Uno spettro nel cielo

Gli spettri appaiono per un attimo: vederli non è facile. Ma Jason Ahrns, in una notte di temporale, è riuscito a scattare queste foto rarissime di uno “spettro rosso”.

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Gli spettri appaiono all'improvviso, durano pochi attimi e poi spariscono. Ma Jason Ahrns, in una notte di temporale, è riuscito a scattare questa foto: ha ritratto, appunto, un fenomeno atmosferico chiamato “spettro rosso”. «Parte attorno ai 60-80 km d’altezza e dura qualche millisecondo. È una scarica elettrica che si verifica quando alcuni fulmini creano un campo elettrico sopra i temporali» spiega Ahrns «Osservarli e fotografarli è difficile: bisogna appunto vedere al di sopra di un temporale. E appaiono come un rapido flash».
Ahrns, studente alla University of Alaska-Fairbanks, partecipa a un progetto di “caccia” a questi fenomeni: quest’anno ha fatto 7 voli.
«Abbiamo girato video e ho usato una fotocamera che scattava costantemente. Obiettivo: studiare i fenomeni chimici e fisici in gioco, non ancora del tutto chiari, e l’impatto su atmosfera e clima».

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Chi li ha visti li descrive con emozione e stupore. Appaiono all'improvviso, come immensi spettri rossi e luminescenti, sopra le nubi grigio-nere dei temporali. Illuminano la ionosfera fino a cento chilometri di altezza. Poi, questione di frazioni di secondo, svaniscono, lasciando il posto a lampi bluastri (i getti blu, vedi foto seguenti) che zampillano velocissimi verso l’alto, formando fontane di luce alte trenta chilometri.
 


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Gli scienziati li hanno battezzati «spettri rossi» e «getti blu». Li catalogano come «scariche inusuali». E sanno che si tratta di fenomeni elettrici dell’alta atmosfera. Ma non riescono ancora a spiegare in modo esauriente il loro bizzarro modo di manifestarsi, e le strane emissioni di raggi gamma che li accompagnano.
 


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L’esistenza di questi lampi era stata prevista nel 1956 dal premio Nobel Charles Wilson.
 


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Paradossamente la cosa meno sorprendente di questi fenomeni e? la loro esistenza. Il circuito elettrico dell’atmosfera si comporta come un condensatore: due armature conduttrici tra le quali e? situato un isolante, l’aria. La prima armatura e? la superficie terrestre, l’altra e? la ionosfera. È ovvio che se durante un temporale si produce una scarica elettrica questa si puo? scaricare sia verso la Terra sia verso la ionosfera. La cosa strana e? come si manifestano.
 


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I getti blu sono emissioni luminose molto veloci che si originano dalla parte alta delle nuvole temporalesche. Il loro bagliore difficilmente riesce ad attraversare l'atmosfera, al contrario del bagliore rossastro degli spettri. Il getto blu più potente mai registrato misurava oltre 60 chilometri di lunghezza.

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Un altro getto blu quasi impercettibile.

Gli spettri appaiono all'improvviso, durano pochi attimi e poi spariscono. Ma Jason Ahrns, in una notte di temporale, è riuscito a scattare questa foto: ha ritratto, appunto, un fenomeno atmosferico chiamato “spettro rosso”. «Parte attorno ai 60-80 km d’altezza e dura qualche millisecondo. È una scarica elettrica che si verifica quando alcuni fulmini creano un campo elettrico sopra i temporali» spiega Ahrns «Osservarli e fotografarli è difficile: bisogna appunto vedere al di sopra di un temporale. E appaiono come un rapido flash».
Ahrns, studente alla University of Alaska-Fairbanks, partecipa a un progetto di “caccia” a questi fenomeni: quest’anno ha fatto 7 voli.
«Abbiamo girato video e ho usato una fotocamera che scattava costantemente. Obiettivo: studiare i fenomeni chimici e fisici in gioco, non ancora del tutto chiari, e l’impatto su atmosfera e clima».