I politici e la loro voce sotto esame

Quanto sono bravi i nostri politici nell’arte oratoria? Sanno usare la voce in modo convincente? Quali messaggi trasmette il loro modo di parlare, al di là delle parole? Lo abbiamo chiesto a un esperto.

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I politici sanno usare la voce in modo convincente? Lo abbiamo chiesto - per realizzare un dossier sulla voce che trovi nel numero di Focus 249 (in edicola dal 20 giugno, guarda l'anteprima) - a Franco Fussi, responsabile del Centro Audiologico Foniatrico dell'USL di Ravenna e docente di logopedia all'Univeristà di Bologna, che ha analizzato in esclusiva per noi la voce di alcuni protagonisti della scena politica italiana.

I politici esaminati sono stati Angelino Alfano - Silvio Berlusconi - Pierluigi Bersani - Beppe Grillo - Enrico Letta - Roberto Maroni - Mario Monti - Matteo Renzi - Nichi Vendola

Per ognuno abbiamo analizzato 20 secondi di parlato tratto da spezzoni di comizi o discorsi forniti da Sky TG24. I risultati? I nostri politici non avranno la voce di Barack Obama, ma alcuni sono piuttosto abili a usarla secondo le regole dell’arte del convincimento. 

Pillole di fonetica

Formante del parlatore: zona di concentrazione dell’energia acustica di una voce, situata intorno ai 3000-4000 Hz e che si intensifica in possesso di una buona tecnica di proiezione vocale

Frequenza fondamentale: il numero di vibrazioni al secondo delle corde vocali, corrispondente alla nota emessa.

Prosodia: le variazioni di frequenza, intensità, timbro, pause e andamento temporale del discorso che danno senso alle parole pronunciate.

Tratti sovrasegmentali: sono le variazioni prosodiche e gli elementi non verbali della comunicazione (per esempio postura, espressioni facciali).

Inflessioni prosodiche: le modificazioni di frequenza, intensità e timbro all’interno di una frase.

Proiezione: abilità nel rinforzare l’udibilità a distanza.

Prossemica ravvicinata: l’eloquio tra due interlocutori disposti a breve distanza tra loro, come durante una normale conversazione.

Silvio Berlusconi per esempio. Poiché conosce le tecniche di comunicazione e ha una passione per il canto, usa la voce in modo consapevole: spinge su parole chiave, ha una frequenza fondamentale media alta (la frequenza è il numero di vibrazioni al secondo delle corde vocale: corrisponde alla nota emessa) che alza in modo strategico; ha la capacità di farsi sentire a distanza.

Anche Grillo, che viene dal mondo dello spettacolo, è abile. Il ruolo del provocatore sdegnato è lo stesso che rivestiva da comico. La sua forza satirica e accusatoria traspare dalla voce tesa, nasale, piena di risentimento. Grillo incita, esorta: fra tutti gli esaminato è quello che “viaggia” sulle note più alte (frequenza media) e ha la voce più “sporca”.

All’opposto Mario Monti, che col suo modo di parlare monotòno, trasmette sicurezza ma non è mai incisivo. Anche Vendola, Letta e Alfano hanno un eloquio pacato e rassicurante. In Pierluigi Bersani, invece, prevale l’indignazione denunciata dal suo modo di parlare “ondeggiante”. Matteo Renzi, il rottamatore, destabilizza anche vocalmente, perché esorta e rassicura contemporaneamente (un mix difficile da sostenere); ma ha dalla sua un ritmo veloce e repentino che comunica grinta ed energia.

Nella pagine seguenti - vedi link qui sotto - trovi l'analisi delle voci dei leader politici presentati in ordine alfabetico.




43 anni, di Agrigento, avvocato, segretario nazionale del Popolo delle Libertà, ministro dell’interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel governo Letta. Ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana e nel 1994 aderisce a Forza Italia. È stato il più giovane ministro della giustizia della repubblica: a 37 anni, nel maggio 2008 col governo Berlusconi.

Qui sopra la conferenza stampa (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, in basso, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Angelino Alfano e il commento dell’esperto.

