Come si studia il meteo, tra previsioni e tendenze

Da quello atteso per l'estate 2016 a quello che ha segnato le epoche passate, le cui testimonianze sono racchiuse nei ghiacci: viaggio nei modelli climatici insieme agli esperti.

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Una supercella, un temporale caratterizzato da una bassa pressione in rotazione.|Science Photo Library

Un tempo di meteo si parlava poco, ora lo monitoriamo ossessivamente dallo smartphone: ma come si fanno, davvero, le previsioni? E quali sono quelle per l'estate imminente? Ne abbiamo parlato al Palazzo della Salute di Padova in un "Processo ai cambiamenti climatici", durante la quarta tappa dei nostri incontri scientifici on the road con Panorama d'Italia.

 

Si può parlare di previsioni se ci riferiamo ai prossimi due o tre giorni; dopo quel limite, si parla di tendenze, cioè di calcoli statistici applicati a serie storiche di riferimento, ha spiegato Daniele Mocio, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare. Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, è uno strascico di eventi climatici estremi, caratteristici della stagione primaverile, in piena estate (giugno-luglio).

 

Estati estreme. Le temperature al suolo si innalzano, quelle atmosferiche non fanno altrettanto; le differenze di temperatura e le linee di convergenza - scontri di correnti e masse d'aria opposte - unitamente a zone di bassa pressione e instabilità atmosferica, danno origine a temporali, "bombe d'acqua" e trombe d'aria. Sulla terraferma, dove il suolo si scalda più velocemente è c'è maggiore energia da dissipare, sono più frequenti; e l'orografia della Pianura Padana orientale fa sì che l'area ne sia interessata.

Che cosa aspettarci. L'estate 2016 sarà caratterizzata da ondate di calore anomale per un numero limitato di giorni, come è accaduto nel 2012; grazie a questi 15-20 giorni molto caldi avremo temperature più alte di circa mezzo grado rispetto alla media, e precipitazioni sull'arco alpino.

 

i diari dei ghiacci. Ma le previsioni possono essere compiute anche molto a ritroso nel tempo, attraverso il carotaggio dei ghiacciai, come ci ha spiegato come Jacopo Gabrieli, glaciologo del CNR che studiando i ghiacci più antichi ricostruisce il clima del passato.

 

Le concentrazioni di piombo e idrocarburi aromatici nei ghiacciai tengono traccia precisa delle attività industriali, delle crisi economiche, delle guerre e dei test nucleari passati; attraverso le loro analisi, si comprende come i periodi più caldi come quello attuale arrivino a velocità sempre maggiore, per effetto dei cambiamenti climatici.

 

Tra centinaia o migliaia di anni, i ghiacciai riveleranno quanto ci siamo adoperati nell'arginare il nostro impatto sul clima, attraverso l'impegno politico (di cui ha parlato Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell'Ambiente) e il riciclo (tema di Giancarlo Morandi, Presidente del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo).

 

10 Giugno 2016 | Elisabetta Intini

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