24
apr 2010

Buon compleanno Hubble!

Anche le cascate del Niagara impallidirebbero di fronte a queste spettacolari "rapide" cosmiche. Il "fiume" celeste - al centro della foto del telescopio Hubble - è in realtà un insieme di ammassi stellari contenente diversi milioni di astri in formazione. Ad alimentarlo secondo gli esperti, sarebbe la continua interazione tra i nuclei galattici posti sulla sua sommità. Più "solitaria" invece la galassia inferiore, dove la cascata sembra accumularsi, per un gioco prospettico, in una specie di laghetto. <br />
L’intero gruppo detto <em>Arp 194</em>, è uno dei sistemi stellari più irrequieti del cosmo e si trova a circa 600 milioni di anni luce da noi. <br />
<a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/gallery/Galassie_in_collisione.aspx"><strong>Altri imperdibili "scontri" galattici (guarda)</strong></a>. <br />
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<em>[E. I.]</em> <br />
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<em>Foto: © NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)</em> 
Non tutte le nebulose sono educate come quella che ci ha teso la mano qualche giorno fa (<a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/fotodelgiorno/18042009_1529_199_Piacere_pulsar.aspx"><strong>per rivederla clicca qui</strong></a>). Prendete la piccola nube di gas e polveri in alto a sinistra nella foto: per qualche motivo non deve aver gradito le attenzioni di Hubble e si è fatta immortalare con una specie di "dito medio" alzato! Almeno questo è quello che ha ricordato agli scienziati più maliziosi, mentre osservavano&nbsp;la nebulosa <em>Keyhole</em>. Il gestaccio celeste a 8 mila anni luce da noi, è forse una delle nebulose più pazze e divertenti del cosmo. <a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/gallery/Fantasie_nebulose.aspx"><strong>Scopri tutte le altre in questa fotogallery</strong></a><br><strong><a href="http://www.focus.it/Tecnologia/hi-tech/news/Dal_gesto_al_gestaccio290219_1250.aspx"><strong>Guarda anche il vocabolario di gesti e gestacci</strong></a></strong><br><a href="http://www.focus.it/Community/cs/blogs/vito_dixit/default.aspx"><strong>E non perderti il blog delle parolacce!</strong></a><br><em><br>[E. I.]<br><br>Foto: &#169; NASA and The Hubble Heritage Team (STScl)</em>Paura dei topi? Nello spazio ce ne sono addirittura due. Ma tranquilli si trovano a distanza di sicurezza: quasi 300 milioni di anni luce da qui. E con i nostrani roditori hanno ben poco a che fare. I&nbsp;"Topi" (<em>nella foto</em>) sono infatti due&nbsp;galassie in collisione, chiamate così per le lunghe "code" di gas e polveri&nbsp;che lasciano dietro di loro quando passano. <br>Queste scie sarebbero causate dall’interazione delle galassie e dalla loro forza gravitazionale in contrasto. Tanto che, secondo gli scienziati, in un futuro non vicinissimo,&nbsp;si&nbsp;scontreranno&nbsp;più volte, fondendosi alla&nbsp;fine in un unico oggetto celeste.<br><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/gallery/Galassie_in_collisione.aspx"><strong>I più spettacolari "incidenti" galattici (guarda)</strong></a><br><br><em>[E. I.]<br><br>Foto: &#169; ACS Science &amp; Engineering Team, Hubble Space Telescope, NASA</em>Le stelle dovrebbero restare "a secco" più spesso, se questo è il risultato. Sì perché a generare&nbsp;questa bella nebulosa planetaria, è stato proprio un astro&nbsp;rimasto a corto di "carburante". Terminata la fusione di idrogeno ed elio presenti nel suo nucleo, una stella dispersa a più di 10 mila anni luce da noi ha&nbsp;iniziato a diffondere attorno a sé strati di azoto (in rosso), idrogeno (verde) e ossigeno (blu). Creando questo "quadro" multicolore qui&nbsp;fotografato dal telescopio Hubble.