Tutto quello che abbiamo creduto di vedere su Marte

Ratti, volti, alberi, incendi, canali di irrigazione e persino graffiti osceni: le più sorprendenti illusioni ottiche offerte dal Pianeta Rosso (nelle quali siamo cascati in pieno).

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Sarà per via del suo aspetto rossastro, o perché è il pianeta più simile alla Terra mai esplorato finora. Sarà per l'immenso oceano che un tempo ricopriva la sua calotta settentrionale, o per i solchi profondi che lo attraversano. Fatto sta che l'uomo è a caccia di segni di vita su Marte dagli albori dell'esplorazione spaziale. Per quanto ci si possa sforzare, però, nessuna prova di vita così come la conosciamo è ancora stata trovata. E i selfie di Curiosity sono ancora piuttosto solitari. Ecco gli abbagli più clamorosi che abbiamo preso sul Pianeta Rosso.

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C'è una faccia su Marte. Forse il più famoso esempio di illusione ottica marziana: nel 1976, la sonda della Nasa Viking 1 fotografò questa enorme sagoma di "volto" umano nella regione marziana della Cydonia. Le speculazioni sull'origine della "faccia", lunga circa 3 km, si sprecarono: che fosse un monumento costruito da una qualche forma di vita intelligente?

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In realtà fu chiaro fin da subito che l'effetto era dovuto a un'illusione ottica, creata da giochi di luce e ombra su un'altura marziana, dall'angolo di illuminazione della foto e dalla bassa risoluzione dello scatto. In più, il cervello umano ha la tendenza innata a ricondurre forme non note a immagini familiari (pareidolia). Successive esplorazioni condotte nel 1998 e nel 2001 dalla sonda Mars Global Surveyor confermano la teoria: ecco uno scatto della stessa regione da cui sono spariti, quasi per magia, occhi, naso e bocca.

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Fascisti su Marte. C’è qualcosa di strano su Marte. Sul suolo del Pianeta Rosso, visibile da tutti attraverso Google Earth (nella sua versione marziana) sembra esserci una formazione geologica che ricorda una figura umana, quella di Benito Mussolini.
Ce l'ha segnalata Matteo Ianneo, un lettore di Cerignola (BA), che pazientemente ha osservato le immagini raccolte dalla sonda Mars Global Surveyor.

Le coordinate per ritrovare il piccolo monte sono:

Latitudine: 33° 12' 6.75" N
Longitudine 12° 56' 24.14" O

In alternativa, clicca qui e scarica la mappa.

La formazione geologica (un avvallamento di circa 2 km di lunghezza) si trova nei pressi di Cydonia Mesae.

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l'uomo incappucciato. Come se la faccia non fosse abbastanza, nel 2008 la sonda Spirit ha immortalato sul suolo marziano questa misteriosa sagoma, simile a quella di un uomo che cammina avvolto in una misteriosa tunica. Si è trattato, naturalmente, di un gioco di luci e ombre, ma tanto è bastato per riaccendere la fantasia degli appassionati di incontri ravvicinati del terzo tipo. Per saperne di più

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canali di irrigazione. Nel 1877, Giovanni Virginio Schiaparelli (1835-1910), allora direttore dell'Osservatorio astronomico di Brera a Milano, iniziò a studiare e mappare la superficie marziana, denominando "mari" e "continenti" le aree scure e chiare del pianeta, e chiamando "canali" i solchi osservati su di esso. Il termine "canali" venne mal interpretato da alcuni suoi contemporanei, forse sulla scorta delle costruzione del Canale di Suez, allora appena completato. Così Percival Lowel, un astronomo di Boston, dopo aver studiato il pianeta dal suo osservatorio di Flagstaff, Arizona, stabilì che quelli su Marte fossero canali di irrigazione costruiti da una civiltà avanzata e intelligente. Arrivò persino a disegnarli in mappe come quella che vedete.

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alberi baniani. Queste immagini riprese dalla sonda Mars Global Surveyor, arrivata nell'orbita marziana nel 1997, mostrano strutture da molti assimilati ad alberi baniani (piante dal grosso tronco e con molte radici, originarie dell'India). Ci cascò persino Arthur Charles Clarke, autore del romanzo di fantascienza 2001: Odissea nello spazio, che affermò che si trattava senza ombra di dubbio di vegetazione. Per di più, la forma degli "alberi" sembrava variare di stagione in stagione, come accade per quelli terrestri.

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Osservazioni successive hanno chiarito che si tratta, come spesso accade, dell'ennesima suggestione ottica. Quelle strane strisce scure sono "cascate" di sabbia basaltica che scendono delle dune marziane solo in alcuni periodi dell'anno, quando il Sole scioglie lo strato di anidride carbonica ghiacciata che ricopre la superficie del pianeta.

