Maschio, americano, laureato: l'identikit dell'aspirante turista marziano

Mars One, la futuristica azienda che aspira a spedirci su Marte, ha ristretto la rosa dei candidati a colonizzare il Pianeta (sono al momento 1058) e diffuso alcuni dati sul loro profilo.

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Un'illustrazione di un astronauta marziano e della futura colonia umana sul Pianeta Rosso immaginata da Mars One. Image credit: Bryan Versteeg and Mars One

Molto colta. Prevalentemente maschile. E tendenzialmente angolofona: così si preannuncia la futura popolazione marziana, almeno stando alle statistiche diffuse da Mars One, la compagnia privata che sta cercando volontari terrestri per colonizzare il Pianeta Rosso in modo permanente a partire dal 2025.

Oltre 200 mila persone hanno fatto domanda per partecipare a quella che, secondo alcuni, potrebbe essere una missione che cambierà la storia dell'esplorazione spaziale (secondo altri, un viaggio kamikaze di sola andata). Ora, annuncia la compagnia, la lista dei candidati è stata sfoltita a 1.058 potenziali coloni.

Ecco alcuni numeri e curiosità sui nostri possibili futuri rappresentanti su Marte:

- Il 55% dei candidati è uomo, solo il 45% è donna. Una popolazione meno eterogenea di quella terrestre, ma con percentuali meno inique - per le signore - di quelle rilevabili in molti consigli d'amministrazione. Diverse le persone che hanno deciso di partire per Marte insieme alla propria dolce metà.

- Il 63% dei candidati è laureato o possiede un titolo di studio più alto; il 3% è laureato in Medicina, una caratteristica che, a circa sette mesi di viaggio dalla Terra, potrebbe tornare utile. Considerando che, sulla Terra, la percentuale di laureati ammontava, nel 2010, a meno del 7% della popolazione, il Pianeta Rosso potrebbe in breve trasformarsi nel nuovo polo culturale e scientifico del Sistema Solare.

- Il 76% di chi ha fatto domanda ha già un impiego, il 15% studia ancora e l'8% è senza lavoro (e, evidentemente, fatica a trovarlo, data la smania di partire).

- Il 43% dei potenziali coloni viene dal continente americano; il 27% dall'Europa e il 21% dall'Asia, il 5% dall'Africa e il 4% dall'Oceania. Un range di provenienza che non riflette la distribuzione della popolazione globale (per il 60% di origine asiatica), ma che dà un'idea di come sia distribuita la ricchezza sulla Terra.

- Le domande sono arrivate da 107 paesi diversi. Il 28% di quelle accettate è di candidati americani.

- Il 34% dei potenziali "marziani" è sotto i 25 anni, il 65% tra i 26 e i 55, il 2% più vecchio di 56 anni. Sulla Terra, per fare un confronto, il 40% della popolazione ha meno di 25 anni, e il 17% ne ha più di 56.

Al momento non siamo in grado di confermare la presenza di italiani tra i 1058 selezionati. Nella prima fase, quando tutti potevano iscriversi, gli aspiranti coloni di origine italiana erano circa duemila persone (l'1% dei candidati), ma solo 46 di queste avevano scelto di pubblicare la propria videopresentazione sul sito di Mars One.

Certo siamo ancora lontani dalla selezione dei mini equipaggi di quattro astronauti che ogni due anni saranno - teoricamente - spediti sul Pianeta Rosso. Ma è quanto meno un inizio.

La notizia segue di pochi giorni il clamoroso annuncio di Bas Lansdorp, amministratore delegato di Mars One, di voler lanciare su Marte, nel 2018, una copia del Mars Phoenix Lander (la sonda automatica della Nasa) per testare alcune tecnologie da utilizzare poi durante la colonizzazione. Se si trattasse di qualcosa di più di una semplice operazione mediatica, diverrebbe così il primo privato a inviare un veicolo spaziale sul pianeta.

03 Gennaio 2014 | Elisabetta Intini

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