Meldonium: che cos'è e perché è doping

5 cose da sapere sul meldonium, il farmaco che ha "fatto fuori" la tennista russa Maria Sharapova.

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|Daniel Munoz/reuters

Il meldonium è un farmaco per il cuore inserito dal 1 gennaio 2016 nella lista delle sostanze dopanti e pertanto proibito dalla World Anti-Doping Agency (WADA). È balzato agli onori della cronaca perché la tennista russa Maria Sharapova, trovata positiva ai test per la sostanza, ha ammesso di averne fatto uso per 10 anni, sotto prescrizione del suo medico di famiglia, per trattare una serie di condizioni di salute. Per questo motivo Sharapova è stata sospesa per due anni dalla Federazione Internazionale.

Per che cosa è indicato. L'atleta ha parlato di una carenza cronica di magnesio e di una storia familiare di diabete. In realtà, il meldonium è stato creato per il trattamento delle ischemie (temporanee interruzioni dell'afflusso di sangue ai tessuti) legate a gravi problemi cardiocircolatori come l'angina pectoris e l'arresto cardiaco. Poiché favorisce la circolazione del sangue, in soggetti sani come gli atleti migliora le capacità di resistenza allo sforzo fisico, perché porta più ossigeno ai tessuti muscolari. 

 

Recupero più veloce. In test animali, il farmaco si è dimostrato efficace nell'incrementare la mobilità muscolare, prolungare i tempi di resistenza allo sforzo prima che sia avvertita la fatica e proteggere contro alcuni effetti dello stress. Secondo una revisione delle sue proprietà pubblicata nel 2015, diminuisce anche i livelli di acido lattico e urea nel sangue degli atleti, accorciando i tempi di recupero dopo un'intensa attività fisica.

 

Da dove viene. Prodotto in Lettonia dall'azienda farmaceutica Grindeks, il meldonium - il cui nome commerciale è Mildronate - è popolare in Russia e in Lettonia, Ucraina e Polonia. Negli anni '80 veniva usato dalle truppe russe in Afghanistan per migliorare le prestazioni fisiche e non sentire la fatica. La Food and Drug Administration, così come le agenzie del farmaco europee, non ne approvano l'utilizzo.

 

Sotto osservazione. La WADA lo monitorava da un anno, a causa di alcune evidenze della sua diffusione tra gli atleti professionisti. La decisione di includerlo tra le sostanze vietate è arrivata a settembre 2015 (agli atleti è stata spedita la lista via email) ed è divenuta effettiva dal 1 gennaio di quest'anno. Il meldonium è ora classificato come sostanza S4, la categoria di ormoni e modulatori metabolici.

 

Troppo a lungo. Gli esperti escludono che possa servire contro il diabete (se non, al limite, in una fase avanzata della malattia, che può comportare problemi cardiocircolatori: ma non sembra questo il caso). Quando è usato per le patologie cardiache, il meldonium è comunque prescritto di solito per 4-6 settimane al massimo.

 

 

 

09 Giugno 2016 | Elisabetta Intini

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