L'analisi
La frequenza fondamentale media della voce di Alfano si assesta su 153 Hz durante il comizio, con un range tra 124 e 196 Hz, limitandosi ad un ambito di estensione vocale compreso entro 8 semitoni (si1-sol2). 

Il suo modo di comunicare fa leva sulla stabilità, nella voce e nella prosodia (la variazione di frequenza della voce, vedi legenda nella prima pagina) che è quasi sempre regolare, tranquilla, salvo animarsi su parole o passaggi importanti attraverso l’aumento di frequenza e l’uso di pause significative. 

Il timbro vocale viene percepito come morbido anche grazie a una voce leggermente nasale che enfatizza questa caratteristica. Nonostante il timbro morbido e la frequenza media non elevata (che trasmette pacatezza e suona rassicurante) ha una discreta capacità di farsi sentire a distanza (proiezione), dote importante nella comunicazione professionale e nello specifico per i politici chiamati a parlare davanti a un pubblico.

Ascolta la voce degli altri politici e scoprine i segreti cliccando sui link qui sotto.

Lo spettrogramma della voce di Alfano. Ingrandisci.


77 anni, milanese, imprenditore e politico. Ha fondato, nell'ordine: Fininvest, Mediaset e Forza Italia. È stato quattro volte presidente del Consiglio. Secondo Forbes è il settimo uomo più ricco d’Italia.

Qui sopra il comizio (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, in basso, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Silvio Berlusconi e il commento dell’esperto.

L'analisi
La frequenza fondamentale di Berlusconi è alta (ma inferiore a Grillo), e il range di estensione è di 14 semitoni (fa2-sol3). Berlusconi mostra strategie di innalzamento di frequenza fondamentale e “spinge” su parole-chiave. Di base però nel suo eloquio prevale il timbro caldo, gli attacchi energici. 

Adotta tecniche di utilizzo delle cavità di risonanza che permettono di migliorare la penetranza a distanza e conferiscono alla voce un suono rotondo. Inoltre veicola la voce con qualità impostata, tipica dei cantanti classici e degli attori.

Innalzamenti di tono e di volume risultano impostati in modo oratorio e il controllo vocale e la modalità ipercinetica conferiscono un suono che può essere avvertito come metallico e ipercontrollato. L’accento lombardo è normalmente percepito come segnale di “efficienza” ma anche di ostentazione.

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Lo spettrogramma della voce di Berlusconi. Ingrandisci.



Nato a Bettola (Piacenza) nel 1951, ha guidato la coalizione del centro sinistra alle ultime elezioni ed è stato segretario del partito democratico fino al 20 aprile scorso, quando si è dimesso in seguito al fallimento delle sue candidature alla Presidenza della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi. Di famiglia cattolica, ha militato fin da giovanissimo nelle file del partito comunista. È stato più volte ministro. 

Qui sopra il comizio (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e in basso, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Pierluigi Bersani e il commento dell’esperto.

L'analisi
Bersani sottolinea le parole significative in due modi: salite e discese di tono; rallentamenti e “accelerate” vocali. È il suo modo per comunicare indignazione, il tutto rafforzato da un timbro caldo e familiare. 

Contribuiscono all’effetto la frequenza media non elevata (180 Hz) anche nell’arringa, e una escursione di tono molto variata e piuttosto ampia. L’effetto è una parlata “ondeggiante” che non aiuta a comunicare sicurezza e propositività (nel campione esaminato l’escursione era di 18 semitoni, tra si1 e fa diesis 3).

Anche la poco nitida scansione dei fonemi, tra loro molto “legati”, gioca a sfavore dell’eloquio di Bersani. In compenso l’accento emiliano viene percepito come caldo e cordiale.

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Lo spettrogramma della voce di Bersani. Ingrandisci.


Nato a Genova nel 1948, ex comico e attore, è il capo politico del Movimento Cinque Stelle fondato insieme a Gianroberto Casaleggio nel 2009. Alle ultime elezioni il M5S è stato la seconda lista più votata dopo il PD sia alla Camera sia al Senato.

Qui sopra il comizio (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, sotto, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Beppe Grillo con il commento dell’esperto.