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un ratto... Una delle foto catturate da Curiosity nel settembre 2012 è diventata virale sul web: quello immortalato dal rover aveva tutta l'aria di essere un roditore, in cerca di cibo sull'arido suolo marziano. Nonostante le insistenze del popolo della Rete, Curiosity non ha indagato oltre: gli esperti della Nasa hanno chiarito che si trattava di una roccia, lasciando delusi migliaia di appassionati del genere.

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... e un'iguana. Un'altra roccia marziana che somiglia - con un po' di fantasia - a un animale terrestre. In questo caso, il dibattito si è spento presto, ed è rimasto riservato a un piccolo gruppo di irriducibili delle illusioni marziane. Altre illusioni celesti (guarda)

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una luce artificiale. Un momento, chi ha acceso la luce? Quello apparso in due diversi scatti (qui in alto a sinistra) catturati da Curiosity nell'aprile 2014 è stato interpretato, più o meno fantasiosamente, come un incendio marziano, la luce posteriore di un drone o... lo scintillio di una spada laser. In realtà, spiegano dalla Nasa, l'effetto è dovuto alla collisione dei raggi cosmici con la telecamera del rover, o al riflesso della luce solare da parte delle rocce marziane. Lo stesso punto, fotografato con la parte sinistra della fotocamera di Curiosity, non ha mostrato infatti alcuna luce. Inoltre l'interferenza dei raggi cosmici nelle foto inviate da Curiosity è un fenomeno con cui gli astronomi fanno i conti spesso, quasi ogni settimana.

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la roccia che non c'era. Questo sasso a forma di ciambella (vedi foto a destra) è misteriosamente apparso, nel giro di una dozzina di giorni marziani, in un punto in cui prima non c'era. Chi l'ha messo in quel luogo? Opportunity stesso, autore dello scatto. La ruota del rover ha probabilmente ribaltato una roccia marziana facendola "comparire" dal nulla. Una seconda ipotesi, meno convincente, è che il sasso si sia sollevato in seguito a un impatto meteoritico. Guarda anche la sonda marziana perduta, e poi ritrovata

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un monolite finemente scolpito. Nell'aprile 2012 la telecamera HIRISE del Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato una suggestiva formazione rocciosa sulla superficie marziana: un monolite di forma rettangolare che ricorda quelli piantati sulla Terra e la Luna dagli alieni di 2001: Odissea nello Spazio. La verità? A scolpire la roccia, se pur con una forma precisa, è stata l'erosione. Come, del resto, succede sulla Terra.

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metallo scintillante. Un'altra foto che ha fatto discutere è questa, che ritrae quella che sembra una maniglia lucida (simile a quelle in ottone) sulla superficie marziana. L'anticamera di una botola extraterrestre? No. Semplicemente, una roccia dura, resa lucida e liscia dall'incessante lavoro di erosione del vento marziano.

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Un disegno fallico. Nella primavera 2013 è arrivata l'illusione che, più di tutte, ha creato imbarazzo tra gli esperti della Nasa. A lasciare il graffito allusivo su Marte sono state le ruote del rover Spirit, ritornato sui suoi passi durante una manovra effettuata nel 2004. La manovra è così comune, hanno spiegato dalla Nasa, che è possibile che altri falli extraterrestri siano stati disegnati dalle ruote di Curiosity, e Opportunity, in altri punti del pianeta. E certamente, non di proposito.

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Smiley marziano. Insomma, ridiamoci su - sembra suggerire questo cratere marziano sorridente. La mente umana vede forme curiose ovunque osservi, e su un terreno affascinante come quello del Pianeta Rosso l'effetto è ancora più marcato. Questo fenomeno si chiama pareidolia, la tendenza istintiva e automatica a trovare strutture ordinate e forme familiari in immagini disordinate. Guardate qui per vederne altri esempi.

Sarà per via del suo aspetto rossastro, o perché è il pianeta più simile alla Terra mai esplorato finora. Sarà per l'immenso oceano che un tempo ricopriva la sua calotta settentrionale, o per i solchi profondi che lo attraversano. Fatto sta che l'uomo è a caccia di segni di vita su Marte dagli albori dell'esplorazione spaziale. Per quanto ci si possa sforzare, però, nessuna prova di vita così come la conosciamo è ancora stata trovata. E i selfie di Curiosity sono ancora piuttosto solitari. Ecco gli abbagli più clamorosi che abbiamo preso sul Pianeta Rosso.