Il rapporto tra ebola e la frammentazione delle foreste

Il virus si diffonde più facilmente nelle aree in cui il disboscamento facilita il contatto tra l'uomo e gli animali vettori: lo studio del Politecnico di Milano.

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Una foresta africana e i pipistrelli della frutta che la abitano.|Nick Garbutt/Nature Picture Library/contrasto

C'è una relazione tra i più recenti focolai di Ebola e la deforestazione: è quanto emerge da uno studio internazionale coordinato dal Politecnico di Milano e pubblicato su Scientific Reports. Secondo lo studio ci sarebbe un legame tra le ondate di epidemia divampate tra il 2004 e il 2014 e la frammentazione delle foreste in Africa centrale e occidentale.

Vicini. Il passaggio del virus dagli animali (in particolare i pipistrelli della frutta Myonycteris torquata e Epomops franqueti) all'uomo sarebbe avvenuto in prossimità dei margini delle foreste ridisegnati dalla frammentazione dell'habitat. In questi luoghi i contatti tra popolazione e vettori dell'infezione è più facile, da un lato perché l'uomo entra direttamente nel loro areale, dall'altro perché gli animali stessi hanno più facile accesso a fonti di cibo.

 

Le prove. Gli scienziati hanno confrontato i dati in alta risoluzione della copertura forestale degli ultimi 10 anni (che sono serviti a delineare le aree più colpite da frammentazione) con quelli sull'insorgenza di ebolavirus. Negli 11 casi in cui l'epidemia nell'uomo è stata causata da presunta vicinanza con animali, a pari densità di popolazione l'insorgenza di ebolavirus si verificava nelle aree con foreste più frammentate.

 

 

15 Febbraio 2017 | Elisabetta Intini

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