Scoperto un raro "fossile" cosmico: è un buco nero extralarge

NGC 1277 nasconde un ospite mangia-gas decisamente ingombrante. Secondo gli esperti avrebbe massa pari a 17 miliardi di volte quella del Sole.

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Il cuore supermassiccio della galassia NGC 1277. Photo credit: NASA/STSc/ESA

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Che nel cuore di molte galassie a spirale dormisse un buco nero non è certo una novità. Finora, però, si pensava che i misteriosi "mostri" divoratori fossero in qualche modo proporzionati al resto della galassia, e in particolare che avessero una massa pari a circa il 10% quella dell'ammasso centrale di stelle della loro ospite. 

Immaginate dunque lo sconcerto di un gruppo di scienziati che ha individuato, al centro di NGC 1277, una galassia a spirale della costellazione di Perseo situata a circa 200 milioni di anni luce dalla Via Lattea, un buco nero con massa pari al 59% del nucleo stellare centrale della galassia ospite, o al 14% della massa di tutte le stelle in essa contenute.


Un'equipe di astronomi del Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg, Germania, ha osservato la galassia NGC 1277 utilizzando i dati forniti da Hubble e dal telescopio Hobby-Eberly in Texas.
Poiché le stelle si muovevano più lentamente nelle regioni più esterne della galassia, e più velocemente intorno al nucleo, ne hanno dedotto che al centro risiedeva un buco nero estremamente massivo. Di più: di massa pari a 17 miliardi di volte quella del Sole. Dimensioni che calzerebbero a pennello a una galassia grande centinaia di volte NGC 1277, ma che risultano a dir poco eccessive per la galassia in esame.

[Guarda anche un buco nero colto in flagrante mentre "fagocita" una stella - Il pasto di un buco nero molto "goloso"]

Il "bestione" galattico potrebbe essere un avanzo di un antico quasar, un fossile cosmico di quello che un tempo doveva essere uno degli oggetti più luminosi dell'Universo. Si è soliti pensare che i buchi neri si accrescano "ingurgitando" gas, ma non è chiaro come abbia fatto NGC 1277 ad avere così tanto gas per far aumentare di dimensioni il buco nero senza formare un numero altrettanto elevato di stelle. Ulteriori studi su galassie di analoghe dimensioni dovranno chiarire questi interrogativi.

[Anatomia di un buco nero supermassiccio - Il buco nero che riposa al centro della Via Lattea]

Guarda anche il video con un'animazione che illustra le orbite stellari accelerate dal buco nero. Il punto rosso mostra la forte attrazione gravitazionale nei pressi dell'oggetto celeste; il verde le orbite erratiche delle stelle all'interno del disco galattico e il blu il moto molto più lento delle stelle lontane dal nucleo. Nella simulazione, un secondo corrisponde corrisponde a un arco di tempo pari a 22 milioni di anni. (Video Credit: E. van den Bosch of MPIA)


29 Novembre 2012 | Elisabetta Intini