&nbsp; <br>Anche il Sole al termine della sua evoluzione, potrebbe comportarsi allo stesso modo. Fortunatamente però - dicono gli esperti - la sua trasformazione non dovrebbe avvenire prima di&nbsp;5 miliardi di anni. <br><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/fotodelgiorno/29012009_1315_787_Indovinello_spaziale.aspx"><strong>La prima nebulosa planetaria mai osservata</strong></a><br><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/fotodelgiorno/Sauron_vi_guarda.aspx"><strong>La nebulosa che ci spia (guarda)</strong></a><br><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/slideshow/Un_mondo_di_nebulose.aspx"><strong>Un mondo di nebulose (slideshow)</strong></a><br><br><em>[E. I.]<br><br>Foto: &#169; NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)</em>Dopo un mese di black out - dovuto a un problema tecnico - Hubble si è risvegliato. <br>E forse ancora un po’ “intontito” dalla pausa fuori programma ha iniziato a dare i numeri. Come questo 10, perfettamente sincronizzato con la data di oggi. <br>Il&nbsp;numero&nbsp;- che brilla a più di 400 milioni di anni luce da noi - si è formato in seguito allo scontro di due galassie. Durante la collisione la più affusolata (sulla sinistra) è passata attraverso l'altra, che per lo shock ha cambiato forma. E ora somiglia a uno zero.<br>Vista la particolarità di questo scatto, il telescopio spaziale sembra tornato in forma. Non c’è che dire, si merita un bel dieci! <br><br><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/gallery/Galassie_in_collisione.aspx"><strong>I più catastrofici “incidenti” galattici (guarda)</strong></a> <br><br><em>[E. I.]<br><br>Foto: &#169; NASA, ESA, and M. Livio (STScI)</em>Sul faccione gassoso di Giove è apparsa un’altra “lentiggine”. Nell’atmosfera turbolenta del pianeta si è formata infatti una nuova macchia rossa, che possiamo ammirare in questa foto scattata da Hubble. <br />L'ultima arrivata, all’estrema sinistra dell’immagine, è andata ad aggiungersi alle due già conosciute: la Grande Macchia Rossa (a destra) e la Macchia Rossa Junior (in basso). <br />Tutte queste “chiazze” sono in realtà enormi tempeste - il diametro della Grande Macchia Rossa è lungo il doppio di quello del nostro pianeta - che incombono su Giove e affascinano gli astronomi per la loro particolare colorazione. Che è dovuta, forse, alla composizione chimica dei gas trascinati da queste tormente ed esposti alla luce ultravioletta. <br />Si tratta inoltre di tempeste molto probabilmente in movimento. Tanto che per alcuni ricercatori la nuova macchia si sarebbe formata proprio da tre tempeste in movimento che a un certo punto si sono "fuse" in una sola.<br /><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/fotodelgiorno/Visione_di_Giove.aspx"><strong>Guarda anche Giove come non l’hai mai visto</strong></a>.<br /><br /><em>[E. I.]<br /><br />Foto: &#169; NASA, ESA, M. Wong e I. de Pater (University of California, Berkeley)</em>A trenta milioni di anni luce da qui si trova una galassia molto curiosa per gli astronomi. Si chiama <em>Ngc 1512 </em>e la sua forma a spirale per quanto sia studiata dagli scienziati non ha ancora una vera spiegazione. La galassia che è grande circa 70 mila anni luce, quasi quanto la nostra Via Lattea, è eccezionale per l’anello di polveri da cui è circondata che potrebbe essere una vera “fucina” di nuove stelle. Secondo gli astronomi le aree in rosso sarebbero stelle più fredde e anziane mentre quelle in blu sono le più giovani e “vivaci”. I colori naturalmente non sono veri, ma sono dovuti agli strumenti a infrarossi e agli ultravioletti usati dal telescopio Hubble. <br /><a href="http://www.focus.it/Scienza/spazio/domanda/Che_cosa_e_lanno_luce.aspx"><strong>Leggi anche che cos’è l’anno luce</strong></a>.<br /><em>[F.C.]