I pianeti più estremi scoperti finora

Dal Matusalemme antico quasi quanto l'Universo stesso, al gelido mondo in cui persino l'atmosfera congela: una carrellata di estremi planetari, uno dei quali molto vicino alla Terra.

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PSR B1620-26 b, il pianeta più antico mai individuato, in un'elaborazione artistica.|NASA and G. Bacon (STScI)

Anche se la maggior parte delle ricerche di esopianeti punta a scovare mondi simili alla Terra, spesso ci si imbatte in corpi celesti dalle caratteristiche decisamente estreme, che fanno vacillare anche le poche certezze che avevamo.

 

Molti di questi pianeti da record si trovano fuori dal Sistema Solare, ma se pensate di abitare in una famiglia planetaria comune e senza eccessi... dovrete ricredervi. Ci sono almeno 7 mondi extraterrestri finora osservati davvero bizzarri.

 

Il più caldo. Su Mercurio, il pianeta più rovente del Sistema Solare, le temperature diurne toccano i 430 °C. A noi terrestri sembra già un record, ma è poca cosa in confronto ai 4.300 °C di temperatura superficiale di Kelt-9b, un esopianeta gioviano gigante in orbita attorno a una stella due volte e mezzo più massiccia del Sole, che raggiunge i 10.000 °C di temperatura (il Sole si ferma a 5.500 °C). Kelt-9b è il gigante gassoso più caldo scoperto finora, persino più bollente di molte stelle.

 

Il gelido OGLE-2005-BLG-390Lb, il corrispettivo reale del Pianeta Hoth di Guerre Stellari. | ESO

Il più freddo. Per rinfrescarci spostiamoci su OGLE-2005-BLG-390Lb, un pianeta extrasolare la cui temperatura si aggira attorno ai -223 °C, 50 °C sopra lo zero assoluto. Con cinque volte e mezzo la massa della Terra è roccioso e con un'orbita che, nel Sistema Solare, lo porrebbe a metà strada tra Marte e Giove. Non così distante dalla stella madre, che però, in questo caso, è una fredda nana rossa.

 

Ne avrete forse sentito parlare come pianeta Hoth (con riferimento al mondo ghiacciato di Guerre Stellari). A differenza della sua controparte cinematografica però, l'esopianeta non riesce a sostenere un'atmosfera, perché tutti i gas presenti sono congelati.

Il più grande. Se un pianeta può essere rovente quanto una stella, qual è la differenza tra astri e pianeti? Le stelle sono talmente più massicce dei pianeti, che le forze gravitazionali al loro interno innescano reazioni di fusione nucleare. Fanno eccezione le nane brune, stelle mancate abbastanza massicce da innescare processi di fusione, ma non abbastanza per sostenerli. Con una massa pari a 28,5 volte quella di Giove, l'esopianeta DENIS-P J082303.1-491201 b è il più massiccio tra quelli catalogati dalla Nasa. Tanto che ci si chiede se debba essere considerato un pianeta gioviano gigante o una nana bruna.

 

Il più piccolo. A 210 anni luce dalla Terra, Kepler 37-b è appena più grande della nostra Luna. Rintracciarlo è stato come cercare un ago nel pagliaio: è grande un terzo della Terra. Sebbene sia roccioso non c'è possibilità che ospiti la vita: orbita più vicino alla sua stella di quanto faccia Mercurio con il Sole.

 

Il confronto tra Kepler-37b, al centro, Mercurio (a sinistra), e la Luna (a destra). | Image via Slate.com

Il più antico. Se cercate il più longevo testimone dell'evoluzione dell'Universo, il vostro mondo è PSR B1620-26 b: questo gigante gassoso con 2,5 volte la massa di Giove ha un'età stimata di 12,7 miliardi di anni. In pratica è lì... da sempre: avrebbe poco più di un miliardo di anni in meno dell'età stimata dell'Universo.

Il più giovane. All'estremo opposto troviamo V830 Tauri, un sistema planetario talmente giovane - ha solo 2 milioni di anni, un'inezia in termini astronomici - che è ancora in evoluzione. La sua stella, con la stessa massa del Sole ma due volte il suo raggio, non si è ancora contratta nella sua forma finale. E il pianeta, un gigante gassoso con tre quarti la massa di Giove, sta probabilmente ancora crescendo, complici gli impatti con gli asteroidi che finiscono sulla sua strada. 

 

L'inferno meteorologico. Per quanto lontano possiamo cercare, il pianeta con il meteo peggiore si trova - allo stato attuale delle osservazioni - proprio nel Sistema Solare. L'impenetrabile atmosfera di Venere, 100 volte più densa di quella terrestre e composta per il 95% da anidride carbonica, si sposta attorno al pianeta più rapidamente della velocità di rotazione del pianeta stesso: su Venere, si generano uragani con venti che soffiano a 360 km orari. Sopra ogni polo si scorgono cicloni dal doppio occhio, e l'effetto serra è così esagerato che le temperature superficiali raggiungono i 462 °C. Maggiori di quelle di Mercurio, che pure si trova più vicino al Sole.

 

Certo, non piove (ed è già qualcosa) e soprattutto non piovono zaffiri e rubini, come avviene su HAT-P-7b.

 

 

 

12 Giugno 2017 | Elisabetta Intini