L’estinzione di massa di 250 milioni di anni fa: dopo un KO devastante una rapida ripresa

La Terra, periodicamente, per vari motivi, è soggetta ad estinzioni di massa di numerose specie viventi. Da 500 milioni di anni a questa parte se ne contano...

La Terra, periodicamente, per vari motivi, è soggetta ad estinzioni di massa di numerose specie viventi. Da 500 milioni di anni a questa parte se ne contano almeno cinque, la più intensa delle quali fu quella definita del Permiano–Triassico (P–Tr), un evento che si verificò circa 251,4 milioni di anni fa e che fece da limite tra il periodo geologico Permiano e quello Triassico. Si è trattato della più grave estinzione di massa che si sia mai avvenuta sul nostro pianeta, con la scomparsa di oltre il 90% delle specie marine e del 70% dei vertebrati terrestri. Questo evento è stato descritto come la "madre di tutte le estinzioni di massa". Non è chiaro quale evento la innescò, le ricerche più recenti indicano una serie di concause che includono riscaldamento globale, piogge acide, acidificazione e anossia degli oceani. Forti eruzioni vulcaniche o la caduta di uno o più oggetti cosmici potrebbero solo in parte spiegare questo evento. Di certo c'è che quell'estinzione cambiò il corso dell'evoluzione della vita sulla Terra. Lo schema dell'estinzione è ancora in discussione, dato che studi differenti suggeriscono da una fino a tre fasi diverse. Poiché andò persa una grandissima parte della biodiversità allora esistente, si pensava che la successiva ripresa della vita sulla Terra fosse stato un processo molto più lungo rispetto ad altri eventi simili. Ma un recentissimo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, con primo autore Zhong-Qiang Chen della China University of Geosciences in Wuhan, dimostra che la Terra impiegò “soltanto” circa 10 milioni di anni per “riprendersi” dalla più tremenda catastrofe planetaria dell’ultimo mezzo miliardo di anni. Finora, si era creduto che per uscire da quella terribile crisi la biosfera avesse impiegato circa 30 milioni di anni. Studiando fossili e stratificazioni di fine Permiano e inizio Triassico, è stato possibile accertare che nell'arco di quella estinzione vi furono recidive delle cause su un periodo di circa 5-6 milioni di anni e che già in quel lasso di tempo le varie forme di vita superstiti tentarono più volte di adattarsi alle nuove condizioni, dando origine a molte nuove specie, diversificando in tal modo la biosfera. Fu quella la svolta che avrebbe gradualmente portato alla comparsa dei dinosauri. Una cosa analoga si verificò circa 65 milioni di anni, a seguito dell’ultima grande estinzione, detta del Cretaceo-Terziario (K-T), durante la quale scomparvero circa il 50% delle specie viventi, compresi i dinosauri, ma che successivamente permise la comparsa dei mammiferi, di cui anche noi facciamo parte.
29 Maggio 2012 | Mario Di Martino

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