10 famosi casi di competizione scientifica

Lotte contro il tempo, discriminazioni di genere, rivalità dichiarate o sottobanco e smania di essere ricordati: il lato meno nobile, ma comunque umano, della scienza.

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La storica rivalità tra Nikola Tesla e Thomas Edison è solo uno dei celebri casi di sgambetti tra geni della scienza. In questo ambiente altamente competitivo, in cui le risorse sono poche e si avanza grazie alla risonanza delle proprie pubblicazioni, sono molti i casi di idee rubate e riconoscimenti mancati. Ne abbiamo raccolti alcuni tra i più famosi. Leggi anche: Nikola Tesla, storia di un genio truffato

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La doppia elica del DNA. La scoperta della struttura a doppia elica del DNA e del suo meccanismo di replicazione nasconde una vicenda amara di competizione tra scienziati e maschilismo da laboratorio. Le ricerche di Rosalind Franklin, chimica e fisica britannica, furono fondamentali per il raggiungimento di questo risultato. A lei si deve la messa a punto di una tecnica che utilizzava i raggi X per realizzare fotografie ad altissima definizione delle molecole viventi e non, un metodo che si rivelò di vitale importanza per gli studi sulla struttura dei singoli filamenti genetici.

I dati dei suoi lavori finirono però nelle mani di James Watson e Francis Crick, scienziati di un laboratorio rivale che - sfruttando il lavoro non riconosciuto della donna - si aggiudicarono, insieme a Wilkins, ex collega della Franklin, il Nobel per la Medicina. Era il 1962: quattro anni dopo la morte, per cancro alle ovaie, di Rosalind.

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La teoria dell'evoluzione. Il naturalista inglese Alfred Russel Wallace elaborò indipendentemente da Charles Darwin una teoria dell'evoluzione basata sulla selezione naturale che contribuì ad accelerare la pubblicazione, nel 1859, dell'Origine delle specie. L'opera di Darwin uscì a 20 anni dalla sua formulazione, anche grazie alla "spinta" di un breve articolo sulla selezione naturale che Wallace spedì a Darwin per avere un parere. Turbato dalla somiglianza di quella teoria con la propria, Darwin ne incoraggiò la pubblicazione, sponsorizzandola presso importanti scienziati dell'epoca, che ne diedero lettura a un convegno nel 1858, assieme ad alcuni estratti del lavoro di Darwin. L'Origine delle specie sarebbe stato pubblicato l'anno seguente, eclissando in parte il contributo di Wallace, con il quale però Darwin continuò ad avere buoni rapporti.

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L'invenzione del telescopio. Anche se il nome di questo strumento evoca subito quello di Galileo Galilei (nel dipinto qui sopra), il vero creatore e diffusore del telescopio fu il tedesco naturalizzato olandese Hans Lipperhey (1570-1619). Sebbene alcuni modelli più rudimentali di dispositivi con lenti circolassero già da molto tempo, Lipperhey fu il primo, nel 1608, a provare a depositare una domanda di brevetto per un telescopio. Non ci riuscì, ma il governo olandese gli commissionò la realizzazione di alcune copie del suo "vetro prospettico", che ingrandiva gli oggetti di appena tre volte. Galileo ebbe il merito di perfezionarlo e di utilizzarlo per scopi astronomici. Galileo Galilei, l'italiano che rivoluzionò la scienza

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La televisione. Anche se l'invenzione del televisore fu un lavoro di gruppo, la paternità della tecnologia che è alla base del suo funzionamento è stata storicamente contesa tra due ingegneri. ll russo Vladimir Koz'mič Zvorykin nel 1923 brevettò l'iconoscopio, un tubo elettronico da ripresa televisiva che poteva essere usato per proiettare immagini. Poco tempo dopo l'inventore statunitense Philo Taylor Farnsworth riuscì a mostrare immagini televisive usando una versione modificata dello stesso tubo, sviluppata con un lavoro indipendente. La contesa per il brevetto del televisore si trascinò in tribunale, ma fu vinta da Farnsworth: grazie alla testimonianza chiave di una sua insegnante fu dimostrato che aveva avuto l'idea dell'apparecchio già all'età di 14 anni.

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La scoperta del virus dell'HIV. Anche sulla priorità della scoperta del virus responsabile dell'AIDS ci fu un'accesa disputa scientifica. Nel 1983 Robert Gallo, direttore dell'Institute of Human Virology presso la University of Maryland School of Medicine di Baltimora, dimostrò che la malattia poteva essere attribuita a un retrovirus, oggi conosciuto come virus dell'HIV. Negli stessi anni il medico e virologo francese Luc Montagnier, dell'Istituto Pasteur di Parigi, insieme alla dottoressa Francoise Barre-Sinoussi, scoprì un retrovirus a cui diede il nome di LAV in un paziente a rischio AIDS. Montagnier e Barre-Sinoussi ottennero il Nobel per la scoperta del virus responsabile dell'HIV, nel 2008, ma nessun riconoscimento fu dato a Gallo, i cui lavori hanno dato un contributo fondamentale per il test che rivela la presenza dell'infezione.