L'analisi
In Grillo si evidenzia il primato (rispetto agli altri politici analizzati) di livello medio di frequenza, intorno ai 280 Hz con escursione di 12 semitoni (sol diesis 2 – sol diesis 3). Nel suo spettro vocale sono tuttavia presenti diverse aree di rumore che danno al segnale vocale un carattere di voce sporca, sgranata, non pulita.

L’andamento prosodico è caratterizzato da costrizioni laringee in acuto con break vocali (interruzioni di suono) o scivolamenti in registro di falsetto, tipico del grido di sdegno o di chi è arrabbiato.

Per queste caratteristiche la voce di Beppe Grillo risulta tesa, attivante, nasalizzata... tutte caratteristiche tipiche dell’espressione vocale del risentimento e dell’ironia, e non di una voce piena propria della collera calda. Prevale la componente “esortativa” del messaggio.

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Lo spettrogramma della voce di Grillo. Ingrandisci.


Pisano, 47 anni, è dal 28 aprile presidente del consiglio. Prima di approdare al partito democratico è stato presidente dei giovani democristiani europei e poi deputato per la Margherita.

Qui sopra il discorso della richiesta della fiducia (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, sotto, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Enrico Letta con il commento dell’esperto.

L'analisi
L’attuale presidente del Consiglio mostra un atteggiamento vocale prosodicamente oscillante. Le frasi a intonazione discendente nascono da una sorta di moderata esortazione che viene subito stemperata dal calo di frequenza.

l tutto suggerisce fermezza ma anche mestizia, come a dirci “Facciamoci coraggio”. Psicologicamente può destare un po’ di preoccupazione o incertezza, nonostante la morbidezza dell’eloquio e un timbro rotondo.

La frequenza media (178 hz) di conversazione si avvicina quella del parlato colloquiale. La frequenza media modesta trasmette pacatezza e rassicurazione. L’intonazione discendente e i cali di frequenza sono peraltro le caratteristiche dell’oratore simmetrico, cioè dell’oratore che prevede e lascia spazio all’eventuale intervento dell’altro.

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Lo spettrogramma della voce di Letta. Ingrandisci


Varesino, classe 1955, è segretario federale della Lega Nord dal primo luglio 2012 e presidente della Regione Lombardia da qualche mese. Nei governi Berlusconi è stato più volte ministro. Ha cominciato la sua vita politica in movimenti di estrema sinistra fino all’incontro nel 1979 con Umberto Bossi con il quale ha fondato, nel 1989, la Lega Nord.

Qui sopra il comizio (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, sotto, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Roberto Maroni con il commento dell’esperto.

L'analisi
Roberto Maroni sa fare buon uso della propria voce. Che si assesta su una frequenza media di 210 Hz, quindi “viaggia” su note alte ed è modulata in modo che sia ben udibile anche di fronte a un uditorio piuttosto vasto.

Poi, la “zona” di concentrazione dell’energia acustica della voce, la cosiddetta formante dell’oratore, è intorno ai 2500-3500 Hz, un valore che conferma l’attitudine del politico a usare la voce in modo da risultare ben udibile anche a distanza.

L’articolazione delle frasi è a intonazione discendente, l’estensione è contenuta entro 8 semitoni (mi2-do3). Quando la comunicazione si fa accorata aumenta il volume e la voce si “sporca” con tratti di vibrato, tipica modalità dell’incitazione e della decisionalità.

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Lo spettrogramma della voce di Maroni. Ingrandisci.


È nato a Varese nel 1943. Economista, senatore a vita, è stato prima rettore poi presidente dell’Università Bocconi di Milano. È stato Commissario europeo dal 1994 al 2004 prima al Mercato interno e poi alla Concorrenza. Dal 16 novembre 2011 al 21 dicembre 2012 è stato presidente del consiglio su incarico di Napolitano. Alle ultime elezioni ha guidato la coalizione centrista Con Monti per l’Italia con Udc, FLi e Scelta Civica, il partito di cui è presidente.

Qui sopra il discorso (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, sotto, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Mario Monti con il commento dell’esperto.

L'analisi
Mario Monti ha un timbro caldo, che trasmette calore e affidabilità. A differenza di molti politici, mantiene una frequenza fondamentale entro i limiti del parlato colloquiale, 120 Hz, anche durante il comizio, con estensione su 10 semitoni (si1 – la2).

