La mappa degli oceani in 3D

L'intera massa d'acqua che ricopre la terra categorizzata per condizioni di salinità, temperatura e concentrazioni di ossigeno: uno sforzo titanico che aiuterà nella conservazione delle specie marine.

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La mappa delle ecological marine unit (EMU) al largo delle coste irlandesi.|Keith VanGraafeiland & Sean Breyer/Esri

Gli oceani da oggi hanno qualche segreto in meno. Una nuova mappa 3D dei mari terrestri divide le masse d'acqua del pianeta in 37 diverse categorie, in base alle condizioni di temperatura, salinità, livello di nutrienti e ossigeno.

 

Il progetto delle ecological marine units (EMUs), così si chiamano le unità in cui gli oceani sono stati suddivisi, è il tentativo più completo mai compiuto di descrivere gli oceani terrestri in tre dimensioni. Finora infatti, si avevano a disposizione dati soprattutto sulla superficie marina e sul fondale oceanico.

Dalla terra ai mari. La nuova mappa, sviluppata dagli scienziati dell'Esri, un'azienda californiana specializzata in sistemi informativi geografici, è in realtà il seguito di un analogo tentativo di mappare gli ecosistemi terrestri: i ricercatori dell'Esri, insieme a quelli dell'US Geological Survey, avevano infatti prima d'ora combinato le informazioni su geologia e vegetazione terrestre per generare circa 4000 diverse "unità ecologiche terrestri" (divise per caratteristiche di temperatura, umidità, tipo di roccia e copertura forestale).

 

Basi scientifiche. Quindi hanno tentato qualcosa di analogo per gli oceani: gli scienziati hanno integrato i 52 milioni di dati su caratteristiche fisiche e chimiche dell'acqua acquisiti dalla NOAA a intervalli di 27 km negli oceani di tutto il mondo, con le informazioni già in uso sui fondali oceanici, e hanno usato modelli statistici per completare il quadro. Per i dati si è mantenuta una media dei parametri degli ultimi 5 decenni.

 

Si sono così ottenute le diverse categorie, che vanno dalle acque fredde e povere di ossigeno che costituiscono un quarto degli oceani terrestri, agli estuari diluiti di diversi fiumi dell'emisfero settentrionale, alle fredde acque circumpolari.

 

Lo scopo. Conoscere la distribuzione delle diverse tipologie di habitat acquatici servirà a monitorare i mutamenti oceanici in relazione ai cambiamenti climatici, e a intensificare gli sforzi di conservazione delle varie specie ittiche.

 

08 Gennaio 2017 | Elisabetta Intini

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