5 scienziate coi fiocchi ma dimenticate dai posteri

Ribelli, anticonformiste, determinate e molto più in gamba di certi colleghi maschi, ma bistrattate perché donne in un'epoca in cui la scienza era appannaggio degli uomini. Una carrellata di eroine della ricerca a cui dobbiamo molto, ma a cui sono stati negati importanti riconoscimenti.
Guarda anche Dieci sfortunati inventori uccisi dalle loro invenzioni - Scienziati pazzi per amore

hertausaget_102730646gerty_wiki_picc00677e2fe64lise_meitner12Approfondimenti
hertausa

Hertha Ayrton: di Portsmouth (Gran Bretagna), studiò matematica all'Università di Cambridge, ma non le fu permesso di laurearsi in quanto donna (all'epoca l'ateneo rilasciava solo certificati di frequenza, ma non lauree, alle studentesse).

Grande amica di Marie Curie, ed esponente di spicco del movimento delle suffragette, sposò il fisico William Ayrton e lo assistette nei suoi esperimenti sull'elettricità. In particolare si specializzò sugli studi delle lampade ad arco, che furono largamente impiegate nell'illuminazione cittadina e in ambito aeronautico nel corso di entrambe le Guerre Mondiali.

Accusata dalle malelingue di cavalcare i meriti scientifici del marito, smentì i pettegolezzi con i fatti. Fu la prima donna ad entrare nel British Institute of Electrical Engineers e a tenere una conferenza alla Royal Society (ma non fu accettata tra i suoi membri in quanto sposata).

get_102730646

L'unica del quintetto ancora in vita, l'astrofisica britannica Susan Jocelyn Bell è la scopritrice della prima pulsar. Dopo il dottorato all'Università di Cambridge, lavorò insieme all'astronomo inglese Antony Hewish alla costruzione di un radiotelescopio per lo studio dei quasar da poco scoperti. Fu ascoltando il rumore di fondo nelle registrazioni dell'osservatorio che si accorse di un segnale che pulsava regolarmente, una sorgente che sarebbe in seguito stata identificata come stella di neutroni.

Il Nobel per la scoperta andò però, nel 1974, solo ad Hewish («gli studenti non vincono il Premio Nobel» avrebbe commentato con rammarico la scienziata). Qui la vediamo nel 1968 davanti al Mullard Observatory (Cambridge), nell'anno della scoperta.

I 10 luoghi migliori per le osservazioni astronomiche

gerty_wiki_picc

Chi riuscì a vincere il Nobel (questa volta, per la Medicina) fu invece la biochimica ceca naturalizzata USA Gerty Cori, per i suoi studi su come il glicogeno, un derivato del glucosio, viene scisso in acido lattico e poi risintetizzato dal corpo e usato come riserva di energia.

Fu la prima donna ad aggiudicarsi il riconoscimento in ambito medico, che le fu dato insieme al marito, Carl Ferdinand Cori, con il quale collaborò per l'intera carriera. A differenza del coniuge, Gerty faticò sempre a trovare posizioni di ricerca, e quelle che ottenne furono spesso caratterizzate da un misero stipendio. Colpita da mielosclerosi, una malattia degenerativa del midollo spinale, lavorò in laboratorio fino all'ultimo. A lei sono intitolati due createri, uno lunare e uno su Venere.

00677e2fe64

Più amara la vicenda della chimica e fisica britannica Rosalind Franklin, le cui ricerche furono di vitale importanza per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA. A lei si deve la messa a punto di una tecnica che utilizzava i raggi X per realizzare fotografie ad altissima definizione delle molecole viventi e non, un metodo che si rivelò di vitale importanza per gli studi sulla struttura dei singoli filamenti genetici.

I dati dei suoi lavori finirono però nelle mani di James Watson e Francis Crick, scienziati di un laboratorio rivale che - sfruttando il lavoro non riconosciuto della donna - si aggiudicarono, insieme a Wilkins, ex collega della Franklin, il Nobel per la Medicina. Era il 1962: quattro anni dopo la morte, per cancro alle ovaie, di Rosalind.

lise_meitner12

Oltre che con il sessismo, Lise Meitner, fisica austriaca di origini ebraiche, dovette combattere anche con l'antisemitismo. Conoscente di Albert Einstein e Marie Curie, lavorò per tre anni, non pagata, come assistente del fisico Max Planck e instaurò una collaborazione - che sarebbe durata 30 anni - con il chimico otto Hahn, con cui cominciò una serie di proficui studi in fisica nucleare.

Costretta a trasferirsi in Svezia per le persecuzioni naziste, si mantenne in contatto con Hahn e insieme, nel 1939, scoprirono le basi teoriche della fissione nucleare. Il Nobel per la scoperta venne riconosciuto solo ad Hahn, che la nominò però 9 volte nel suo discorso di ringraziamento. Da convinta pacifista, si rifiutò più volte di prestare le sue conoscienze agli studi per la costruzione della bomba atomica.

Hertha Ayrton: di Portsmouth (Gran Bretagna), studiò matematica all'Università di Cambridge, ma non le fu permesso di laurearsi in quanto donna (all'epoca l'ateneo rilasciava solo certificati di frequenza, ma non lauree, alle studentesse).

Grande amica di Marie Curie, ed esponente di spicco del movimento delle suffragette, sposò il fisico William Ayrton e lo assistette nei suoi esperimenti sull'elettricità. In particolare si specializzò sugli studi delle lampade ad arco, che furono largamente impiegate nell'illuminazione cittadina e in ambito aeronautico nel corso di entrambe le Guerre Mondiali.

Accusata dalle malelingue di cavalcare i meriti scientifici del marito, smentì i pettegolezzi con i fatti. Fu la prima donna ad entrare nel British Institute of Electrical Engineers e a tenere una conferenza alla Royal Society (ma non fu accettata tra i suoi membri in quanto sposata).