10 fatti poco noti sulla corsa allo Spazio

Avvicinamenti inaspettati, collaborazioni a denti stretti e accordi al limite della fantascienza: 10 retroscena curiosi che hanno segnato il rapporto tra USA e URSS nella prima era spaziale.

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Una delle manifestazioni più note della rivalità tra Stati Uniti e URSS nel corso della Guerra Fredda fu una gara senza esclusione di colpi nell'esplorazione dello Spazio. Nella prima era spaziale, i successi della superpotenza nemica servirono da sprone per migliorare le proprie tecnologie militari e ingegneristiche, e spingersi sempre un gradino più in là. La corsa allo Spazio ha prodotto la messa in orbita dei primi satelliti, l'uscita dall'atmosfera terrestre, l'allunaggio; oggi una distensione nei rapporti tra USA e Russia permette agli astronauti della ISS di cooperare e supportarsi a vicenda. Ma quell'epoca, conclusa nel 1975 con il Programma test Apollo-Soyuz (l'aggancio tra una navicella Apollo e una capsula Soyuz in orbita terrestre), conserva anche alcune storie curiose e meno note, che vi vogliamo raccontare.

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Sia gli USA sia l'URSS attinsero da tecnologie naziste. Il 3 ottobre 1942 Walter Dornberger, ingegnere e militare nazista in prima linea nella realizzazione di razzi per uso bellico (nella foto a sinistra, col cappello), esultava per aver inviato con successo e per la prima volta un missile V2 A-4 nello Spazio: prima di schiantarsi a quasi 200 km di distanza dal sito di lancio, il razzo aveva raggiunto gli 80 km di quota. Alla fine della Guerra, USA e URSS provarono a spartirsi quel che rimaneva delle menti che avevano lavorato per la Germania di Hitler. Gli Stati Uniti intrapresero persino l'Operazione Paperclip, un progetto di reclutamento con lo scopo di sottrarre ai rivali sovietici le conoscenze scientifiche acquisite dai tedeschi.

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Ci furono dispute sul "possesso" dello Spazio. A chi appartiene lo Spazio? Come stabilire confini da rispettare e non invadere? Nei primi anni '50, mentre si studiava per mandare in orbita i primi satelliti americani, l'allora Presidente degli Stati Uniti Einsenhower si pose il problema di dover inviare satelliti USA in orbita anche sopra al territorio sovietico, un fatto che si sarebbe potuto interpretare come una violazione della sovranità rivale. Iniziò quindi a lottare per il concetto di "Freedom of Space", che prevedeva che tutto ciò che si trovasse sopra ai 100 km di quota fosse definibile Spazio, non appartenente a nessuno. L'URSS rimase a lungo in disaccordo (per non permettere al nemico di avere satelliti sopra al proprio territorio) ma dovette cedere dopo l'ottobre 1957, quando mise in orbita con successo lo Sputnik 1, primo satellite artificiale.

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Esiste un accordo per non bombardare la Luna. Sembra uno scenario fantascientifico, eppure l'articolo 4 del Trattato sullo spazio extra-atmosferico, firmato il 27 gennaio 1967, consente l'utilizzo del suolo lunare e degli altri corpi celesti esclusivamente per scopi pacifici, e impedisce di stabilirvi fortificazioni, basi militari, di bombardarlo nell'ambito di test di qualunque tipo e di rivendicarne la sovranità. In compenso la Luna è colpita da un numero tale di meteoriti e asteroidi, che cambia completamente faccia ogni 81.000 anni.

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I cosmonautici sovietici avevano pistole laser. Furono sviluppate negli anni '80 con lo scopo di mettere fuori uso, con flash di luce, i sensori ottici di satelliti o sonde nemiche. Anche se non furono mai usate, si diceva potessero accecare chiunque nel raggio di 20 metri, anche attraverso i caschi. Altre armi meno fantascientifiche incluse nel programma Soyuz prevedevano pistole e machete per difendersi dalla fauna siberiana, nel caso in cui la navicella finisse in un'area remota e poco raggiungibile. Infine un'arma che talvolta si vede sulla ISS è... il coltellino svizzero.