<br /><br />&#169; D. Maoz (Tel-Aviv Univ./Columbia Univ.) et al., ESA, NASA </em><br />Quel puntino rosa visibile al centro dell'immagine - catturata dal telescopio spaziale Hubble - una volta era una stella simile al nostro Sole. Ora invece è un <a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=1295"><strong>astro in fin di vita</strong></a>, che produce intorno a sé una nube di gas e polveri scintillanti: la nebulosa <em>NGC 2371</em>. <br />Grazie a speciali filtri Hubble è riuscito a evidenziare le aree in cui prevale l'idrogeno - in verde -  e quelle più ricche d'ossigeno (in blu).<br />I due zampilli rosa ai lati opposti della stella sono invece getti di azoto e zolfo che nelle ultime migliaia di anni hanno cambiato spesso direzione. Gli scienziati non hanno ancora capito il motivo di questo strano comportamento, ma ipotizzano che, attorno alla stella centrale, possa orbitarne un'altra, non visibile, capace di influenzare il movimento di questi gas.<br />Vedi tante altre <a href="http://www.focus.it/Risultato_ricerca.aspx?str=telescopio%20hubble"><strong>immagini catturate da Hubble</strong></a>. Scopri anche <a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=73101"><strong>come usano i colori gli astronomi</strong></a>.<br />&#169; NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA) <br /><br /><br />Nella nera notte spaziale qualcuno deve aver dimenticato i fari accesi: è Sirio, che è&nbsp;<strong><a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=61966"><strong>la stella più luminosa</strong></a></strong> visibile dal nostro pianeta. Qui resa ancora più brillante da una particolare tecnica fotografica utilizzata dal telescopio&nbsp;Hubble. Grazie a questo sistema,&nbsp;si può anche&nbsp;vedere – in basso a sinistra – Sirio B, la piccola stella compagna di Sirio. Questo puntino luminoso è quel che rimane di un astro molto simile al Sole. Ma che del Sole, secondo gli esperti potrebbe essere più "pesante": un solo centimetro cubo di questa stella, sul nostro pianeta peserebbe circa un quintale e mezzo.<br>E se vuoi&nbsp;prepararti alla scorpacciata di stelle cadenti in arrivo questa sera (notte di&nbsp;San Lorenzo)&nbsp;<strong><a href="http://www.focus.it/Fotogallery/Foto_del_giorno.aspx?idc=3321"><strong>clicca qui</strong></a></strong>.<br>&#169; NASA, H.E. Bond and E. Nelan (Space Telescope Science Institute, Baltimore, Md.) / M. Barstow e M. Burleigh (University of Leicester, U.K.) / J.B. Holberg (University of Arizona) <br>Anche Saturno ha le sue <A href="/Notizie/2005/gennaio/Macchie_e_tempeste_solari.aspx" ><b><u>aurore</u></b></A>. Il telescopio Hubble ha scattato una serie di foto rivelando la permanenza per diversi giorni (dal 24 al 28 gennaio 2004) di questo fenomeno all'altezza del polo sud del pianeta. La differenza che si riscontra rispetto alla Terra è che mentre sul nostro Pianeta un'aurora può durare da pochi minuti a qualche ora, su Saturno può durare addirittura giorni. Secondo gli studiosi, in questo caso il fenomeno è causato dalla pressione del vento solare (una sorta di corrente di particelle cariche provenienti dal Sole) e non dal campo magnetico del Sole.<br> Foto: © NasaL'occhio d'un gatto; una cipolla tagliata a metà; l'occhio di Sauron nell'adattamento cinematografico del "Signore degli Anelli". La fantasia non ha confini per descrivere la nebulosa planetaria NGC 6543, nota come Occhio di gatto.<BR>
L'ultima foto scattata da <a href="http:/www.focus.it/hubble" target="_new"><b><U>Hubble</b></u></a> evidenzia undici, o forse più, anelli di gas concentrici attorno alla nebulosa (vedi <a href=http://www.focus.it/fileflash/filmati/occhiogatto.mpg target="_new"><u><b>filmato</u></b></a> con le immagini da due telescopi terrestri e Hubble). La presenza di più gusci era ritenuta un'eccezione più che la regola. Tesi smentita dal lavoro di un astronomo italiano, Romano Corradi, che ha dimostrato proprio il contrario. <BR>
