La bizzarra atmosfera di un pianeta extrasolare

La composizione atmosferica di un lontano pianeta nettuniano "rivela" quanto poco ancora sappiamo dei meccanismi di formazione dei pianeti.

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Il pianeta "nettuniano caldo" HAT-P-26b in un'illustrazione artistica.|NASA/GSFC

HAT-P-26 b è un pianeta extrasolare di dimensioni simili a Nettuno che orbita attorno a una stella due volte più antica del Sole, a 437 anni luce da noi. L'esistenza del pianeta è nota dal 2010, ma la sua atmosfera - studiata attraverso i telescopi spaziali Hubble e Spitzer - ha appena rivelato di avere una composizione ricca d'acqua e povera di metalli. Una scoperta inattesa, che suggerisce un'origine diversa da quella cui siamo abituati per i pianeti del Sistema Solare.

 

Acquosa. È quanto afferma un articolo a cura del Goddard Space Flight Center a Greenbelt, nel Maryland, pubblicato su Science. La stretta orbita del pianeta, che completa un giro attorno alla sua stella (ossia "1 anno") ogni 4,23 giorni, ha permesso di studiare con attenzione la composizione della sua atmosfera mentre transitava davanti al proprio astro: è stata così rilevata la presenza d'acqua, nella misurazione più precisa mai effettuata per un pianeta di queste dimensioni.

 

Quanti metalli? Il parametro sull'abbondanza d'acqua è stato poi utilizzato per stabilire la ricchezza di metalli dell'atmosfera di HAT-P-26b (si sa infatti che la quantità acqua cresce in modo proporzionale alla presenza di metalli). Nel Sistema solare, la presenza di metalli in atmosfera è più bassa per i pianeti più grandi, come Giove e Saturno, e maggiore per quelli di dimensione inferiore come Urano e Nettuno, che si trovano più distanti dal Sole.

 

Intonsa. Tuttavia, l'atmosfera di HAT-P-26b è risultata molto più povera di metalli pesanti di quanto si credesse. L'involucro gassoso che lo avvolge è cioè "primitivo", non inquinato da tracce riconducibili a frammenti di formazione planetaria, e gli elementi pesanti si concentrano nel suo nucleo.

 

Al caldo. L'ipotesi è che l'esopianeta si sia formato molto più vicino alla stella madre o, più probabilmente, molto più tardi rispetto agli altri pianeti del suo sistema, rispetto a quanto accaduto a Urano e Nettuno. In questo modo la sua atmosfera non è stata "sporcata" dagli elementi pesanti contenuti nei frammenti di ghiaccio e polveri della nube di formazione planetaria.

 

 

15 Maggio 2017 | Elisabetta Intini