Giove e i suoi spettacolari cicloni nelle foto di Juno

La sonda in orbita intorno al gigante gassoso ha appena rilasciato un nuovo malloppo di immagini e risultati scientifici: un pieno di sorprese su tempeste, campo magnetico e aurore del pianeta.

17-051pia21645_hirespia21646_hires1716pia21643_hirespia21642_hirespia21644_hirespia21647_hiresApprofondimenti
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Enormi cicloni, distese di nuvole, sorprese nel campo magnetico e ipnotiche aurore polari: la sonda Juno, in orbita attorno a Giove dal 4 luglio 2016, fa il primo importante bilancio della sua missione pubblicando immagini molto ravvicinate del pianeta e sorprendenti scoperte scientifiche. Ecco le principali.

Il polo sud di Giove visto da 52.000 km di quota. Le strutture ovali sono cicloni che raggiungono i 1000 km di diametro. Per ottenere questa foto sono state usate più immagini acquisite dalla JunoCam in 3 diverse orbite, così da mostrare tutte le aree illuminate, con colori potenziati e in proiezione stereografica.

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Una volta ogni 53 giorni, l'orbita di Juno conduce la sonda in prossimità di Giove, sopra alle sue nubi. In appena due ore, Juno viaggia sopra al polo nord del pianeta, raggiunge il suo punto di minima distanza dal suo obiettivo (perigiove) e quindi passa sopra al polo sud prima di allontanarsi di nuovo. Questa sequenza di 14 immagini mostra quanto velocemente cambi la vista della sonda durante il suo passaggio ravvicinato.

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Uno sguardo ravvicinato (da 8.900 km di quota) sulle nubi di Giove in una foto acquisita il 19 maggio 2017. Nell'immagine sono visibili dettagli fino a 6 km di dimensioni. Le piccole nubi più chiare che vedete si trovano a un'altitudine di circa 25 km e formano delle sottili strisce associate a fenomeni burrascosi. Su Giove le nubi sono composte quasi certamente da acqua e ghiaccio di ammoniaca.

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Un dettaglio della regione nord polare di Giove. Le immagini di Juno hanno rivelato la presenza, nell'emisfero settentrionale del pianeta, di enormi cicloni di anche 1400 km di ampiezza, oltre 10 volte le dimensioni dei più grandi cicloni terrestri.
Giove non è come lo pensavamo: le nuove ipotesi di Juno

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Le aurore polari - più precisamente le aurore australi - di Giove sono il risultato dell'interazione tra gli elettroni della magnetosfera del pianeta e l'idrogeno molecolare dell'alta atmosfera. L'animazione (che potete vedere a questo link) è composta da 8 frame acquisiti sopra al polo sud di Giove ad altezze comprese tra i 56.300 km e i 247.600 km. Il rosso indica emissioni che arrivano dalla parte più profonda dell'atmosfera, il verde e il bianco, emissioni che provengono da più in alto. Le aurore di Giove riprese da Juno e altre aurore extraterrestri

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Juno ha uno strumento chiamato radiometro a microonde che è in grado di esaminare l'atmosfera di Giove sbirciando sotto alle sue nubi superficiali. Quella che vedete sulla destra è la parte esterna dell'atmosfera del pianeta, dove l'arancione indica un'abbondanza di ammoniaca e il blu una bassa concentrazione della sostanza. Nell'atmosfera in corrispondenza dell'equatore è presente una colonna di ammoniaca, un picco che gli scienziati non si aspettavano. Pensavano di trovare una distribuzione più uniforme.

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La prima immagine dell'anello di Giove catturata dall'interno, guardando verso l'esterno. Le bande chiare al centro appartengono al principale tra gli anelli di Giove, più deboli di quelli di Saturno, ma ugualmente presenti. Quell'astro molto luminoso che vedete un po' spostato sulla sinistra è Betelgeuse, mentre in basso sulla destra è visibile la Cintura di Orione.

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Siamo sulla zona subtropicale di Giove, a una quota di 12.858 km: per quanto le nubi più chiare possano apparire piccole, misurano circa 50 km in altezza e in larghezza, e gettano ombra sulla zona sottostante. Questa è la prima volta che se ne possono vedere così tante, forse grazie alla luce tardo pomeridiana particolarmente adatta a questo tipo di osservazioni.

Enormi cicloni, distese di nuvole, sorprese nel campo magnetico e ipnotiche aurore polari: la sonda Juno, in orbita attorno a Giove dal 4 luglio 2016, fa il primo importante bilancio della sua missione pubblicando immagini molto ravvicinate del pianeta e sorprendenti scoperte scientifiche. Ecco le principali.

Il polo sud di Giove visto da 52.000 km di quota. Le strutture ovali sono cicloni che raggiungono i 1000 km di diametro. Per ottenere questa foto sono state usate più immagini acquisite dalla JunoCam in 3 diverse orbite, così da mostrare tutte le aree illuminate, con colori potenziati e in proiezione stereografica.