Radiazioni altissime a Fukushima

La situazione nel reattore 2 della centrale è davvero preoccupante: fotografato un buco creato dalla fusione del nocciolo e registrate radiazioni altissime.

fu5
A Fukushima il livello di radiazione che fuoriescono dal reattore numero 2 sono elevatissime

I livelli di radiazione all'interno del reattore numero 2 della centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, danneggiata dallo tsunami del marzo 2011, sono a ritornati a valori preoccupanti nelle ultime settimane.

 

Si parla di 530 Sievert per ora, una quantità che gli esperti hanno definito “inimmaginabile” e sufficiente a uccidere un essere vivente in pochi minuti (anhe i robot "muoiono" in poche ore).

 

La situazione infatti, è tale che, attualmente, il valore delle radiazioni è superiore addirittura rispetto a quelle che vennero registrate subito dopo lo tsunami e ora i tecnici stanno cercando di capire il motivo. Il valore massimo precedente aveva toccato i 73 Sievert per ora, in questi giorni le radiazioni sono circa 7 volte superiori a quelle del 2011.

 

Per avere un’idea del valore in atto si pensi che la dose di radiazioni naturale è di circa 2,4 milliSievert all’anno (per saperne di più).

 

Le fotografie del reattore numero 2. La mancanza di nitidezza delle immagini o rumore di fondo è dovuto alle readiazioni. Si nota una voragine di 2 metri circa di diametro. | Tepco

Radiazione contenuta. Se la situazione lascia attoniti gli stessi tecnici della Tepco (Tokyo Electric Power Company), va detto che la notizia relativamente buona sta nel fatto che le radiazioni sono contenute all'interno del reattore, quindi non c'è alcuna rischio per la maggior parte della popolazione.

 

Per avere un'idea dei livelli di radiazione che vi sono all'interno del contenitore del nocciolo del reattore, i tecnici hanno utilizzato una fotocamera tenuta a debita distanza le cui immagini sono state analizzate per verificare il “rumore elettronico” provocato dall'intensità delle radiazioni (vedi fotografia sopra).  

 

La tecnica ha un margine di errore del 30%, il che significa che non è molto precisa. I livelli potrebbero essere del 30% minori (in totale 370 Sievert per ora) o del 30% superiori (pari a 690 Sievert per ora).

 

Quattro Sievert di esposizione alle radiazioni per un breve periodo di tempo potrebbe portare alla morte una persona nell’arco di un mese. Dieci Sievert possono uccidere una persona entro tre settimane.

Buco nero. La stessa telecamera utilizzata per rilevare le condizioni interne del reattore può resistere fino a 1000 Sievert, il che significa che non può durare per più di due ore in prossimità del reattore numero 2 prima che le radiazioni distruggano i circuiti elettronici.

 

Secondo alcune indiscrezioni non confermate è possibile che alcune barre di uranio si siano fuse e questo renderebbe estremamente difficili rimuoverle. Dal filmato registrato (vedi sotto) prima che la telecamera si rompesse si è scoperto un buco di due metri e tracce di materia nera solida, probabilmente combustibile ormai esausto, alla base della struttura. 

 

Recentemente sono stati inviati dei robot per cercare le barre di combustibile ma non si è riusciti perché i robot stessi sono stati distrutti dagli alti livelli di radiazioni. Al momento Tepco è riluttante a trarre conclusioni sulla situazione attuale, in quanto prima vuole avere dati più precisi.

 

 

Smantellamento sempre più difficile. Al di là del potenziale pericolo, la situazione complica notevolmente il piano di Tepco per smantellare il reattore nucleare. Si ipotizzava infatti, di poter avere una situazione tale da poter dare il via ai lavori entro il 2021, con un impegno che avrebbe potuto richiedere anche 50 anni di lavori. Ma la situazione che si è venuta a creare impedisce di avvicinarsi al reattore numero 2 tant'è che l'Istituto Nazionale Giapponese di Scienze Radiologiche ha fatto immediatamente sapere che anche una singola dose di appena un Sievert in più rispetto a quella di base, può portare a perdita di capelli, sterilità, e vari tipi di malattie.

 

06 Febbraio 2017 | Luigi Bignami