• Con gli "occhi" puntati sull'Universo
9
gen 2005

Con gli "occhi" puntati sull'Universo

Con gli "occhi" puntati sull'Universo
Viaggio alla scoperta degli osservatori spaziali.
La nebulosa di Keplero in un'immagine composta dalle oseervazioni dei telescopi spaziali Hubble, Chandra e Spitzer. In un'unica foto la nebulosa è ripresa alla luce visibile, ai raggi X e all'infrarosso
La nebulosa di Keplero in un'immagine composta dalle oseervazioni dei telescopi spaziali Hubble, Chandra e Spitzer. In un'unica foto la nebulosa è ripresa alla luce visibile, ai raggi X e all'infrarosso
Come vengono prodotte le foto dallo spazio infinito che con una certa regolarità la Nasa pubblica? Come vengono fotografati i buchi neri o le grandi esplosioni di gas che avvengono a milioni di anni luce di distanza?
Molto del merito delle incedibili immagini dell'Universo e delle innumerevole scoperte che hanno arricchito le nostre conoscenze arriva direttamente dallo spazio: da una serie di osservatori spaziali che scrutano il cosmo al di fuori della nostra atmosfera.
Il più conosciuto è Hubble, noto a tutti per le spettacolari foto di nebulose e stelle, ma non è l'unico occhio puntato sullo spazio più lontano.
Al suo fianco la Nasa ne ha sviluppato altri due, altrettanto importanti e "costosi": Chandra, un telescopio ai raggi X e recentemente Spitzer, un osservatorio all'infrarosso.
In questo Focus File cercheremo di spiegare i segreti di questi osservatori, come vengono utilizzati da soli o in coppia tra loro, la loro importanza e unicità e il loro futuro.

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