Che cosa è l'intelligenza artificiale?

davinci_monaco
Il dottor da Vinci

Robotica e neuroscienze, etica e cibernetica, arte e ricerca vanno in scena a Verona da venerdì 30 gennaio a domenica 1° febbraio in occasione di Infinita...mente, "festival" della cultura scientifica raccontata in chiave multidisciplinare. (Raymond Zreick, 27 gennaio 2009)

Da Escher all'Uomo a due dimensioni: un percorso intrigante che parte dal visionario disegnatore di interconnessioni e geometrie impossibili e arriva al saggio di Andrea Lavazza dedicato al dibattito tutto contemporaneo sul dualismo mente-corpo. È un percorso lungo tre giorni fatto di mostre, dibattiti e incontri con autori e ricercatori di spessore internazionale, concerti, film. Focus.it seguirà l'intera manifestazione e parteciperà agli incontri "Robotica e medicina: dal braccio meccanico alle capsule intelligenti" (venerdì 30, ore 16:30), sul rapporto tra intelligenza artificiale e salute, e "I robot sempre più vicini agli umani" (venerdì 30, ore 18:30).

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SALUTE Senza saperlo, senza guerre da fine del mondo, senza traumi filosofici apparenti ci siamo ritrovati nell'era dell'intelligenza artificiale e dei robot. Li avete visti? Alcuni sono fatti un po' come noi, altri hanno l'aspetto di "pezzi di ricambio" e tornano buoni quando pezzi di noi funzionano male, come una mano, per esempio, o un ginocchio o un'intera gamba. Poi ci sono i robot "diversi", impossibili da riconoscere se non sai che cosa sono: pillole e navette microscopiche per esplorare dall'interno il corpo umano e portare un medicinale o un aiuto chirurgico esattamente dove serve. Altri ancora sono... frammenti, come altro chiamarli? Circuiti sparpagliati all'interno di macchine da fantascienza come il da Vinci, che è una vera e propria sala operatoria del futuro già oggi entrata nella nostra realtà.

PER SAPERNE DI PIÙ

# InfinitaMente: il programma completo
# Il sito del festival
# Il portale di Verona

COME CI SIAMO ARRIVATI? Quello che vediamo oggi della robotica è arrivato a piccoli passi, facendo crescere insieme idee nate nei laboratori e nei centri di ricerca di tutto il mondo e, soprattutto, mettendo insieme pensieri e competenze da discipline anche molto lontane tra loro. Fino agli anni '80 in una sala di neurochirurgia, per esempio, lavorava giusto il neurochirurgo: oggi non è raro trovarci anche un fisico e un matematico. Fino agli anni '80 per un'endoscopia serviva... un'endoscopio! Oggi per la stessa operazione, che può essere molto più di una semplice esplorazione, si parla di Ccd e Cmos (i sensori ottici delle nostre macchine fotografiche), di Led (simili a quelli che abbiamo nei fari delle auto o che ci dicono se il televisore è acceso o spento), di sistemi a elica per fare navigare micronavette nei vasi sanguigni, di onde radio e microonde per la trasmissione di informazioni video da dentro di noi al pc del laboratorio. Fino agli anni '80 il chirurgo lavorava "a cielo aperto", doveva valutare a colpo d'occhio la situazione e misurare la forza e la pressione della sua mano sul bisturi. Oggi il bisturi può essere un fascio di protoni (come il gamma knife) oppure l'appendice miniaturizzata di un braccio robotico e il chirugo guida l'intervento con sistemi di realtà aumentata (come il force feedback di un videogame, che restituisce al giocatore, attraverso il joystick, la sensazione tattile di ciò che accade). Ci siamo arrivati proprio così, scoprendo come incastrare una ricerca nell'altra, una tecnologia con un'altra.

PUOI PARTECIPARE ANCHE TU...

Hai delle domande che vorresti fare agli scienziati che intervengono agli incontri di InfinitaMente? Lasciale qui come commento (vai a fondo pagina) oppure scrivi alla redazione di Focus.it, e se non potrai esserci le raccoglieremo tutte assieme e le faremo per te.

I PROBLEMI, LE DOMANDE, LE PROMESSE Forse non siamo ancora del tutto pronti ad alcune di queste cose. Andare sotto i ferri del dottor da Vinci può essere un problema se quello che prevale è la visione di braccia ragnesche... Neppure i medici sono ancora del tutto pronti: le competenze e l'addestramento per usare la robotica non sono da tutti. E qui non si tratta del solito problema italiano: una nuova generazione di medici deve ancora formarsi. E poi c'è la questione dell'intelligenza artificiale... è intelligenza? È giusto farsi questa domanda? Come la vedono gli "addetti ai lavori"? A Verona avremo l'occasione di chiederlo proprio a loro.

31 Gennaio 2009