Quando una stella come il nostro Sole invecchia, inizia a espellere i propri strati più esterni. Mentre la stella genitrice si contrae in una nana bianca, il gas eiettato forma una nube di materiale attorno ad essa. È questa nube a essere chiamata nebulosa planetaria. Foto: © Nasa.Gli occhi di Hubble si sono posati sugli ultimi spasmi di vita di una stella morente chiamata la "nebula insetto" per la sua curiosa forma che assomiglia alle ali di una gigantesca farfalla. La banda scura che si trova tra le ali è molto curiosa e dovrebbe "nascondere" la stella stessa, una delle più calde mai trovate (si stima che le temperature superino i 250 mila gradi). <br>Perché i gas compressi espulsi non vengono emessi come semplici sfere? I motivi di questo strano effetto potrebbero essere tre: la rotazione della stella che accumula il gas in una cintura; la presenza di un'altra stella, anch'essa "invisibile", che attirerebbe i gas; e infine un'accelerazione notevole della rotazione provocata dall'espansione della stella stessa che avrebbe inghiottito un grosso pianeta (delle dimensioni di Giove, per esempio).Assomiglia a un bracciale incastonato di diamanti, ma è un anello di stelle che avvolge il nucleo giallo di ciò che una volta era una normale galassia a spirale. Si tratta della galassia AM 0644-741, distante da noi circa 300 milioni di anni luce, risultato di uno scontro titanico tra due galassie. <br>È una delle ultime immagini di Hubble, pubblicata come "regalo" per il 14 compleanno del telescopio spaziale, lanciato il 24 aprile 1990. Il giorno seguente lo Space Shuttle Discovery lo mise in orbita. Poche regolazioni e finalmente, il 20 maggio, la prima foto. In 14 anni Hubble ha catturato oltre 645 mila immagini (<a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/pop.asp?id=2200','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=520');"><u><b>guarda le migliori</b></u></a>), puntando i suoi occhi su circa 20 mila oggetti celesti. Il tutto compiendo almeno 82 mila giri intorno alla Terra e macinando 3,2 miliardi di km. Ogni giorno raccoglie una quantità di dati - circa 500 gigabytes - sufficienti a riempire 106 DVD. © Hubble/NasaLe campane suonano a morte per il telescopio orbitale, l'occhio puntato sull'universo, uno dei gioielli della ricerca scientifica e della moderna astronomia.<BR>
I tagli dei fondi per sostenere la corsa a Marte, annunciata dal presidente Bush più per motivi politici (inizia la campagna elettorale) che scientifici, hanno fatto le prime vittime: i lanci dello Shuttle verranno centellinati. Probabilmente verrà cancellata la missione del 2005 per la manutenzione di Hubble, indispensabile per la sua sopravvivenza. E il telescopio, spedito in orbita nel 1990 morirà, probabilmente nel 2007. A meno di ripensamenti. <br>Nel fotomontaggio, guarda caso proveniente da uno scatto di Hubble, una collezione di 80 galassie, tratte da una delle foto più grandi scattate dal telescopio. Foto: © Hubble.La galassia M64 ha affascinato gli astronomi per la zona oscura al suo interno, una banda di polveri che assorbono luce. Per questo motivo è chiamata galassia Occhio nero o Bella addormentata. <BR>
Recentemente si è osservato che nel disco sono presenti due sistemi di gas e polveri che ruotano in direzioni opposte. Come nella maggior parte delle galassie, tutte le stelle ruotano in un senso (orario nella foto). Ma il gas interstellare  nelle regioni più esterne ruota in senso contrario. Dallo scontro e comprensione di gas nascono nuove stelle, visibili nei noduli blu racchiusi nella caratteristica banda di polveri su un lato del nucleo. Si è ipotizzato che questo disco particolare e la banda di polveri siano la conseguenza di uno scontro tra due galassie. Il tutto "registrato" da <a href="http://www.focus.it/hubble" target="_new"><b><u>Hubble</u></b></a>. © Nasa/HHT<BR>
