Giappone: un vulcano ha fermato un terremoto

Il magma sotto al vulcano Aso ha bloccato l'evoluzione di una faglia formata in seguito a un forte terremoto, trovando però la via per successive eruzioni.

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La caldera del monte Aso, in Giappone, uno dei vulcani più attivi al mondo.|CHO KOK BIN/

Può un vulcano fermare un terremoto? Sembra di sì, stando a quanto riporta uno studio pubblicato su Science, secondo il quale gli effetti del terremoto di magnitudo 7.1 avvenuto in Giappone all'inizio del 2016, nella regione di Kyushu, sono stati ammortizzati dal magma sotto al vulcano Aso, che si trova a 30 km dall'epicentro del sisma.

 

Il vulcano è caratterizzato da una grande caldera, cioè una depressione nella parte sommitale dovuta al collasso del vulcano stesso, del diametro di circa 22 chilometri.

 

Nei giorni successivi al terremoto, Aiming Lin (geologo della Kyoto University), ha percorso la faglia che dall'epicentro del sisma si allungava verso il vulcano. L'intento del ricercatore era di stabilire di quanto si era mossa la frattura, che, verosimilmente, era la causa del sisma.

 

Una delle faglie prodotte dal terremoto di magnitudo 7.1 all'inizio del 2016. | Aiming Lin et al.

Durante il rilevamento Lin ha constatato che una serie di fratture, che avevano prodotto scivolamenti fino a 2,45 metri in orizzontale e 90 cm in verticale, terminavano in prossimità del bordo nord-orientale della caldera, dove scomparivano.

 

Il magma e le faglie. Il ricercatore ha poi verificato cosa era successo in profondità: ha prodotto una serie di micro sismi le cui onde hanno permesso di capire che le fratture che si spingevano fino a 6 km di profondità, per scomparire poi in prossimità della camera magmatica del vulcano. «Abbiamo così scoperto che le faglie prodotte dal terremoto erano state bloccate dal magma del vulcano», afferma Lin: «se non ci fosse stata la camera magmatica, l'estensione delle fratture sarebbe stata molto maggiore.»

 

 

L'eruzione dell'Aso dell'8 ottobre 2016.

Ma se da un lato il magma ha contribuito a contenere gli effetti del sisma, dall'altro il magma si ritrova adesso nuovi percorsi da cui uscire. Come a confermare questa nuova possibilità, l'8 ottobre si è verificata una fuoriuscita di polveri, che si è elevata fino ad 11 km di altezza, in un'area che non era mai stata interessata da eruzioni.

 

Eruzioni e terremoti. Il lavoro di Lin è di notevole importanza e permetterà di indagare meglio lo scenario che mette in relazione forti terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non è infatti la prima volta che un terremoto innesca un’eruzione vulcanica, come nel caso dell’eruzione del Pinatubo (1991), un vulcano delle Filippine che produsse una delle eruzioni più violente in tempi storici: stando a diverse ricerche fu innescata dopo che il movimento di alcune faglie (prodotte da un forte sisma) permise all’acqua di mare di invadere la camera magmatica, innescando una violentissima esplosione.

21 Ottobre 2016 | Luigi Bignami

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