I raggi cosmici nel cervello degli astronauti

Nei prossimi viaggi sulla Luna o su Marte, gli astronauti saranno esposti alle radiazioni cosmiche per diverso tempo, forse anche anni. Cosa potrebbe succedere nel loro organismo?

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I raggi cosmici nel cervello degli astronauti
Nei prossimi viaggi sulla Luna o su Marte, gli astronauti saranno esposti alle radiazioni cosmiche per diverso tempo, forse anche anni. Cosa potrebbe succedere nel loro organismo?
Gli astronauti su Marte avranno difficili compiti scientifici
da svolgere, ma potrebbero non essere capaci di compierli
a causa delle radiazioni. © Nasa
Prossimamente gli avventurosi astronauti diretti sulla Luna o su Marte avranno tute speciali e nuove e più efficienti navicelle spaziali, ma ancora sono molte le questioni aperte sulle prossime missioni. La più importante riguarda la loro salute.

Danni al cervello
Per la “conquista” di Marte, infatti, potrebbero volerci anche tre anni e cosa succederà al loro organismo, che non sarà protetto dai campi magnetici terresti come avviene adesso per le missioni nella stazione spaziale internazionale, dopo una così lunga esposizione alle radiazioni cosmiche? È quello su cui stanno lavorando diversi scienziati, con 12 progetti differenti, finanaziati dalla Nasa. Uno di questi riguarda i possibili problemi cognitivi: Bernard Rabin dell’università del Maryland lavorando sui ratti ha infatti scoperto che le particelle radioattive pesanti (contenenti ferro) che si trovano nello spazio, potrebbero danneggiare il cervello degli astronauti riducendo le loro capacità di apprendimento e aumentando lo stato di ansia in situazioni di stress.

Rimedi naturali
Per evitare questo tipo di “degenerazione” cerebrale, di cui gli scienziati non hanno ancora chiare le cause, sono allo studio possibili antidoti, come alcuni derivati dalle fragole e dai mirtilli, efficaci per ora solo sui topi molto probabilmente per le loro proprietà antiossidanti.
Altri studi si soffermano invece sull’invecchiamento precoce e sui mutamenti genetici che le radiazioni potrebbero causare.

(Notizia aggiornata al 26 settembre 2006)

26 Settembre 2006