Tracce di un antico lago in un cratere marziano

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Immagine 3D in falsi colori del cratere da impatto marziano McLaughlin. Il fondo di questo cratere mostra le tracce di un antichissimo lago. (High Resolution Stereo Camera (HRSC)/Mars Express/Freie Universität Berlin)

Nuove foto di un enorme cratere da impatto marziano suggeriscono che l'acqua potrebbe annidarsi nelle fessure sotto la superficie del pianeta, facendo pensare che la vita potrebbe essersi sviluppata in un tempo passato sul pianeta rosso, e aumentare la possibilità che possa essere tutt’ora presente. La scoperta è stata fatta a seguito delle analisi  delle immagini ad altissima risoluzione ottenute dalla telecamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) e da indagini spettroscopiche, da cui risultano nuove prove di un ambiente umido sotterraneo sul pianeta rosso. Si tratta del gigantesco cratere da impatto McLaughlin (92 km di diametro), così profondo che l'acqua sotterranea sembra aver fluito al suo interno in un lontano passato.

In questa immagine del cratere da impatto McLaughlin, le frecce indicano depositi di argille carbonatiche la cui origine è da ascrivere alla presenza di un antichissimo lago, probabilmente alimentato da acque sotterranee. (NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)

Oggi, il cratere è arido come il resto della superficie marziana, ma al suo interno sono presenti minerali argillosi carbonatici ed altre evidenze che l’acqua allo stato liquido in un remoto passato riempiva quest’area. Un ambiente umido, quindi, che potrebbe essere stato favorevole allo sviluppo di qualche forma di vita su Marte. Da decenni ormai, una flotta di sonde spaziali e rover hanno esplorato e stanno esplorando Marte per stabilire se la superficie del pianeta sia adatta alla vita o lo sia stata in passato. Ma il risultato di questa intensa esplorazione ha portato alla conclusione che la superficie marziana è stata ostile alla vita, come la conosciamo noi, per la maggior parte della sua storia evolutiva. L’unico habitat eventualmente adatto ad una qualche forma di vita elementare potrebbe essere nel sottosuolo, dove l’acqua può esistere allo stato liquido e dove esiste una protezione dalle radiazioni ionizzanti che su Marte possono raggiungere la superficie, in quanto il pianeta non è protetto da una fascia di ozono come la Terra. Sulla Terra, i microbi che vivono sino ad una profondità di 5 km o più costituiscono forse la metà di tutta la materia vivente del nostro pianeta. Nella maggior parte dei casi questi organismi rappresentano alcuni dei tipi più primitivi di microbi conosciuti, lasciando intendere che la vita può effettivamente aver avuto inizio sottoterra, o per lo meno essere sopravvissuti nel corso di una serie di devastanti impatti cosmici conosciuto come il "bombardamento tardivo pesante"che la Terra e il resto del Sistema Solare interno ha subito tra circa 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa. Dal momento che su Marte la forza di gravità è il 38% di quella terrestre, la crosta è meno densa e più porosa di quella del nostro pianeta, il che significa che l'acqua può trafilare più facilmente nel sottosuolo. Ovunque vi sia acqua allo stato liquido sulla Terra, vi è quasi sempre la vita, e microbi sotterranei su Marte potrebbero trarre l’energia necessaria al loro sostentamento da fonti e reazioni chimiche simili a quelle che supportano gli organismi viventi nel sottosuolo del nostro pianeta. Mentre attualmente non siamo ancora in grado di perforare in profondità la superficie marziana, si può comunque avere un’idea di quale è la natura del sottosuolo analizzando rocce profonde portate in superficie dall’erosione, dagli impatti di asteroidi o materiali generati da fluidi sotterranei che sono trafilati fino alla superficie. Tale risalita innanzitutto può verificarsi in bacini profondi come il cratere McLaughlin, in quanto i punti più bassi della superficie marziana, dovrebbero essere le zone in cui le riserve idriche sotterranee, se esistono, molto probabilmente possono venire alla luce. L’attenzione dei ricercatori si è perciò focalizzata sul cratere McLaughlin perché è uno dei più profondi (2,2 km) crateri da impatto conosciuti su Marte. La presenza di argille carbonatiche sul fondo del cratere e di piccoli canali visibili sulla sua parete orientale, alta circa 500 metri, suggeriscono la presenza al suo interno di un antichissimo lago. Si stima che questo lago sia esistito, per una durata sconosciuta, in un periodo compreso tra 3,7 miliardi e 4 miliardi di anni fa. Questo rende i depositi sul fondo del cratere più antichi delle rocce più antiche che si conoscono sulla Terra. Le prossime missioni dovrebbero quindi studiare le rocce formate dalla risalita di acque sotterranee e quelle messe alla luce da impatti di corpi cosmici. Dal momento che la vita sulla Terra potrebbe essere iniziata nel sottosuolo, saperne di più su eventuali forme di vita sotterranea passata o presente su Marte potrebbe anche far luce sulle origini della vita sul nostro pianeta.
22 Gennaio 2013 | Mario Di Martino

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