Art Project
Google colpisce ancora e porta le più grandi opere d’arte direttamente nei nostri computer. Foto da 7 Gigapixel, tecnologia Street View e oltre 1000 quadri di 17 musei per la gioia di tutti gli appassionati. Ed è meglio che dal vivo, assicurano gli esperti. Provare per credere. (Focus.it, 1 febbraio 2011)
E dopo Google Earth ecco che arriva... Google Art, o meglio
Art Project, il nuovo prodotto dell’azienda di Mountain View che rende disponibili con un clic le collezioni di alcuni tra i più prestigiosi musei d’arte nel mondo.
Realizzato con una tecnologia analoga a quella di Street View, Art Project permette di passeggiare a colpi di mouse tra le sale e le gallerie del Museum of Modern Art di New York, dell’Hermitage di San Pietroburgo, degli Uffizi di Firenze e di altri 14 importanti musei, esplorando fin nei minimi dettagli alcuni dei capolavori dell’arte di tutti i tempi. I numeri del progetto sono impressionanti: 11 città, 9 paesi, 17 musei, 17 immagini in gigapixels, 1061 immagini di opere in alta risoluzione, 385 sale, 486 artisti, 600 panoramiche Street View.
Le opere che si possono ammirare dalle pagine di Google Art vanno dalla "Nascita di Venere" del
Botticelli, icona della Galleria degli Uffizi di Firenze, a "No Woman, No cry" di
Chris Offili, ai lavori post impressionisti di
Cezanne sino all’iconografia bizantina. E ancora: i soffitti della Reggia di Versailles, i templi Egizi e una collezione che va da
Whistler a
Rembrandt.
Dalla strada alla galleria (d'arte)
Le immagini panoramiche degli ambienti sono state realizzate grazie ad uno speciale trolley Street View appositamente realizzato per questo progetto: in pratica una versione in scala ridotta della
Google Car o del
Google Trike, adatta a muoversi senza fare danni nei delicati spazi di un museo.
L’arte diventa giga
Ciascuno dei 17 musei che hanno aderito al progetto ha indicato un’opera da fotografare fin nei minimi dettagli, attraverso una tecnologia fotografica con risoluzione in "gigapixel". Ciascuna di queste immagini è cioè composta da circa 7 miliardi di pixel, una risoluzione 700 volte più elevata rispetto a quella di una comune reflex digitale, che permette di osservare dettagli altrimenti non visibili all’occhio umano, come i particolari delle pennellate o della patina.
Ogni opera è stata suddivisa in riquadri di pochi centimetri quadrati e ognuno di essi è stato fotografato singolarmente con un macchina professionale montata su un cavalletto motorizzato: un computer ha gestito i microscopici spostamenti dell'apparecchiatura lungo il reticolo.
Le immagini, migliaia per ogni opera, sono state poi montate una accanto all'altro come in un gigantesco puzzle digitale, fino ad ottenere l'opera completa. Uno speciale software di compressione le ha ridimensionate in modo da renderle fruibili e zoomabili online in tempi rapidissimi.
Il "making" di Google Art Project nei musei di N.Y. City