Se a catturare gli occhi di tutti quest'estate è stato il passaggio di Marte, gli astronomi non si sono lasciati sfuggire un altro evento di straordinario interesse relativo al sesto pianeta del sistema solare, Saturno. Lo straordinario sistema di anelli di questo pianeta è infatti visibile "in pianta" dalla Terra solo ogni 15 anni, dalla parte di uno dei due poli. Gli anelli infatti hanno un'inclinazione di 28° rispetto all'ecclittica e Saturno impiega 29,5 anni per compiere una rotazione completa attorno al Sole: lo stesso emisfero è quindi esposto alla Terra ogni circa 30 anni. Questi anelli sono particolarmente brillanti in quanto ricchi di frammenti di ghiaccio - oltre a roccia e polvere - che riflettono la luce del Sole. Nella foto, la foto a ultravioletti catturata dal telescopio Hubble tra marzo e aprile del 2003.<br><br>Foto: © Nasa/HubbleÈ definita da molti la galassia più fotogenica dell'Universo. Visibile quasi a occhio nudo, la galassia Messier 104 (M104), detta anche del Sombrero, dista dalla Terra 28 milioni di anni luce, ma si sta rapidamente allontanando. Nel Diciannovesimo secolo gli astronomi ritenevano che si trattasse di un cerchio di gas luminosi che circondavano una piccola stella. Nel 1912 l'astronomo V. M. Slipher scoprì invece che questo oggetto si muoveva a impressionante velocità, avvalorando l'ipotesi che si trattasse di una galassia e che l'Universo fosse in costante espansione in ogni direzione. Quest'immagine è uno dei più ampi mosaici offertici dal satellite Hubble: è stato creato unendo insieme sei foto della galassia.<br><b>© Nasa / Hubble</b>Su Nettuno è primavera: paradossale? Potrebbe sembrarlo, visto che si tratta di uno dei pianeti più lontani e freddi del Sistema solare, con i suoi quattro miliardi e mezzo di chilometri dal Sole e i -200 °C della sua superficie.<br>In realtà, in sei anni di osservazioni da parte del telescopio Hubble (nel link in basso, le differenti rilevazioni nel corso degli anni) si è notato un aumento della quantità e della luminosità delle bande di nuvole attorno a Nettuno, specie in prossimità dell'emisfero meridionale. Gli astronomi interpretano tutto ciò come un effetto di cambiamenti climatici stagionali: se anche l'atmosfera di Nettuno fosse caratterizzata da tali variazioni - pur ricevendo meno dell'1% di energia solare rispetto alla Terra - una stagione durerebbe una quarantina d'anni (mentre l'intera rotazione attorno al Sole ne dura 165).<br>Nasa/HubbleLa nebulosa Formica (chiamata anche Menzel 3 o Mz3) è uno di quegli ammassi di gas espulsi da una stella nelle sue ultime fasi della vita (una nebulosa planetaria, appunto). La sua particolarità è di presentare un'intrigante struttura simmetrica che poco si addice al risultato di un'esplosione drammatica, quale dovrebbe appunto accompagnare la fine di una stella. È possibile che la forma della nebulosa sia determinata dalla presenza di una stella orbitante nelle vicinanze. Alle prime osservazioni, questa nebulosa - che dista 3.000 anni luce dalla Terra - aveva ricordato agli astronomi la forma del corpo di una formica.<br>Qui sotto, la possibilità di scaricare l'immagine in formato wallpaper (176 Kbyte). <br> © Nasa (<a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/fed/pop.asp?id=2200','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=680,height=430');"><u><b>Hubble Space Telescope</b></u></a>)<BR>
Ecco come pare una stella morente: la nebulosa planetaria IC 4406 presenta una forma rettangolare e una forte simmetria, tipica delle nebulose planetarie. La distanza dalla Terra? Almeno 5000 anni luce. I colori che appaiono nell'immagine sono i riflessi dei diversi gas presenti nella nebulosa: gli atomi di ossigeno riflettono la luce blu, quelli di idrogeno la luce verde. Le sfumature rosse sono dovute invece alla presenza dell'azoto.<br>© Nasa (Hubble Heritage Team) {CONTENT}

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