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USA e URSS avevano un piano per andare insieme sulla Luna. Nel 1963, nell'ambito di un tentativo di cooperazione, alcuni scienziati della NASA furono invitati presso l'Accademia sovietica delle Scienze per un confronto sui rispettivi programmi spaziali. Emerse il fatto che l'URSS aveva apparentemente rinunciato a inviare l'uomo sulla Luna. L'allora Presidente Kennedy non sembrò crederci, ma quello stesso anno si espresse pubblicamente a favore di una "nuova cooperazione per una missione congiunta sulla Luna". Si dice che il leader sovietico Nikita Khrushchev (nella foto accanto agli astronauti Yuri Gagarin, Pavel Popovich e Valentina Tereshkova) stesse considerando di accettare l'offerta, ma il 22 novembre 1963 Kennedy fu assassinato, e le trattative naufragarono.

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Una sonda sovietica si schiantò sulla Luna durante l'allunaggio. La sonda Luna 15 fu inviata sul nostro satellite per prelevare campioni di suolo in una missione affrettata per precedere l'allunaggio americano. Si immise in orbita lunare il 17 luglio 1969, tre giorni prima dello sbarco sulla Luna, e si schiantò su una montagna lunare il 21 luglio, il giorno dei primi passi di Armstrong e Aldrin. La missione rappresentò anche una delle prime forme di cooperazione tra USA e URSS: preoccupati che la sonda potesse interferire con le trasmissioni radio dell'Apollo 11, gli americani contattarono l'Accademia Sovietica delle Scienze: con un telegramma, caso rarissimo, i russi risposero che non ci sarebbero state interferenze. Nella foto, il modulo lunare della missione Apollo 11 si avvicina al modulo di comando pilotato da Collins.

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Neil Armstrong portò Gagarin sulla Luna. O meglio, vi portò una sua medaglia: la sacca contenente ricordi degli astronauti sovietici Vladimir Komarov e Yuri Gagarin, morti rispettivamente nel 1967 e nel 1968, fu lasciata da Armstrong e Aldrin sulla superficie lunare. Prima di partire per la missione il cosmonauta americano aveva incontrato personalmente la moglie di Gagarin, che aveva espresso il desiderio che il marito fosse simbolicamente lasciato sulla Luna. L'impresa di Gagarin in pillole

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I sovietici erano pronti ad andare a salvare l'Apollo 13. Durante il rientro della sfortunata missione del 1970, seguito con ansia da tutto il mondo, agenzie di stampa russe fecero sapere che le navi sovietiche nel Pacifico e nell'Atlantico si stavano tenendo pronte a soccorrere gli astronauti in un eventuale ammaraggio, e che alle forze di terra era stato comandato altrettanto. Inoltre, tutte le frequenze radio che avrebbero potuto interferire con quelle dell'Apollo 13, durante il rientro, furono disabilitate.

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L'ultima missione Apollo fu una collaborazione con l'URSS. Il Programma test Apollo-Sojuz (ASTP), la prima collaborazione ufficiale tra USA e Unione Sovietica in ambito spaziale, vide, nel luglio 1975, una capsula Soyuz agganciarsi con una navicella Apollo in orbita terrestre. In quell'occasione i membri dell'equipaggio passarono da una navicella all'altra, nell'arco di quasi due giorni trascorsi a fare esperimenti congiunti. Gli equipaggi impararono persino le lingue degli ex rivali, in una missione distensiva che avrebbe aperto la strada all'epoca degli Shuttle e della MIR.

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USA e URSS considerarono una missione congiunta su Marte. L'idea di un programma congiunto di esplorazione robotica di Marte fu concepita all'indomani dell'allunaggio americano, supportata da Gorbaciov e alimentata con i primi passi nel 1988. Ma poi il presidente Reagan si tirò indietro perché vedeva nella missione un investimento di denaro eccessivo, e perché non considerava più l'URSS un partner forte nella corsa allo Spazio. Nel 1991, con la caduta dell'Unione Sovietica, finiva anche ufficialmente la rivalità tra le due superpotenze nella prima era spaziale.

Una delle manifestazioni più note della rivalità tra Stati Uniti e URSS nel corso della Guerra Fredda fu una gara senza esclusione di colpi nell'esplorazione dello Spazio. Nella prima era spaziale, i successi della superpotenza nemica servirono da sprone per migliorare le proprie tecnologie militari e ingegneristiche, e spingersi sempre un gradino più in là. La corsa allo Spazio ha prodotto la messa in orbita dei primi satelliti, l'uscita dall'atmosfera terrestre, l'allunaggio; oggi una distensione nei rapporti tra USA e Russia permette agli astronauti della ISS di cooperare e supportarsi a vicenda. Ma quell'epoca, conclusa nel 1975 con il Programma test Apollo-Soyuz (l'aggancio tra una navicella Apollo e una capsula Soyuz in orbita terrestre), conserva anche alcune storie curiose e meno note, che vi vogliamo raccontare.