarà questo uno degli obiettivi del razzo <em>VASIMR</em> (Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket) un propulsore rivoluzionario riservato agli astronauti più esperti e progettato dalla compagnia spaziale <strong>Ad Astra Rocket Company</strong>. Grazie a un complesso generatore di frequenze radio situato al suo interno, VASIMR produrrà il plasma, un gas elettricamente carico che fornirà una spinta sufficiente a raggiungere Marte in soli 39 giorni (contro i 6-8 mesi necessari ai motori "tradizionali"). Il tutto con un notevole risparmio di carburante: allo stato attuale di sperimentazione, il VASIMR potrebbe funzionare autonomamente ad energia solare. Nella foto, una fase sperimentale della produzione di plasma. <br />
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<span style="color: #ff9900"><strong>Missione: spedire gli astronauti su Marte in poco più di due mesi</strong></span><br />
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<em>Foto: © </em><a href="http://www.adastrarocket.com/" target="_blank"><em>Ad Astra Rocket Company</em></a> 
Non raggiungerà forse la popolarità degli shuttle statunitensi, ma in quanto a design <em>STABILO</em>, una navicella dell’organizzazione no-profit rumena <strong>ARCA</strong>, non è secondo a nessuno. Lo strano velivolo infatti, funziona "al contrario": il pilota - anche in questo caso un astronauta esperto, non un semplice turista - si sistema nella parte inferiore della navetta, il più lontano possibile dal propulsore (quella specie di "freccia" situata in alto). Questa sistemazione dovrebbe consentire ai cosmonauti una rapida via di fuga in caso di pericolo. <br />
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<span style="color: #ff9900"><strong>Missione: lanci spaziali ultrasicuri per astronauti esperti<br />
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</strong></span>Guarda anche il video del lancio di una navicella STABILO:<br />
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<embed src="http://www.youtube.com/v/dqnSNjLW0rE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" width="450" height="277" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /><br />
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<em>Foto e video: © </em><a href="http://www.arcaspace.ro/index.htm" target="_blank"><em>ARCA</em></a>
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