Fisica, nuovi record nelle misure dell'Lhc

Il Modello Standard, la teoria che descrive le particelle elementari e le forze fondamentali tra di esse, non è "legge scolpita nella pietra": è messo alla prova in ogni esperimento condotto all'Lhc.

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C'è soddisfazione tra i ricercatori che partecipano all'esperimento LHCb, al Cern di Ginevra, per i nuovi risultati ottenuti, annunciati al simposio scientifico Rencontres de Moriond, appena concluso (La Thuile, Val d'Aosta, 12-19 marzo 2016): due record di precisione, superiori alla media mondiale, nelle misure di alcuni parametri che permettono di migliorare il Modello Standard della fisica, indicato anche con la sigla MS, che alcuni fisici ritraducono in "meraviglia suprema".

Le prima misura riguarda una proprietà della cosiddetta matrice CKM, che nel Modello Standard descrive il miscelamento dei quark e il diverso comportamento di materia e antimateria nei decadimenti delle particelle. La seconda misura riguarda la differenza di massa di alcuni mesoni (particelle composte da un quark e un antiquark), che determina la frequenza di risonanza di particelle e antiparticelle.

 

L'esperimento LHCb è dedicato alla comprensione dei meccanismi che hanno portato alla scomparsa dell'antimateria prodotta nel Big Bang. Misurando con grande precisione le piccole differenze nei decadimenti di particelle e antiparticelle prodotte nelle collisioni tra protoni all'LHC, i ricercatori sperano di capire perché, dopo il Big Bang, l'antimateria è scomparsa, permettendo alla materia sopravvissuta di formare tutto ciò che vediamo intorno a noi: dalle stelle alle galassie, dalla Terra a tutte le forme di vita del pianeta.

 


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25 Marzo 2016 | Focus.it