Gli chef hanno un cervello particolare?

Secondo un recente studio, gli chef hanno un cervelletto più sviluppato rispetto a chi svolge altri lavori. È simile, invece, a quello degli scacchisti. E non solo.

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Il cervello degli chef è più sviluppato. Lo spiega Focus Domande & Risposte in edicola, con un numero speciale tutto dedicato al cibo e all'alimentazione.|Ipa

Gli chef hanno un cervelletto più sviluppato rispetto a chi svolge altri lavori mentre lo hanno simile a quello degli scacchisti, dei musicisti e degli sportivi. Lo sostiene una ricerca dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm- Cnr) di Catanzaro.

 

Nello studio, 11 chef sono stati sottoposti a test neuropsicologici e a una risonanza magnetica: è emerso che il loro cervelletto (la parte del cervello che interviene nella coordinazione motoria e nella programmazione cognitiva dei movimenti) presenta un aumento di volume legato al numero di persone che compongono la brigata di cucina e alle abilità nello svolgere gesti complessi.

 

Allenamento. «In pratica, più persone lo chef deve coordinare, più sarà veloce a programmare nella mente le azioni che dovrà compiere nel tempo, più il cervelletto aumenta di volume», spiega il ricercatore Antonio Cerasa.

 

L’allenamento quindi produce modifiche a lungo termine sia a livello di comportamento sia a livello organico, rendendo il cervello degli chef “speciale”.

 


 

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30 Maggio 2017