• Le medicine per cambiar vita
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dic 2008

Le medicine per cambiar vita

Le medicine per cambiar vita

Pillole per stimolarsi o calmarsi. Per rendere di più sul lavoro oppure a letto. Per dimagrire, dormire, svegliarsi. Dov'è il confine tra normalità e patologia? Servono? Sicuramente alle case farmaceutiche: il mercato di queste sostanze vale 18 miliardi di euro.
Farmaci come caramelle. Le cosidette
lifestyle drugs non curano patologie
ma fanno stare meglio, "risolvono" 
problemi esistenziali e cambiano
lo stile di vita.
di Amelia Beltramini

Il 7 aprile 2006 William Umbach e Harry Schmidt, topgun, maggiori della US Air Force, ricorrevano contro la condanna della corte marziale americana. Il 17 aprile 2002, in Afghanistan, dopo 10 ore di pattugliamento, avevano fatto cadere contro gli alleati canadesi una bomba laser-guidata da 230 chili. Una strage: 4 morti e 8 feriti per il fuoco amico. Ma prima del processo, nell’audizione, l’avvocato di Umbach tirò fuori uno dei segretucci del Pentagono: quando avevano sganciato la bomba i due piloti erano imbottiti di una dextro-anfetamina, la dexedrina. No, non se l’erano somministrata autonomamente. La ricetta veniva dal comando per evitare che si addormentassero in cabina, stanchi com’erano per i ritmi di decolli e atterraggi troppo intensi. Non solo. Uno degli effetti collaterali di questi farmaci è la paranoia. E un soldato in paranoia vede nemici dappertutto. La rivelazione sollevò un vespaio: come era finito un jet da 30 milioni nelle mani di un drogato?

Casco, gavetta e amfetamine. Molti piloti Usa, nella
foto il rifornimento in volo di un bombardiere F 117,
prenderebbero psicostimolanti per rendere meglio in
battaglia. Con pericolosi effetti collaterali:
la paranoia. Foto: © USAF
Pillole magiche
Il fatto è che questo tipo di “molecole” capaci di cambiare lo stile di vita umana stanno proliferando.
Ruth Ann McClain, flautista di Memphis, nel Tennessee, soffriva di “panico da palcoscenico”: la sola idea di salire sul palco e suonare la terrorizzava; una patologia debilitante per un artista che si esibisce per lavoro. Ma anche la sua patologia è risolta dalla chimica. Carlo invece ha la fissa del sesso. Finora il motore più di tanto non gli consentiva. Ora, grazie alla chimica, fa gli straordinari.

Diventeremo tutti farma-shopper?
Sono tre esempi di lifestyle drugs, molecole che cambiano lo “stile di vita”. Grazie ad essi si supera la paura, la fame, il sonno, i limiti delle eiaculazioni quotidiane. Oppure sono scorciatoie per non impegnare la forza di volontà, e smettere comunque di ingrassare, fumare, drogarsi, stancarsi.
Non c’è da stupirsi, il mercato di queste sostanze è enorme: vale 20 miliardi di dollari, e si prevede che salirà a 29 per il 2007 perché sono gli stessi pazienti a chiederle. E sono costose. Certo non possono essere definite medicine perché in questi casi non servono a curare nulla. Fumare per esempio è uno scelta di stile di vita, non una malattia. Il farmaco è una molecola che cura una malattia. Ma che malattia è la paura da palcoscenico?

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Spiò | pubblicato il 01/02/2011 alle 17.08 | Segnala un abuso
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Penso sia un articolo interessante, anche x la scrittura sarcastica. Il concetto di malattia nei comportamenti umani, è vero, è sempre + diffuso: ci vogliono "curare" e spersonalizzare. Sono anch'io una persona timida, questo tratto caratteriale mi rende difficili le cose anche al tirocinio, ma so perfettamente che un farmaco non risolve un problema, la volontà e la pratica sì. Inoltre la gratificazione derivante avrà molto + valore di un "cambiamento" avvenuto nel tempo di digerire una pillola.

sfornax | pubblicato il 21/02/2010 alle 14.36 | Segnala un abuso
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volevo solo dire che l'aereo che stà eseguendo il rifornimento è un B2 e un un F117 :)

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