Niente panico: arriva l’influenza
Il virus dell'influenza al microscopio
Anche quest’anno sta per arrivare nel nostro continente l’influenza. Secondo l’ OMS si presenterà in una forma nuova per la quale non abbiamo ancora sviluppato gli anticorpi. Anche se sarà più facile esserne contagiati non sarà più grave o pericolosa del solito. (Alessandro Bolla, 10 ottobre 2008)
Cattiva, cattivissima, anzi feroce: sull’influenza in arrivo nei prossimi mesi si è detto (e scritto) di tutto. Spesso anche a sproposito. Ma sarà davvero così aggressiva? E cos’ha di diverso da tutte le altre influenze circolate fino ad oggi? Abbiamo chiesto a Giuseppe Gerna, Direttore del Servizio di virologia della Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia, di aiutarci a fare un po’ di chiarezza su questo argomento. Cerchiamo intanto di capire cos’è l’influenza e come si diffonde. «L’influenza è un virus che attacca le vie respiratorie e che può dare sintomi come mal di testa e dolori articolari (le famose ossa rotte) a seguito di un’azione di tipo infiammatorio», spiega Gerna a Focus.it. Il virus si diffonde attraverso le vie aree e il contagio avviene per inalazione.
Tutta questione di ceppi Ma perché l’organismo umano è così esposto all’attacco del virus influenzale? E perché, a seconda degli anni, la malattia si presenta in forma più o meno aggressiva?
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| VACCINO PER I PIÙ PICCOLI? |
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I risultati di uno studio condotto sull’efficacia del vaccino di due passati inverni (03/4 e 04/5) ha dimostrato che nei bambini di età inferiore a 5 anni non riduce né i ricoveri né le visite mediche. Lo studio, condotto da Peter G. Szilagyi, dello Strong Memorial Hospital di Rochester, New York, ha analizzato 414 bambini ammalatisi di influenza in 3 città americane e li ha confrontati con altri 5 mila bambini di controllo che non si erano ammalati. L’analisi dei dati ha rivelato che la vaccinazione non aveva ridotto né i ricoveri né le visite. In parte anche perché il vaccino copriva effettivamente solo l'1% dei ceppi di influenza della prima stagione e il 36% dei ceppi della seconda.
Arch Pediatr Adolesc Med 2008;162:943-951. | | |
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| I virus influenzali sono di due tipi, o ceppi, diversi: i virus di tipo A, che mutano con una frequenza molto elevata e i virus di tipo B le cui mutazioni sono più contenute. Quando l’organismo umano entra in contatto con un virus, sviluppa una risposta immunitaria e difficilmente potrà essere contagiato nuovamente dalla stessa forma virale. Ma se il virus muta, come accade a quello influenzale, l’immunità viene a mancare: ecco perché tutti gli anni siamo alle prese con questa noiosa malattia. Solitamente, nel corso di una stagione influenzale, la maggior parte dei virus in circolazione è di tipo A ma lo scorso inverno si è verificato un fatto insolito: oltre il 90% dei virus influenzali era di tipo B e si trattava per giunta di due virus diversi. Uno dei due presentava una forma totalmente nuova per il nostro emisfero e si è manifestato solo alla fine della stagione, colpendo un numero ridotto di persone. Questo stesso virus sarà in circolazione anche nei prossimi mesi: dato che solo pochi hanno sviluppato gli anticorpi deputati a debellarlo, è ragionevole pensare che, nel corso della stagione, in molti saranno colpiti dall’influenza.
Panico? No, Grazie. «Questo non significa che la malattia sarà più grave o pericolosa rispetto agli anni passati» spiega Gerna, «ma solo che il contagio interesserà un numero più elevato di persone. I sintomi saranno sempre gli stessi: disturbi alle vie respiratorie, dolori articolari, febbre. Niente che, salvo complicazioni, possa impensierire più del necessario un adulto sano. Maggiori cautele vanno invece prese per proteggere le categorie a rischio come anziani e immunodepressi, per i quali è consigliabile ricorrere alla vaccinazione».
Più virus per tutti E quest’anno, a dare man forte al nuovo virus di tipo B, ci sarà anche un nuovo virus di tipo A. E stato isolato per la prima volta a Brisbane, in Australia, circa un anno fa e si presenterà in due varianti. Non è mai circolato prima e questo fa pensare a una sua possibile massiccia diffusione. Questi virus, le due varianti dell’australiano di tipo A e il B, che proviene dal Sud America, sono stati utilizzati per lo sviluppo del vaccino per la stagione 2008.
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| TI SEI LAVATO LE MANI? |
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Una buona igiene delle mani e una limitazione dei contatti con gli altri da parte di chi è malato può contribuire a proteggere dall'influenza. Recentemente l' ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) ha valutato i risultati di alcune misure di protezione personali (non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, ed ha raccomandato le seguenti azioni:
1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) Fortemente raccomandato
2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato
3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato
4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologie influenzali, quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) Raccomandato. | | |
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