Dmitrij Mendeleev, l'uomo che mise in ordine la chimica

Vita e scoperte del chimico a cui dobbiamo la sistematizzazione di tutti gli elementi conosciuti (e di quelli ancora da scoprire). Oggi compirebbe 182 anni.

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Un ritratto di Dmitrij Mendeleev.|Wikimedia Commons

Dmitrij Ivanovič Mendeleev (1834-1907) è stato un brillante chimico russo, al quale dobbiamo la scoperta della periodicità delle proprietà degli elementi chimici, e l'invenzione della tavola periodica di classificazione che porta il suo nome.

 

Nato a Tobol'sk, in Siberia, esattamente 182 anni fa, ultimo di 14 (0 13, a seconda della fonte) figli, dopo studi pedagogici e i primi passi nella ricerca in chimica organica, nel 1857 iniziò a insegnare chimica generale all'Università di San Pietroburgo.

 

Mendeleev nel 1897. | Wikimedia Commons

Periodo tedesco. Grazie a un finanziamento del governo, tra il 1859 e il 1861 si recò a studiare ad Heidelberg, in Germania, dove anziché lavorare a più stretto contatto con i più eminenti chimici dell'epoca, come Robert Bunsen, Emil Erlenmeyer e August Kekulé, allestì un laboratorio nel suo appartamento privato.

 

La svolta. Tornato a San Pietroburgo per continuare con l'insegnamento, nel 1868 iniziò a lavorare al suo trattato, Principi di Chimica, che sarebbe ben presto divenuto un punto di riferimento del settore, tradotto in tutte le lingue. Questo progetto prevedeva la riorganizzazione di tutti i 63 elementi chimici noti alla sua epoca.

L'intuizione. Mendeleev aveva preparato una scheda con le caratteristiche di ciascuno: ordinandole in base ai loro pesi atomici - stabiliti dal chimico italiano Stanislao Cannizzaro - Mendeleev si accorse che le loro proprietà si ripetevano periodicamente, secondo pattern ricorrenti. Queste caratteristiche variavano gradualmente con il crescendo del numero atomico. Aveva scoperto la legge della periodicità, il preciso criterio di classificazione che avrebbe aperto la strada alla tavola periodica degli elementi.

 

Trova l'intruso. | Focus.it

Ancora da scoprire. Ciascuno degli elementi disposti nel sistema periodico guadagnava una precisa collocazione, data dall'intersezione tra periodi (in orizzontale) e gruppi (in verticale).

 

A differenza dei colleghi che prima di lui si erano cimentati in tentativi di classificazione, Mendeleev capì che le caselle rimaste vuote non erano errori, ma erano coerenti con il resto del sistema e rappresentavano elementi che non erano ancora stati scoperti. La sua tavola periodica ebbe quindi il merito di fare previsioni sulle caratteristiche degli elementi ancora da scoprire.

Pilastro imprescindibile. Nel tempo la tavola di Mendeleev è stata più volte modificata - per esempio sostituendo al peso atomico degli elementi il loro numero atomico - ma ancora oggi rimane un punto di riferimento fondamentale per la storia della chimica.

 

Nonostante l'importanza della sua scoperta, Mendeleev non fu mai ammesso all'Accademia russa delle Scienze (forse per uno scandalo generato dal suo secondo matrimonio, avvenuto subito dopo il primo divorzio).

 

Sogno provvidenziale? Si dice che l'intuizione della tavola periodica gli si fosse presentata in sogno, ma questo episodio più volte citato sarebbe frutto di una testimonianza di seconda mano non del tutto attendibile. Mendeleev aveva già iniziato a lavorare alla sua tabella da tempo quando la sognò; il sogno ebbe forse il merito di fornirgli una rappresentazione più efficiente della tavola.

 

08 Febbraio 2016 | Elisabetta Intini