Che cosa significa? Che probabilmente non vuole convincere per esortazioni, sferzate, colpi di scena. La sua prosodia è infatti monotòno, morbida, priva di attacchi energici e frasi “in salita”.

 Il tutto risulta ipnotico e una certa “monotonia” iniziale, in un discorso, trasmette sicurezza. Dopo però l’eloquio, per risultare davvero convincente, dovrebbe farsi più incisivo attraverso l’elevazione della frequenza fondamentale e l’aumento dell’intensità. In Monti questo non succede, e in un certo senso viene a mancare lo sprone normalmente presente nell’arte del convincimento.

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Lo spettrogramma della voce di Monti. Ingrandisci


Fiorentino, 38 anni, è sindaco di Firenze dal 2009. È stato segretario provinciale sia per il Partito popolare italiano (1999) sia per La Margherita fiorentina (2003). Nel 2010 ha lanciato il movimento dei “rottamatori” contro la classe dirigente del Pd e nel 2012 ha sfidato (perdendo) Pier Luigi Bersani alle primarie del centro sinistra. Alle ultime elezioni ha appoggiato comunque il suo rivale, ma le tensioni legate all’elezione del presidente della Repubblica hanno riaperto la spaccatura. Renzi potrebbe essere il nuovo candidato alla guida del Pd.

Qui sopra il comizio elettorale (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, sotto, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Matteo Renzi con il commento dell’esperto.

L'analisi
La frequenza fondamentale media di una voce maschile che parla a tu per tu con un interlocutore si aggira fra gli 80 e i 160 Hz. Durante un discorso o un comizio è facile che si usi un tono più alto in base alla distanza da coprire, al rumore di fondo o al messaggio esortativo.

Insieme a Grillo e a Berlusconi, Matteo Renzi è fra i politici con la frequenza media più alta (237 Hz e un range di estensione del parlato di 12 semitoni). A un tono già di per sè alto si accompagna un modo di parlare dove si susseguono “attacchi” acuti rapidi e improvvisi.

Il ritmo di eloquio è contratto e frenetico per poi rallentare repentinamente su specifiche parole chiave.

Il modo di parlare di Renzi è un curioso mix fra lo stile esortativo (molto forte, per esempio, in Beppe Grillo) e quello pacato-rassicurante (tipico di Monti e Vendola). Anche se risulta un mix un po’ imprevedibile e destabilizzante, il ritmo veloce e le variazioni repentine hanno l’indubbio effetto di trasmettere grinta ed energia.

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Lo spettrogramma della voce di Renzi. Ingrandisci


Pugliese di Terlizzi (Bari), 55 anni, è presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà e presidente della Regione Puglia. Omosessuale dichiarato, è stato fra i promotori e i fondatori dell’associazione Arcigay. Ha militato nel partito comunista italiano fino al suo scioglimento. Fino al gennaio 2009 è stato dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, dopo di che ha fondato il partito Sinistra e Libertà entrato per la prima volta in Parlamento il febbraio scorso.

Qui sopra il comizio (cortesia SKY TG24) che abbiamo analizzato e, sotto, lo spettrogramma che mostra le frequenze della voce di Nichi Vendola con il commento dell’esperto.

L'analisi
Vendola difficilmente “alza” i toni. Insieme a Mario Monti, è il politico con la frequenza fondamentale (130 Hz) più moderata. Una modalità più compatibile con una conversazione fra due interlocutori vicini che con un discorso pubblico.

Il range di estensione di Vendola, sempre rispetto a Monti, è ancora più ristretto e spostato verso il basso, 9 semitoni (la1-fa diesis2). Il leader di Sinistra e Libertà usa un linguaggio ponderato, con pause frequenti che danno peso alle parole.

Caratteristica di Vendola la tendenza all’ipoarticolazione, un modo di parlare tipico del linguaggio informale poco accurato e scandito. Si avverte la presenza di una lieve alterazione di pronuncia dei fonemi /s/ e /z/.

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Lo spettrogramma della voce di Letta. Ingrandisci

02 Luglio 2013 | Emanuela Cruciano
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