02
gen 2007

Benvenuti... a casa

Case sugli alberi o sull'acqua, costruite coi materiali più bizzarri, abitate da centinaia di persone. È veramente il caso di dire... paese che vai, casa che trovi.<br><br>Sembra una contraddizione, ma la neve è un ottimo isolante… dal freddo: la sola presenza umana all’interno di un igloo può far salire la temperatura fino a 15° C. Questa proprietà viene sfruttata dagli abitanti di queste strane abitazioni, tipiche dell’estremo nord del Canada e della Groenlandia: tra un igloo e l’altro vengono scavati cunicoli sotterranei per permettere i collegamenti tra una dimora e l’altra anche in condizioni atmosferiche pessime.<br>Questa soluzione è stata adottata anche da metropoli che devono fronteggiare un clima particolarmente rigido: Montreal, ad esempio, si estende sottoterra per ben 30 km, con hotel, negozi e ristoranti. Gli abitanti della tribù dei Kombai, in Indonesia, dovranno fare molta attenzione, quando escono di casa al mattino ancora addormentati. Le loro abitazioni, infatti, sono sorrette da pali che possono raggiungere i 50 metri di altezza. Questo espediente viene utilizzato per sfuggire all’umidità delle foreste in cui vivono.<br>Ma esistono anche hotel a 5 stelle costruiti in questo modo. Quello nato in Germania, nella foto, offre camere (a 160 euro a notte) che penzolano a 10 metri d’altezza.<br>Curiosi di scoprire dove altro sono costruiti gli alberghi più strani? <a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Gallery.aspx?idc=48285" target=_new><b><u>Cliccate qui</u></b></a>.Alcuni abitanti dello stato indiano del Kerala, a sud dell’India, vivono una perenne crociera: nelle acque stagnanti dei fiumi interni, infatti, si possono trovare delle case galleggianti chiamate <em>Kettuvallam</em>, che significa “barche fatte con nodi”. Tutti i pezzi che le compongono sono infatti tenuti insieme dalla resistente fibra del cocco, pazientemente annodata dagli artigiani locali.Le rocce vulcaniche della regione della Cappadocia, in Turchia, sono particolarmente friabili: ciò ha consentito ad antiche popolazioni di scavare nel tufo vere e proprie città sotterranee, distribuite su più livelli. Mentre ai piani superiori erano collocate le abitazioni, quelli inferiori erano adibiti al deposito delle provviste e alle cerimonie religiose.<br>Anche i primi cristiani trovarono riparo alle persecuzioni in questi luoghi, dove costruirono anche piccole cappelle. A giudicare dalla scomodità dei passaggi e dalla forte oscurità, nella quale sarebbe stato impossibile vivere a lungo, si trattava comunque di sistemazioni provvisorie.I <em>tepee</em> erano le abitazioni degli indiani d'America&nbsp;delle pianure, cacciatori e nomadi. Queste tende, di forma conica, erano formate da un’intelaiatura di 15 lunghe pertiche, conficcate nel terreno e unite al vertice, ricoperte di pelle di bisonte o di daino.<br>Al centro della base, di forma circolare, veniva collocato il fuoco; un foro posto sulla sommità del cono permetteva l’uscita del fumo all’esterno. Queste capanne venivano poi disposte in un cerchio, nel quale ciascuno occupava una precisa posizione.<br>Al centro del circolo sorgeva un <em>tepee</em> in cui si tenevano le cerimonie rituali e le assemblee del consiglio.La forma e i materiali costruttivi delle capanne cambia a seconda che a costruirle siano popolazioni stanziali o nomadi. I Pigmei, ad esempio, costretti a spostarsi spesso per la caccia e la raccolta, costruiscono rifugi a cupola con rami intrecciati, che poi ricoprono rapidamente di foglie. Si tratta di rifugi appena sufficienti a ripararli dalle forti piogge equatoriali.<br>Diversamente, la tribù sudamericana degli Yanomami, vive in abitazioni semipermanenti, chiamate <em>Xapuno</em>. Si tratta di grandi case plurifamiliari che arrivano a ospitare sino a duecento individui; per la loro grandezza sono considerate unità economico-politiche autonome.<br>Queste case sono costituite da un anello in legno di forma circolare, che simboleggia la coesione del gruppo che lo abita e, allo stesso tempo, delimita lo spazio che l’uomo sottrae alla foresta.La fantasia degli architetti si è scatenata nel rendere originali e sempre più eco-compatibili le nostre abitazioni: vediamo che cosa sono stati in grado di realizzare, con i materiali adatti e molta creatività.<br><br>L’architetto americano Barton Myers ha ideato per sé una sistemazione decisamente all’avanguardia. Con un semplice click di un telecomando le vetrate che la racchiudono si sollevano come delle saracinesche e scorrono fino a scomparire alla vista.<br>La casa diventa uno spazio all’aperto, immerso nella natura. Esistono case ancora più “immerse” nella natura: <a href="http://www.focus.it/Notizie/2006/novembre/Una_casa_da_coltivare.aspx"><b><u>nascono da un seme, come le piante</u></b></a>…La forma a cupola dell’igloo è diventata talmente famosa che l’architetto finlandese Antti Lovag ne ha fatto il suo principale motivo ispiratore.<br>Una delle sue creazioni più importanti è lo Château Bulles, a Theoule Sur Mer, vicino a Cannes: la sua particolarità è che sembra un’esplosione di bolle di sapone. Anche gli arredi interni sono interamente dedicati al motivo circolare.Per chi non ama correre rischi, ecco la soluzione ideale: la casa progettata dall’architetto Eugene Tsui per sé e per la propria famiglia. È stata realizzata con un materiale ignifugo, impermeabile all’acqua e isolante dai rumori fino a 50 decibel.<br>L’interno è stato interamente costruito con materiali infrangibili e resistenti alle sollecitazioni e alle scosse esterne.<br>Questo “bunker”, progettato per essere caldo d’inverno e fresco d’estate, non presenta alcuna forma spigolosa o tagliente, né all’esterno né nell’arredamento interno.Anche i giganti dell’edilizia urbana sono sensibili alle esigenze dell’ambiente. La società americana <em>Cook+Fox </em>ha progettato il <em>One Bryant Park</em>, un grattacielo di 55 piani che sorgerà nel centro di Manhattan a partire dal 2008.<br>Questa costruzione verrà realizzata, oltre che con acciaio e alluminio, con 20 mila pannelli di vetro riciclati, che permetteranno alla luce solare di rischiarare al massimo l’ambiente interno, con il minimo aumento di calore.<br>È dotato addirittura di un dispositivo che restituisce all’ambiente aria depurata, piuttosto che attingerne. Nella foto, i lavori di costruzione.{CONTENT}

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