8
ott 2002

Inghiottita da un buco nero

Una stella ingoiata in pochi anni da piccolo buco nero.

Inghiottita da un buco nero
Una stella ingoiata in pochi anni da piccolo buco nero.
La rappresentazione di un buco nero (a destra) che attira verso di sé il materiale gassoso di una stella (a sinistra).
La rappresentazione di un buco nero (a destra) che attira verso di sé il materiale gassoso di una stella (a sinistra).
Per la prima volta, un osservatorio terrestre è riuscito a “vedere” la velocissima morte di una stella attirata da un buco nero. È accaduto nell'osservatorio Chandra, che osserva i raggi X presenti dell'universo, una tecnologia per cui il fisico italo-americano Riccardo Giacconi è stato premiato quest'anno con il Nobel. I buchi neri non possono essere osservati direttamente, ma si possono vedere i getti di materia emessi (in direzioni opposte) quando una stella viene risucchiata all'interno di questi grandi aspirapolvere cosmici; una specie di grido di dolore della stella morente. Ebbene, Chandra ha osservato proprio la nascita e la progressiva scomparsa di questi pennacchi che provenivano da una stella catturata da un buco nero di dimensioni relativamente piccole.
Nata nel 1988, questa coppia buco nero-stella (chiamato microquasar per la somiglianza con le potentissime sorgenti radio quasi stellari distanti miliardi di anni luce da noi) ha iniziato a emettere getti di materia nello spazio. Nel giro di due anni, uno dei due getti ha cominciato a morire, ed è ora scomparso. L'altro getto è diventato più caldo, ed è seguito da una coda di materiale spaziale. Un'occasione unica per studiare l'energia di questi “pennacchi cosmici”.

(Notizia aggiornata al 11 ottobre 2002)

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