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La bomba atomica. Anche attorno alla tecnologia per costruire la bomba atomica vi fu una corsa alle informazioni senza esclusione di colpi. Un ruolo fondamentale fu giocato dalle spie sovietiche in USA e Gran Bretagna, che per alcuni anni riuscirono ad agire indisturbate permettendo all'URSS di testare la propria bomba a fissione nel 1949, a soli 4 anni da Hiroshima e Nagasaki: per agire in tempi così rapidi dovevano aver avuto diverse "soffiate". Le operazioni di spionaggio furono favorite da alcune spie occidentali favorevoli per motivi ideologici alla causa russa, nonché mosse da preoccupazione: l'idea era che distribuire le informazioni su una tecnologia tanto distruttiva potesse contribuire a mantenere gli equilibri internazionali. Storia dell'era atomica

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I cromosomi sessuali. Se oggi sappiamo che il sesso di una persona dipende dalla presenza o dall'assenza del cromosoma Y lo dobbiamo a Nettie Maria Stevens, genetista e microbiologa statunitense. Studiando i vermi della farina, la scienziata scoprì che lo sperma dei maschi conteneva tutti e due i cromosomi che determinano il sesso, X e Y, mentre le cellule riproduttive delle femmine contenevano solo il cromosoma X. Tuttavia, il merito della scoperta delle basi genetiche della determinazione del sesso viene spesso attribuito a Thomas Hunt Morgan, un genetista molto noto al tempo, che lesse sicuramente gli studi di Stevens perché questa glieli spedì, chiedendogli un parere e ricevendone elogi e complimenti. Morgan approfondì le osservazioni di Stevens facendole proprie e attribuendosene i meriti. Nel frattempo Stevens morì precocemente per un cancro al seno.

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La lampadina. L'invenzione della prima lampada a incandescenza fu frutto della competizione continua e virtuosa tra Thomas Edison e Joseph Swan: i due brevettarono il dispositivo a filamento di carbonio nel 1878, in una continua corrispondenza per tenere l'altro al passo con i propri successi scientifici. Tecnicamente, Swan fu il primo a porre il proprio nome sulla scoperta; ma la sua lampadina era per molti versi poco efficiente (si scaldava troppo in fretta e diventava in breve tempo inutilizzabile). Edison ebbe il merito di perfezionarla e renderla utilizzabile nella vita di tutti i giorni.
Leggi anche la storia del papà italiano della lampadina

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Il telefono. Una delle invenzioni la cui paternità è più dibattuta: anche se il primo a brevettare un telefono funzionante fu lo statunitense Alexander Graham Bell, nel 1876, il suo primato viene anche attribuito ad Antonio Meucci, Innocenzo Manzetti, Johann Philipp Reis, Elisha Gray e Thomas Edison. La diatriba più accesa è senza dubbio quella con Meucci, al quale una sentenza del Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto, nel 2002, un ruolo importante nell'invenzione. Fu il fiorentino il primo ad avere l'idea del del "telettrofono" ("telefono elettrico"): partendo dal telegrafo, aveva escogitato un apparecchio che al posto dei messaggi (punti e linee di Morse) facesse passare la voce, dopo averla trasformata in segnale elettrico. Bell fu però il primo a brevettarlo. 6 invenzioni che hanno precorso i tempi

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Polvere di stelle. Cecilia Payne Gaposchkin, astrofisica anglo-statunitense, fu la prima ad arrivare, nel 1925, alla formulazione della composizione della massa stellare. Le stelle, scrisse nella sua tesi - definita dai colleghi "la più brillante tesi di laurea mai scritta in astronomia" - sono composte principalmente di idrogeno ed elio. Ma le sue corrette deduzioni si scontrarono con quelle dello statunitense Henry Norris Russell, che riteneva gli astri fatti dello stesso materiale della Terra (principalmente di ferro). Le idee di Payne-Gaposchkin vennero accettate solo alcuni anni più tardi. Nel frattempo la donna subì gli effetti della discriminazione femminile nelle scienze: una cattedra ad Harvard vinta solo 30 anni più tardi, e molte pubblicazioni ingiustamente non a primo nome.
Altre brillanti scienziate dimenticate

La storica rivalità tra Nikola Tesla e Thomas Edison è solo uno dei celebri casi di sgambetti tra geni della scienza. In questo ambiente altamente competitivo, in cui le risorse sono poche e si avanza grazie alla risonanza delle proprie pubblicazioni, sono molti i casi di idee rubate e riconoscimenti mancati. Ne abbiamo raccolti alcuni tra i più famosi. Leggi anche: Nikola Tesla, storia di un genio truffato