Il cyberporno in cifre
# il giro d'affari del porno online è di oltre 4 miliardi di euro.
# il 35% di tutti i download effettuati da Internet è porno.
#ogni secondo oltre 28.000 persone si collega a un sito hard.
#ogni giorno nel mondo circolano oltre 2,5 miliardi di e-mail hot.
#ogni secondo vengono spesi online 2800 euro per contenuti pornografici.
(fonte: Onlineschool.org).
A lui piacciono i film, a lei i libri
Dallo studio è emerso che, mentre gli uomini hanno una spiccata predilezione per il porno da guardare, le donne preferiscono quello da leggere. La spiegazione è nella diversa risposta agli stimoli sessuali di maschi e femmine.
Mentre i primi si eccitano anche con un singolo stimolo erotico, per esempio un seno nudo, le seconde hanno bisogno di più stimoli contemporaneamente o in rapida successione. «E poi negli uomini, a differenza delle donne, l’eccitazione fisica e quella psicologia vanno di pari passo: se c’è l’erezione, il maschio è eccitato», spiega lo scienziato.
Il cervello delle donne è progettato per essere più cauto: se una donna fa figli con il primo che incontra, potrebbe avere problemi nel crescere la prole. Per questo motivo è portata a scegliere con cura partner e raccogliere più informazioni.
Cosa piace alle donne
Il genere hard preferito dalle donne è il racconto romantico, una storia lunga anche qualche centinaio di pagine, dove qui e là c'è appare qualche scena spinta. Da qualche tempo si sta diffondendo in rete un genere di racconto erotico del tutto nuovo, i cui soggetti principali sono personaggi famosi come sportivi e cantanti, ma anche i protagonisti di film e libri. A sorpresa, tra i prediletti dalle signore in questo particolare genere, ancora prima dei vampiri di Twilight, si piazza.... Harry Potter.
Non ti basta mai...
Ma il porno dà dipendenza? Secondo i dati analizzati da Ogas e Gaddam solo il 2% degli utenti effettua un numero di ricerche hard considerevolmente più elevato della media.
Questi però, a differenza della maggioranza che ha preferenze di genere ben definite e costanti, guardano un po’ di tutto. Da questo studio non emergono dunque evidenze statistiche che possano confermare l’esistenza di una dipendenza da cyber-porno, e in effetti questo disturbo non è stato incluso nell’ultima revisione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la guida alla classificazione delle patologie mentali più usata da medici, psichiatri, psicologi.