Ci siamo quasi. Il momento dell’impatto di Uars sulla Terra si avvicina. Il satellite artificiale, che la Nasa aveva immesso in orbita 20 anni fa per monitorare l’atmosfera terrestre, e lo strato dell’ozono in particolare, ha terminato la sua missione da qualche anno. Una volta “spento”, è stato spostato dalla sua orbita operativa (circa 570 km dalla Terra) a una “di smaltimento” (circa 350) e da lì, orbita dopo orbita, si sta avvicinando sempre più all’impatto col nostro pianeta.
Dove potrebbe cadere?
La Nasa ha comunicato che il satellite artificiale precipiterà sabato, in una zona compresa tra le latitudini 57° nord e 57° sud (in pratica, tutte le zone abitate del pianeta tranne il Nord Europa, parte della Russia e del Canada) però il momento e il luogo preciso della caduta non potranno essere stabiliti con più di 2 ore di anticipo (vedi anche il blog "Una finestra sull'Universo). L’ente spaziale americano ha rassicurato comunque che, eventi del genere, sono «poco frequenti, ma non così inusuali». E a tutt’oggi risulta che non abbiano mai provocato danni a persone.